Istat, in Italia oltre 8 milioni i poveri, 75% nel meridione

Aumentano le famiglie sotto la soglia di povertà in Italia. La percentuale più alta è a sud e le più a rischio sono le famiglie degli operai.


Istat, in Italia oltre 8 milioni i poveri, 75% nel meridione

Nel 2011, l’11,1% delle famiglie è relativamente povero (per un totale di 8.173 mila persone) e il 5,2% lo è in termini assoluti (3.415 mila). La soglia di povertà relativa, per una famiglia di due componenti, è pari a 1.011,03 euro.

E’ quanto afferma l’Istat nel suo ultimo rapporto diffuso oggi, sulla povertà in Italia nell’anno 2011. La povertà assoluta aumenta notevolmente nelle famiglie in cui il reddito principale arriva da una pensione e nella stessa famiglia non ci sono altri redditi da lavoro dipendente o ci sono persone in cerca di occupazione.

Un altro dato molto rilevante, continua l’Istat, è l’incidenza di povertà assoluta che cresce tra le famiglie con a capo una persona con profili professionali e/o titoli di studio bassi: per esempio le famiglie di operai (dal 6,4% al 7,5%), con licenza elementare (dall’8,3% al 9,4%) o di scuola media inferiore (dal 5,1% al 6,2%). Al contrario l’incidenza di povertà assoluta diminuisce, quindi migliorano le condizioni economiche tra le famiglie di dirigenti/impiegati.

Infine lo studio rileva che a fronte di una stabilizzazione della povertà relativa al Nord e al Centro, nel Meridione si è avuto un aumento dell’intensità della povertà relativa: dal 21,5% al 22,3%. La spesa media equivalente delle famiglie povere si attesta a 785,94 euro nel sud Italia, contro gli 827,43 e 808,72 euro del Nord e del Centro.





Commenti

  • http://www.lavoroediritti.com Antonio Maroscia

    Che sia diffuso il lavoro in nero lo credo anch’io, non sono siciliano ma comunque del sud e so bene a cosa ti riferisci, però si tratta perlopiù di lavori saltuari a nero, non credo che ci siano persone col posto fisso a nero. Fa parte della famosa arte di arrangiarsi. Non la giustifico assolutamente, ma posso comprenderla.

  • ANTONINO TROVATO

    Anch’io ho fatto le tue stesse considerazioni, ma, dopo, con gli anni ho incominciato a dubitare della mia tesi….piuttosto ho l’impressione che si lavora in nero con quel concetto di illegalità diffusa nel nostro paese,ma sopratutto nel Meridione.E’ vero anche che gli anziani sono gli ammortizzatori sociali e si sostituiscono alle carenze dei governi che in materia e non solo sono stati e sono latitanti.

  • http://www.lavoroediritti.com Antonio Maroscia

    Dici bene Antonino, ma molto dipende secondo me dal genere di vita che si fa. Inoltre bisogna dire che molti dei meridionali che tu credi finti poveri probabilmente stanno prosciugando le ricchezze accumulate dai sacrifici dei genitori.. magari con una casa già intestata, un lavoro e una macchina già acquistata si può anche sembrare ricchi…

  • ANTONINO TROVATO

    Il 75% dei poveri nel Meridione…..sono siciliano e tutte le volte che mi reco in Sicilia mi faccio una domanda: come fanno ad avere un simile tenore di vita senza lavorare? Credetemi, il costo della vita non è tanto diverso da Modena- mi riferisco sopratutto ai generi alimentari di largo consumo-!

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