Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Mobbing reato penale? La Cassazione dice no

La Cassazione  Sesta Sezione Penale aggiusta il tiro rispetto  ad alcune recenti decisioni e, con la sentenza n. 26594 del 26 giugno 2009, stabilisce che in mancanza di una specifica normativa, il mobbing non può trovare una tutela penale.

La sentenza ha ad oggetto il caso di una lavoratrice nei cui confronti il direttore generale dell’azienda in cui lavorava, aveva assunto sistematici comportamenti ostili, umilianti, ridicolizzanti e lesivi della dignità personale, tanto da procurarle lesioni gravi e gravissime soprattutto a livello psichico.

Tale comportamento era stato assimilato al reato previsto dall’art 572 c.p., ossia al “maltrattamento in famiglia” tale reato prevede la reclusione da uno a cinque anni per chiunque, maltratta una persona della famiglia, o un minore degli anni quattordici, o una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte .

Tuttavia gli Ermellini hanno stabilito che sebbene la condotta del direttore generale sia riconducibile al cd mobbing, ha precisato che “nel nostro codice penale, nonostante una delibera del Consiglio d’Europa del 2000, che vincolava tutti gli Stati membri a dotarsi di una normativa corrispondente, non c’è traccia di una specifica figura incriminatrice per contrastare tale pratica persecutoria definita mobbing. Sulla base del diritto positivo e dei dati fattuali acquisiti, pertanto, la via penale non appare praticabile”.

La Corte aggiunge poi che “E’ certamente percorribile, invece, la strada del procedimento civile, costituendo il mobbing titolo per il risarcimento del danno patito dal lavoratore in conseguenza di condotte e atteggiamenti persecutori del datore di lavoro. La responsabilità datoriale ha natura contrattuale ex art. 2087 c.c., norma questa in stretto collegamento con quelle costituzionali poste a difesa del diritto alla salute (art. 32) e del rispetto della sicurezza, della libertà e della dignità umana nell’esplicazione dell’iniziativa economica (art. 41).

Il legittimo esercizio del potere imprenditoriale, infatti, deve trovare un limite invalicabile nell’inviolabilità di tali diritti e nella imprescindibile esigenza di impedire comunque l’insorgenza o l’aggravamento di situazioni patologiche pregiudizievoli per la salute del lavoratore, assicurando allo stesso serenità e rispetto nella dinamica del rapporto lavorativo, anche di fronte a situazioni che impongano l’eventuale esercizio nei suoi confronti del potere direttivo o addirittura di quello disciplinare”.

La Corte ha infine precisato che “l’inserimento dei maltrattamenti tra i delitti contro l’assistenza familiare è in linea col ruolo che la stessa Costituzione assegna alla ‘famiglia’, quale società intermedia destinata alla formazione e all’affermazione della personalità dei suoi componenti, e nella stessa ottica vanno letti e interpretati soltanto quei rapporti interpersonali che si caratterizzano, al di là delle formali apparenze, per una natura para-familiare”.

“Tale connotazione deve quindi escludersi nel caso in esame, considerato che la lavoratrice era inserita in una realtà aziendale complessa, la cui articolata organizzazione  non implicava una stretta ed intensa relazione diretta tra datore di lavoro e dipendente, sì da determinare una comunanza di vita assimilabile a quella caratterizzante il consorzio familiare”.
Conseguentemente non è apprezzabile, in una simile realtà, la riduzione del soggetto più debole in una condizione esistenziale dolosa e intollerabile a causa della sopraffazione sistematica di cui sarebbe rimasto vittima”.

Questa sentenza potrebbe essere più o meno condivisibile; il dato che però emerge è che, allo stato attuale, la tutela giuridica apprestata al lavoratore mobbizzato è solo parziale; urge infatti una legge che punisca penalmente tali assurdi comportamenti che possono annientare letteralmente la vita del malcapitato lavoratore.

Le conseguenze del mobbing sul lavoratore possono giungere a vere e proprie lesioni (penalmente intese) e come tali è giusto che vengano sanzionate. La dignità  è un diritto inviolabile di ogni uomo.


