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L’isola dei cassintegrati, isola dimenticata




Sono 154 giorni che gli operai dello stabilimento Vinyls di Porto Torres hanno occupato l’isola dell’Asinara per lottare contro la chiusura della chimica in Italia e tutelare il loro posto di lavoro.

154 giorni, sono un tempo immemorabile, lunghissimo, forse al limite della sopportazione. Probabilmente neanche i gladiatori dell’isola avrebbero mai immaginato di rimanere così tanto tempo.



Lo scorso 20 luglio, un gruppo di operai della Vinyls provenienti dagli stabilimenti di Marghera, Ravenna e Porto Torres hanno protestato a Roma chiedendo l’immediato riavvio degli impianti e denunciando come gli impegni presi con i lavoratori e con i sindacati nel corso degli ultimi mesi siano stati disattesi.

Dopo il ritiro dalle trattative per l’acquisizione degli stabilimenti Vinyls, della Ramco, il governo non ha ancora provveduto a presentare un nuovo bando internazionale; gli impianti sono fermi da mesi, nonostante gli accordi sottoscritti al Ministero del Lavoro nel 2009 che, avrebbero dovuto garantire un ‘graduale e progressivo riavvio degli impianti.

Le innumerevoli proteste dei cassintegrati, sono risultate tutte inutili; ogni loro appello è caduto nel vuoto; a ciò si aggiunge la beffa di un ministero dello sviluppo economico inesistente. Formalmente l’interim è ancora dell’”illuminato premier” ma, sostanzialmente è come se il ministero non esistesse più da tempo.


Meglio preoccuparsi di costruire bungalow all’interno della villa in Sardegna, piuttosto che viaggiare all’Asinara, guardare negli occhi gli isolani e, tentare almeno di spiegare cosa si vuol fare della chimica in Italia.

Meglio preoccuparsi di tutto il resto, tranne che del lavoro. In fondo cosa importa se i cassintegrati della Vinyls e di tutta Italia, diventano sempre più poveri, se ci sono i mutui e le bollette da pagare. Tanto prima o poi tutti si dimenticheranno di tutto….

Non bisogna cadere in questo errore, perchè, come dicono all’Asinara “chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”.

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Autore: Massima Di Paolo

Avvocato non praticante, dopo una breve ma intensa esperienza nel campo della formazione, mi sono ritrovata a scegliere se rispolverare i codici di Diritto e Procedura Penale o buttarmi in questa nuova esperienza insieme ad Antonio, dopo una attenta riflessione la mia etica ha avuto la meglio ed eccomi qui a parlare giornalmente di uno degli argomenti più scottanti di questo nuovo millennio, il Lavoro e i diritti dei lavoratori. Dopo oltre due anni posso dire di non essermi affatto pentita!
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