Permessi e congedi per assistenza disabili, precisazioni del Dipartimento della Funzione Pubblica



Il Dipartimento della Funzione Pubblica, con la circolare n. 1 del 3 febbraio 2012, fornisce alcune precisazioni in materia di congedo straordinario per l’assistenza a familiari portatori di handicap. a seguito della riforma introdotta dal D.L.vo n. 119/2011.

Anche l’Inps, con circolare nr 32 del 6 marzo 2012, ha fornito precisazioni sulla nuova normativa dei permessi e congedi per assistenza disabili; ribadendo in sostanza quanto presente in questa circolare, con l’aggiunta d ulteriore precisazioni circa le domande pervenute e i requisiti oggettivi per il riconoscimento di permessi e del congedo straordinario.

Prolungamento del congedo parentale

L’art. 3 del d.lgs. n. 119 del 2011 modifica l’art. 33 del d.lgs. n. 151 del 2001. Viene ridefinita la durata complessiva del congedo parentale nell’ipotesi in cui il minore sia persona in situazione di handicap grave.

Il previgente dettato normativo prevedeva il prolungamento “fino a tre anni del periodo di astensione facoltativa dal lavoro“, con diritto, per tutto il periodo, all’indennità economica pari al 30% della retribuzione. Il novellato art. 33, comma 1, del d.lgs. n. 151 del 2001 stabilisce chiaramente la possibilità, fruibile alternativamente da parte di ciascun genitore del minore in situazione di handicap grave, di beneficiare del prolungamento del congedo parentale per un periodo massimo, comprensivo dei periodi di normale congedo parentale, di tre anni, da godere entro il compimento dell’ottavo anno di vita del minore stesso (con diritto, per tutto il periodo, all’indennità economica pari al 30% della retribuzione). Il prolungamento del congedo parentale decorre a partire dalla conclusione del periodo di normale congedo parentale teoricamente fruibile dal genitore richiedente (art. 33 comma 4).

La modifica non ha riguardato invece il comma 1 dell’art. 42 del citato decreto, che prevede la possibilità per i genitori di fruire, in alternativa al prolungamento del congedo parentale, di due ore di permesso al giorno sino al compimento del terzo anno di vita del bambino. Ne deriva che, dopo l’entrata in vigore della novella, i genitori del minore in situazione di handicap grave continuano a poter fruire – in alternativa al prolungamento del congedo parentale – dei riposi orari retribuiti ma solo fino al compimento del terzo anno di vita del bambino.

Pertanto:

  • i genitori, anche adottivi, con bambini fino a tre anni di età hanno la possibilità di fruire, in alternativa, dei tre giorni di permesso mensile ovvero delle due ore di riposo giornaliere ovvero del prolungamento del congedo parentale;
  • i genitori, anche adottivi, con bambini oltre i tre anni e fino agli otto anni di vita  possono beneficiare, in alternativa, dei tre giorni di permesso mensile ovvero del prolungamento del congedo parentale;
  • i genitori, anche adottivi, con figli oltre gli otto anni di età possono fruire dei tre giorni di permesso mensile.

Modifica della disciplina sul congedo di cui all’art. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151 del 2001

L’art. 4 del d.lgs. n. 119 del 2011 ha modificato la disciplina del congedo straordinario contenuta nell’art. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151 del 2001. L’attuale disciplina del congedo è pertanto contenuta nei commi da 5 a 5 quinquies del menzionato art. 42. Con la circolare della DFP, vengono forniti chiarimenti circa: i soggetti legittimati alla fruizione del congedo, le modalità di fruizione, la durata del congedo e il trattamento economico spettante.

Soggetti legittimati alla fruizione del congedo

Con il recente intervento normativo è stato individuato un elenco di persone legittimate alla fruizione del congedo, stabilendo un ordine di priorità e prevedendo in particolare che esso spetta ai seguenti soggetti:

  1. coniuge convivente della persona in situazione di handicap grave;
  2. padre o madre, anche adottivi o affidatari, della persona in situazione di handicap grave, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente;
  3. uno dei figli conviventi della persona in situazione di handicap grave, nel caso in cui il coniuge convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti. La possibilità di concedere il beneficio ai figli conviventi si verifica nel caso in cui tutti i soggetti menzionati (coniuge convivente ed entrambi i genitori) si trovino in una delle descritte situazioni (mancanza, decesso, patologie invalidanti);
  4. uno dei fratelli o sorelle conviventi nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori ed i figli conviventi della persona in situazione di handicap grave siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Per quanto riguarda i concetti di “mancanza” e “patologie invalidanti” si rinvia alle indicazioni fornite nella citata Circolare n. 13/2010 (par. 2).



Articoli correlati



Commenti

Cerca nel sito

Newsletter

RICEVI I NOSTRI ARTICOLI VIA EMAIL



A BREVE RICEVERAI UNA EMAIL PER DARE CONFERMA D'ISCRIZIONE

Google+