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Occupazione femminile:la Regione Lazio stanzia 32 milioni di euro




Il 23 settembre scorso a Roma, nel corso del convegno “Le donne cambiano il lavoro”, l’assessore regionale al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili, Alessandra Tibaldi, è tornata a parlare del progetto per l’occupazione femminile promosso dalla regione Lazio.

“Abbiamo pensato a un piano di azione integrato per ipotizzare un diverso modello di welfare Regionale – ha detto l’assessore Alessandra Tibaldi – prima abbiamo realizzato il libro verde per l’occupazione e ora diamo il via a uno stanziamento di 32 milioni di euro per il sostegno al lavoro femminile, nella convinzione che saranno proprio le donne a trainare la futura ripresa economica”.



Il Piano per l’occupazione femminile si colloca all’interno del programma d’intervento su scala regionale promosso dall’Assessorato al lavoro denominato “Oltre la crisi: le politiche per l’occupazione nel Lazio” e, fonda i suoi presupposti sulla consapevolezza che proprio nella attuale difficoltà economica, per uscire dalla crisi, occorra valorizzare la leva femminile attivando politiche integrate d’occupazione, di conciliazione e di nuovo welfare.

Nell’ambito di questo progetto, lo scorso anno, infatti, era stato presentato il “Libro verde sull’occupazione femminile nel Lazio”  finalizzato alla predisposizione, per il  biennio 2009-2010, di un piano per l’occupazione femminile nel Lazio, quale strumento di sviluppo economico, produttivo, occupazionale e sociale dell’intero territorio.

Dal tale libro verde viene fuori che  “nel Lazio il tasso di occupazione femminile è superiore alla media nazionale, intorno al 50% e il tasso di presenza delle donne nelle impreseè superiore alla media nazionale (oltre il 26% contro la media nazionale del 24%).”


“L’imprenditrice media laziale ha un’età compresa tra i 30 e 40 anni, al momento di avviare l’impresa è nubile e non ha figli, è altamente scolarizzata (il 60% possiede una laurea, mentre il 52% ha addirittura conseguito un master). Una buona parte di donne, avvia un’impresa dopo la separazione/divorzio o in alternativa al reingresso nel mondo del lavoro dopo la maternità”.

Altro elemento caratterizzante l’imprenditoria femminile laziale è dato dalla multietnicità: “nella sola provincia di Roma le donne straniere con cariche imprenditoriali sono 12.417 (7,6% del totale delle donne); la componente femminile straniera ha evidenziato un tasso di crescita (8,3%) molto superiore a quello delle italiane (+1,6%).

Questa notizia, da definire semplicemente ottima, è un buon esempio di istituzioni che funzionano; di istituzioni che non aspettano che gli aiuti cadano dal cielo per combattere la crisi e che cercano semplicemente di valorizzare le risorse che si hanno ma che forse, fino ad ora sono state lasciate lì, forse perchè non considerate adeguate o, semplicemente perchè, ancorati a vecchie ideologie e stereotipi, pensiamo ancora che possano esistere cittadini di serie A e cittadine di serie B. Un esempio che si spera, seguiranno in molti.

Fonte:  www.portalavoro.regione.lazio.it

In allegato il “Libro verde sull’occupazione femminile nel Lazio”


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Autore: Massima Di Paolo

Avvocato non praticante, dopo una breve ma intensa esperienza nel campo della formazione, mi sono ritrovata a scegliere se rispolverare i codici di Diritto e Procedura Penale o buttarmi in questa nuova esperienza insieme ad Antonio, dopo una attenta riflessione la mia etica ha avuto la meglio ed eccomi qui a parlare giornalmente di uno degli argomenti più scottanti di questo nuovo millennio, il Lavoro e i diritti dei lavoratori. Dopo oltre due anni posso dire di non essermi affatto pentita!
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