Condividi |  

Iscriviti alla newsletter e ricevi tutti i nuovi post via E-Mail

Per confermare l'iscrizione controlla la tua posta al termine della procedura.
Se preferisci puoi iscriverti al nostro feed; in totale ci sono 414 iscritti!

Articoli simili:

Leave a Reply


>> Archivio Flash News

>> Servizio fornito da liquida.it

Concorsi

  • amministrativo Vicenza - 4 posti
    Scadenza: 30/09/2010
    Occupazione: amministrativo
    Provincia: Vicenza
    Regione: Veneto
    Ente: Unità sanitarie locali ed altri istituti sanitari/REGIONE VENETO
    Posti: 4
    REGIONE VENETO CONCORSO (scad. 30 settembre 2010) Concorso pubblico, per titoli ed esami,per la copertura di quattro posti di Assistente Amministrativo - categoria "C" di cui tre riservati alle categorie dell'art.l della legge 12.03.1999 n. 68 "norme per il diritto al lavoro dei disabili", presso l'Azienda U.L.SS. n. 4 "Alto Vicentino" di Thiene. E' indetto Concorso Pubblico, per tit [..]

  • tecnico sanitario Rovigo - 1 posto
    Scadenza: 30/09/2010
    Occupazione: tecnico sanitario
    Provincia: Rovigo
    Regione: Veneto
    Ente: Unità sanitarie locali ed altri istituti sanitari/REGIONE VENETO
    Posti: 1
    REGIONE VENETO CONCORSO (scad. 30 settembre 2010) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di un posto a tempo indeterminato di collaboratore professionale sanitario - tecnico di neurofisiopatologia - cat. D, presso l'azienda U.L.S.S. 18 Rovigo. E' indetto concorso pubblico, per titoli ed esami, presso l'Azienda U.L.S.S. n. 18 di Rovigo per la copertura di un posto a tempo indet [..]

  • medico Vicenza - 1 posto
    Scadenza: 30/09/2010
    Occupazione: medico
    Provincia: Vicenza
    Regione: Veneto
    Ente: Unità sanitarie locali ed altri istituti sanitari/REGIONE VENETO
    Posti: 1
    REGIONE VENETO CONCORSO (scad. 30 settembre 2010) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di un posto di dirigente sanitario (profilo professionale medici - disciplina medicina trasfusionale), presso l'azienda unita' locale socio-sanitaria n. 4 «Alto Vicentino» - Thiene. Bando n. 14/2010. E' indetto concorso pubblico, per titoli ed esami, presso l'Azienda U.L.S.S. n. 4 «A [..]

  • medico Verona - 1 posto
    Scadenza: 30/09/2010
    Occupazione: medico
    Provincia: Verona
    Regione: Veneto
    Ente: Unità sanitarie locali ed altri istituti sanitari/ REGIONE VENETO
    Posti: 1
    REGIONE VENETO CONCORSO (scad. 30 settembre 2010) Avviso pubblico per il conferimento dell'incarico di dirigente medico - responsabile di struttura complessa - disciplina: radiodiagnostica - Direttore UOC "Radiologia" - con rapporto di lavoro esclusivo presso l'Azienda Sanitaria ULSS n. 22 di Bussolengo. Il direttore generale della scrivente Azienda Sanitaria, con deliberaz [..]

  • medico Vicenza - 1 posto
    Scadenza: 30/09/2010
    Occupazione: medico
    Provincia: Vicenza
    Regione: Veneto
    Ente: Unità sanitarie locali ed altri istituti sanitari/REGIONE VENETO
    Posti: 1
    REGIONE VENETO CONCORSO (scad. 30 settembre 2010) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l'assunzione a tempo indeterminato di un dirigente medico - disciplina di medicina trasfusionale per il D.I.M.T.. Presso l'U.L.SS. n. 6 - Vicenza e' stato indetto pubblico concorso, per titoli ed esami, per l'assunzione a tempo indeterminato di n. 1 Dirigente Medico- disciplina di Medicina Trsfusionale [..]

>> Servizio fornito da concorsipubblici.com

Ultimi commenti