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Lavoratore picchiato per costringerlo alle dimissioni




Un lavoratore di Parma, ha denunciato ai carabinieri di essere stato aggredito dal proprio datore di lavoro per costringerlo a firmare la lettera di dimissioni, dopo essere stato chiuso in una stanza.

Ovviamente, il malcapitato per pura paura (cos’ racconta a Repubblica) ha firmato la lettera di dimissioni ed è corso all’ospadale: 8 giorni di prognosi. Ovviamente il datore di lavoro nega tutto. La Fillea cgil, in solidarietà all’operaio, questa mattina ha indetto uno sciopero di due ore con presidio fuori dai cancelli della fabbrica.



Certo, bisognerebbe conoscere bene il fatto ma così a naso, mi vengono già in mente un paio di illeciti: violenza privata, lesioni, minaccia (solo penale) oltre che danni da responsabilità civile del datore.

E’ semplicemente vergognoso! Gli uomini differiscono dagli animali per l’uso della cd. ratio che, dovrebbe dominare gli istinti. Il lavoro è un diritto sacrosanto come il diritto alla inviolabilità della persona. E ora, secondo voi e a queste condizioni, il lavoratore dovrebbe ricorrere all’arbitrato o conciliazione, freschi freschi di approvazione?

Fonte: www.rassegna.it


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Autore: Antonio Maroscia

Addetto paghe e tirocinante consulente del lavoro, da sempre sono appassionato di internet e delle sue dinamiche. Dopo varie esperienze da blogger ho pensato che era il momento giusto per condividere con la rete le mie conoscenze e da qui è nato Lavoro e Diritti… il progetto della vita, quello che aspettavo e sognavo da anni e l’attenzione dei lettori è la più bella ricompensa per le lunghe nottate passate davanti a un PC!
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