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Cassazione: nel licenziamento per giusta causa si applicano le norme dello statuto dei lavoratori




La Cassazione, sez. lavoro,  con sentenza nr.6437 dello scorso 17 marzo 2010, ha stabilito che il licenziamento «per giusta causa» ha natura disciplinare e, come tale, deve sottostare alle regole dello statuto dei lavoratori.

Il caso ha riguardato una guardia giurata che è stata licenziata dalla società privata dalla quale dipendeva dopo essere stato scoperto a dormire nelle ore di turno.Il Tribunale di primo grado, reintegrava nel posto di lavoro il metronotte con diritto al risarcimento dei danni, ritenendo sproporzionato e non corretto il licenziamento in tronco inflittogli nel 2001 poichè, si violava quanto stabilito dallo Statuto dei lavoratori sulla contestazione dell’addebito e il diritto di difesa.



La Corte di appello di Venezia però, convalidava il licenziamento spiegando che,  nel licenziamento per giusta causa è ammesso il cd. licenziamento in tronco e quindi, non trovano applicazione le procedure previste per le contestazioni disciplinari.

Gli Ermellini hanno invece stabilito che “il licenziamento motivato da una condotta colposa o comunque manchevole del lavoratore, indipendentemente anche dalla sua inclusione o meno tra le misure disciplinari della specifica disciplina del rapporto, deve essere considerato di natura disciplinare e, quindi, deve essere assoggettato alle garanzie dettate in favore del lavoratore dal secondo e terzo comma dell’articolo 7 della legge n.300 del 1970 circa la contestazione dell’addebito ed il diritto di difesa”.

Pertanto, l’impresa avrebbe prima dovuto contestare l’addebito al lavoratore e, successivamente mettere in condizione il lavoratore di esercitare il suo diritto di difesa, anche tramite un rappresentante sindacale.

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Autore: Massima Di Paolo

Avvocato non praticante, dopo una breve ma intensa esperienza nel campo della formazione, mi sono ritrovata a scegliere se rispolverare i codici di Diritto e Procedura Penale o buttarmi in questa nuova esperienza insieme ad Antonio, dopo una attenta riflessione la mia etica ha avuto la meglio ed eccomi qui a parlare giornalmente di uno degli argomenti più scottanti di questo nuovo millennio, il Lavoro e i diritti dei lavoratori. Dopo oltre due anni posso dire di non essermi affatto pentita!
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