La maternità nel contratto del commercio e terziario

Oggi la dott.ssa Monica Romano ci parla della Maternità nel CCNL Commercio e Terziario con alcuni pratici esempi per comprendere al meglio l'argomento.


La maternità nel contratto del commercio e terziario

Proseguendo nell’analisi del CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) commercio e terziario oggi affronteremo il tema della maternità. Dopo aver visto la malattia la scorsa settimana oggi vedremo nel dettaglio diritti e doveri del lavoratore del commercio e terziario in caso di maternità, analizzando nel dettaglio tutti gli argomenti correlati e cercando di capire il significato dei termini più utilizzati con esempi pratici.

La normativa di riferimento è contenuta nel testo unico D. Leg.vo 26 marzo 2001, n. 151 Legge 8 marzo 2000 n. 53 anche se alcune norme sono state adeguate o ampliate dal CCNL Commercio e Terziario.

La maternità obbligatoria

La dipendente in gravidanza ha diritto di astenersi dal lavoro per cinque mesi complessivi, nello specifico:

  • nei due mesi che precedono la data presunta del parto indicata sul certificato di gravidanza;
  • nei tre mesi successivi alla data effettiva del parto.

Se il parto avviene prima della data presunta, la dipendente avrà diritto di astenersi dal lavoro per i tre mesi successivi alla data presunta.

Esempio

La data presunta del parto indicata sul certicato del ginecologo è il 19/03/2012.
Il parto avviene il 15/03/2012.
La dipendente si asterrà dal lavoro dal 19/01/2012 al 18/06/2012.
Potrà riprendere l’attività lavorativa il 19/06/2012

Se il parto avviene dopo la data presunta, la dipendente avrà diritto di astenersi per i tre mesi successivi la data effettiva del parto.

Esempio

La data presunta del parto indicata sul certicato del ginecologo è il 19/03/2012.
Il parto avviene il 21/03/2012.
La dipendente si asterrà dal lavoro dal 19/01/2012 al 20/06/2012.
Potrà riprendere l’attività lavorativa il 21/06/2012.

La dipendente, compilando l’apposita sezione nella domanda da inviare all’Inps e presentando un certificato del medico ginecologo, può decidere di usufuire della flessibilità del congedo obbligatorio, iniziando l’astensione dal lavoro un mese dopo (quindi ad un mese dalla data presunta del parto). La durata complessiva del congedo sarà comunque di cinque mesi (il mese che precede il parto ed i quattro mesi successivi).

Il contratto del commercio prevede che alla dipendente in maternità obbligatoria sia garantita la piena retribuzione. L’Inps indennizza infatti l’80% dell’ultima retribuzione percepita e tale indennità è integrata fino al raggiungimento del 100% della retribuzione dal datore di lavoro.

Il CCNL prevede inoltre che i periodi di congedo di maternità dal lavoro devono essere computati nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti contrattualmente previsti, compresi quelli relativi alla tredicesima mensilità, alle ferie ed al trattamento di fine rapporto.

N.B. Chiarimento a verbale all’art. 185

Le parti si danno atto che, ferma restando la corresponsione integrale della tredicesima mensilità, le disposizioni del presente articolo si applicano anche alla quattordicesima mensilità.

La maternità anticipata

La dipendente può richedere l’interdizione anticipata dal lavoro, qualora ricorrano problemi di salute durante la gravidanza, oppure nel caso in cui vi siano condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli alla salute della lavoratrice madre e del bambino e non si possan adibire la lavoratrici ad altri ruoli o reparti.

Ricordiamo che dal 1 aprile 2012, ai sensi del decreto legge 5 del 9/02/2012, la procedura di interdizione anticipata non è più di competenza delle Direzioni Territoriali del Lavoro (o ispettorati), ma delle ASL, che, in caso di accoglimento della domanda, rilasciano un certificato con indicata la data dalla quale deve avere inizio l’interdizione dal lavoro.

Presentando il documento al datore di lavoro e all’Inps, la dipendente avrà diritto di astenersi dalla data di interdizione dal lavoro fino al termine della maternità obbligatoria.

