Emersione dei lavoratori irregolari, chiarimenti operativi del Ministero

Circolare del Ministero Interno e del Ministero Lavoro con le istruzioni operative agli uffici competenti per l’attuazione della procedura di emersione.


Emersione dei lavoratori irregolari, chiarimenti operativi del Ministero

Con Circolare del Ministero Interno e del Ministero Lavoro e Politiche Sociali del 7 settembre sono state fornite istruzioni operative agli uffici competenti (Sportelli Unici, Questure, Direzioni Territoriali del Lavoro) per l’attuazione della procedura di emersione.

Tale decreto va ad integrare il decreto del Ministro dell’Interno del 29 agosto 2012, emanato di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione e con il Ministro dell’Economia e delle Finanze (in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) con cui vengono fornite indicazioni operative sulla procedura di emersione prevista dall’articolo 5 del decreto legislativo n. 109 del 16 luglio 2012.

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Cosa prevede il decreto interministeriale del 29 agosto

Il decreto interministeriale è composto da sette articoli:  modalità di presentazione della dichiarazione di emersione  (da presentare dal 15 settembre al 15 ottobre) all’articolo 2 le modalità di pagamento del contributo forfettario di 1.000 euro previsto per ciascun lavoratore; all’articolo 3 i limiti di reddito del datore di lavoro richiesti per l’emersione del rapporto di lavoro; all’articolo 4 i contenuti della domanda di emersione e all’articolo 5 le modalità necessarie per la regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale pari alla durata del rapporto di lavoro o almeno a sei mesi.

L’articolo 6, infine, puntualizza che con la sottoscrizione del contratto di soggiorno il datore di lavoro assolve anche agli obblighi di comunicazione obbligatoria di assunzione del lavoratore al Centro per l’Impiego, Direzioni Territoriali e Inps per quanto riguarda il lavoro domestico.

In particolare, il decreto interministeriale dispone che per accedere alla procedura di emersione il reddito del datore di lavoro non deve essere inferiore a 30.000 euro annui e nel caso di lavoro domestico non può essere inferiore a 20.000 o 27.000 euro annui rispettivamente nelle ipotesi di nucleo familiare composto da uno o più soggetti percettori di reddito.

La verifica di congruità del reddito e delle condizioni contrattuali applicate viene effettuata dalla Direzione Territoriale del Lavoro. Non si procede all’accertamento del reddito nell’ipotesi di datore di lavoro affetto da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza che effettua la dichiarazione di emersione per un lavoratore addetto alla sua assistenza.

In tale ipotesi il datore deve essere già in possesso di certificazione di struttura sanitaria pubblica o medico convenzionato con il SSN che attesti la limitazione dell’autosufficienza prima di presentazione dell’istanza.

Circolare congiunta del 7 settembre

La Circolare chiarisce che la dichiarazione di emersione deve essere presentata – utilizzando le modalità informatiche presenti sul sito internet del Ministero dell’Interno – dal datore di lavoro che alla data del 9 agosto 2012 occupava irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno tre mesi, e continua ad occuparlo alla data di presentazione della dichiarazione stessa, un lavoratore straniero presente sul territorio in modo ininterrotto almeno dalla data del 31 dicembre 2011. Tale presenza dovrà essere attestata al momento della convocazione presso lo Sportello Unico mediante documentazione proveniente da organismi pubblici.

La circolare, riprendendo quanto indicato nel decreto interministeriale del 29 agosto, fornisce, in particolare, precise indicazioni su:

  • Versamento del contributo forfetario di 1.000 euro (non ripetibile) per ciascun lavoratore da versare prima della presentazione della dichiarazione di emersione, con modello di pagamento dell’Agenzia delle Entrate “F24” (v. anche risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 85/E del 31 agosto 2012 che ha istituito i codici tributo);

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  • Regolarizzazione delle somme arretrate delle retribuzioni dovute al lavoratore (corrispondenti alle retribuzioni minime giornaliere fissate annualmente dall’INPS) per il periodo del rapporto di lavoro e comunque non inferiore a sei mesi, dimostrabile con attestazione congiunta del datore di lavoro e del lavoratore da presentare all’atto della stipula del contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico;
  • Versamenti contributivi e assicurativi per la durata del rapporto di lavoro e comunque non inferiore a sei mesi. Tale accertamento sarà effettuato dallo Sportello Unico con verifica telematica del documento unico di regolarità contributiva (DURC) e per i rapporti di lavoro domestici con esibizione di copie di bollettini MAV che saranno messi a disposizione dall’INPS;
  • Regolarizzazione, a fini fiscali, delle somme dovute sulle retribuzioni corrisposte attestabili anche con autocertificazione del datore di lavoro.


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