Operaio muore in fabbrica, ma la produzione non si ferma

Proclamato dai sindacati uno sciopero per protestare contro la decisione della proprietà dello stabilimento di Novi Ligure


Operaio muore in fabbrica, ma la produzione non si ferma

E’ successo la scorsa notte presso lo stabilimento Ilva di Novi Ligure in provincia di Alessandria. Un caporeparto dello stabilimento è morto schiacciato da un muletto senza dovute protezioni. L’uomo di 31 anni è stato soccorso dai compagni di turno, che hanno spostato il muletto e hanno estratto il corpo. Nel frattempo sono intervenuti i soccorsi del 118 ma non c’è stato nulla da fare. Lascia la moglie e una figlia di nove mesi.

Normalmente non diamo notizie di questo genere, ma in questo caso ci è sembrato doveroso denunciare l’accaduto in quanto nonostante la morte cruenta del giovane lavoratore la direzione aziendale ha deciso di non fermare la produzione e la fabbrica ha continuato a lavorare per tutto il turno, in TV si direbbe “the show must go on” ma è veramente raccapricciante un fatto così.

Proprio oggi il Censis tirava fuori i dati sugli incidenti sul lavoro e pensare che poche ore prima in una delle tante fabbriche d’Italia, moriva nel silenzio e nell’anonimato uno dei tanti lavoratori italiani. Ci rivolgiamo ai nostri politici, ai nostri sindacati e a chiunque abbia il compito d’intervenire in materia, perchè ancora una volta quello che non doveva accadere è successo e un lavoratore è uscito di casa e non vi ha fatto ritorno. E’ il momento che si faccia qualcosa per prevenire in Italia investendo fortemente nel settore della prevenzione in tutti gli ambiti, azione che funzionerebbe senza dubbio anche da volano ad una economia vecchia e malandata!

Update, dal sito ilMessaggero.it leggo:

L’azienda siderurgica non accetta l’accusa di avere perseguito la logica del profitto a tutti i costi. «Nell’area in cui è avvenuto l’incidente – viene spiegato – l’attività si è fermata subito. Nel resto dello stabilimento, che è grande un milione e trecentocinquantamila metri quadrati, lo stop è scattato non appena si è diffusa la notizia».




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