Esempio

La data presunta del parto è il 19/03/2012.
La data di interizione dal lavoro è il 15/02/2012.
Il parto avviene il 21/03/2012
La dipendente avrà diritto di astenersi dal lavoro dal 15/02/2012 al 20/06/2012.
Potrà riprendere l’attività lavorativa il 21/06/2012.

Il contratto del commercio prevede che alla dipendente in maternità anticipata sia garantita la piena retribuzione. Dal punto di vista della retribuzione, valgono quindi le considerazioni fatte per la maternità obbligatoria.

Il congedo parentale (o post partum/astensione facoltativa)

I genitori hanno diritto di astenersi dal lavoro per un periodo complessivo fra i due non superiore ai 10 mesi, presentando domanda all’Inps. I mesi di congedo parentale non devono essere necessariamente goduti nei mesi successivi al congedo obbligatorio: la/il dipendente può infatti decidere di goderne fino al compimento degli 8 anni del bambino, anche frazionatamente, dando un preavviso di 15 giorni al datore di lavoro.

Di norma, la dipendente che sceglie di fruire del congedo parentale (non obbligatorio), si astiene dal lavoro per i 180 giorni (6 mesi) successivi al termine della maternità obbligatoria.

Per il periodo di congedo parentale, l’Inps garantisce il 30% dell’ultima retribuzione percepita prima dell’inizio della maternità obbligatoria. Il contratto del commercio non prevede alcuna integrazione a carico del datore di lavoro.

NB La/il dipendente in congedo parentale, non matura i ratei di tredicesima e quattordicesima.

I riposi per allattamento

Fino al compimento dell’anno del bambino, la dipendente ha diritto ai riposi per allattamento, nello specifico:

  • 2 ore al giorno se l’orario di lavoro è pari o superiore alle 6 ore giornaliere;
  • 1 ora al giorno se l’orario è inferiore.

I riposi per allattamento sono pagati dall’Inps direttamente in busta paga.

Leggi anche: Permessi di allattamento al padre anche se la mamma è casalinga

Esempio

La dipendente è un impiegata a tempo pieno, inquadrata nel commercio.
La data presunta del parto è il 19/03/2012.
La data di interizione dal lavoro è il 15/02/2012.
Il parto avviene il 21/03/2012
La dipendente avrà diritto di astenersi dal lavoro dal 15/02/2012 al 20/06/2012.
Potrebbe riprendere l’attività lavorativa il 21/06/2012, ma sceglie di usufruire dei 6 mesi di congedo parentale, astenendosi dal lavoro fino al 19/12/2011.
La dipendente riprende l’attività lavorativa il 20/12/2011, avendo diritto di lavorare 6 ore al giorno fino al 20/03/2012.

Le nuove modalità di presentazione delle domande all’Inps

Per informazioni sulle modalità di presentazione delle domande all’Inps, vi invitiamo a visitare il sito dell’Istituto (www.inps.it).

Ricordiamo che dal 1 0ttobre 2011, non è più possibile presentare le domande in forma cartacea alle sedi Inps. Le domande possono essere presentate solo telematicamente. La dipendente potrà:

  • presentare la domanda tramite il sito dell’Inps;
  • rivolgersi ad un patronato.

NB Per inoltrare la domanda è necessario avere il codice Pin rilasciato dall’Inps.

Leggi anche: Guida: come richiedere il codice PIN Inps per accedere ai servizi online per il cittadino

E’ bene muoversi con anticipo per farne richiesta, dal momento che solo una parte del codice viene fornita online; la seconda parte viene inviata via posta.



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  • spartacus

    Per te non cambia niente, la maternità ti viene pagata sempre dall’Inps o tramite la tua azienda fino alla fine del contratto o tramite l’Inps quando il contratto sarà cessato. Piuttosto mi domando se sia legale assumere per un mese più di una volta.

  • Erminia Piccolo

    io ho un contratto a tempo determinato ( mi licenziano e riassumono mese per mese ) vorrei sapere se ho diritto alla maternità e come funzionasse con il contratto

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