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Bankitalia: ripresa economica ancora debole, diminuiscono i redditi, sale il debito delle famiglie




Per Bankitalia l’Italia deve ancora soffrire; lo rivela l’Istituto di Via nazione nel bollettino nr. 60 relativo al mese di aprile.  Nel quarto trimestre del  2009, il debito delle famiglie in rapporto al reddito disponibile è lievemente salito, al 60 per cento.

L’incremento è dovuto prevalentemente all’aumento dei prestiti bancari a medio e a lungo termine e alla riduzione del reddito disponibile. Il livello dell’indebitamento rimane comunque nettamente inferiore a quello medio dell’area dell’euro (prossimo al 95 per cento a settembre del 2009).Anche i consumi sono in calo: dopo la contrazione dei consumi dell’1,8% registrata nel 2009, i segnali per i primi mesi del 2010 non delineano una inversione di tendenza. Il clima di fiducia dei consumatori, in progressivo miglioramento nella seconda metà del 2009, “è tornato a peggiorare quest’anno, riportandosi, in marzo, sui livelli dello scorso giugno”.



Sulla fiducia delle famiglie “pesa il maggiore pessimismo circa la situazione economica generale del Paese e l’accresciuta preoccupazione sulle condizioni del mercato del lavoro: la percentuale dei consumatori intervistati che prevede un forte aumento della disoccupazione nei prossimi dodici mesi è salita oltre il 30 per cento in marzo, il doppio di quanto registrato lo scorso luglio. Incide sui giudizi dei consumatori anche il deterioramento dei bilanci familiari: le prospettive di risparmio sono viste come sensibilmente meno favorevoli”.

Calo dell’occupazione nei primi mesi del 2010:  la riduzione dei posti di lavoro è proseguita anche nei mesi di gennaio e febbraio, con una flessione pari in media allo 0,4 per cento sull’ultimo trimestre del 2009. Rispetto al picco raggiunto nell’aprile del 2008, il numero delle persone occupate è diminuito di oltre 700.000 unità (-3,1 per cento). Il tasso di disoccupazione ha raggiunto l’8,5 per cento in febbraio, 1,2 punti percentuali in più rispetto a dodici mesi prima; tra i giovani, è cresciuto di 4 punti, raggiungendo il 28,2 per cento.

“Il calo dell’occupazione continua a interessare la sola componente italiana, mentre l’occupazione straniera è ancora cresciuta (5,6 per cento; 103.000 persone), anche se a ritmi inferiori rispetto al passato, in conseguenza dell’incremento della popolazione immigrata registrata alle anagrafi.

Il calo dell’occupazione nel quarto trimestre ha interessato sia i lavoratori indipendenti, per il settimo trimestre consecutivo (-3,0 per cento rispetto a un anno prima), sia i dipendenti (-1,4 per cento). La riduzione ha coinvolto anche i lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato (-1,1 per cento), soprattutto delle imprese di più ridotta dimensione e dell’industria. Si è attenuata invece la caduta dell’occupazione a termine (-3,6 per cento, contro -9,1 nel terzo trimestre).

Per quanto riguarda i conti pubblici, Bankitalia registra un peggioramento: “L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche è salito nel 2009 al 5,3 per cento del PIL, dal 2,7 del 2008. L’aumento del disavanzo è riconducibile alla marcata crescita della spesa primaria e alla flessione delle entrate, anche se quest’ultima è stata meno pronunciata di quella del PIL nominale. La politica di bilancio ha risposto alla crisi soprattutto reindirizzando risorse verso spese più atte ad alleviare i costi sociali della recessione e a sostenere la domanda aggregata.

Il deterioramento dei conti pubblici lo scorso anno è risultato più contenuto in Italia che negli altri principali paesi avanzati, in alcuni dei quali hanno pesato i costi di importanti salvataggi bancari. Il rapporto tra debito pubblico e PIL è tuttavia salito di 9,7 punti percentuali, al 115,8 per cento, riflettendo, oltre all’elevato fabbisogno, la caduta del PIL nominale.

Fonte: www.bancaditalia.it

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Autore: Massima Di Paolo

Avvocato non praticante, dopo una breve ma intensa esperienza nel campo della formazione, mi sono ritrovata a scegliere se rispolverare i codici di Diritto e Procedura Penale o buttarmi in questa nuova esperienza insieme ad Antonio, dopo una attenta riflessione la mia etica ha avuto la meglio ed eccomi qui a parlare giornalmente di uno degli argomenti più scottanti di questo nuovo millennio, il Lavoro e i diritti dei lavoratori. Dopo oltre due anni posso dire di non essermi affatto pentita!
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