Rapporto CNEL sul mercato del lavoro 2011-2012

Il Rapporto CNEL sul mercato del lavoro 2011-2012 sul tema dell’evoluzione del mercato del lavoro italiano in una fase di importanti cambiamenti.


Rapporto CNEL sul mercato del lavoro 2011-2012

Stamattina è stato presentato il rapporto CNEL sul mercato del lavoro in Italia per il periodo 2011/2012. Il Rapporto è stato realizzato da un team coordinato dal professor Carlo Dell’Aringa e si presenta come il risultato finale di un percorso strutturato in sessioni seminariali finalizzate ad approfondire specifici aspetti del mercato del lavoro.

Secondo il rapporto il 2011 è stato un anno di rottura per l’Italia e la sua economia, i segnali di ripresa che si erano manifestati intorno alla primavera del 2009 non hanno purtroppo avuto una spinta propulsiva sufficiente ad evitare, nel periodo successivo, la contrazione della domanda di lavoro e la tendenziale caduta del potere di acquisto delle famiglie. Si può quindi sostenere, continua lo studio, che l’Italia sia entrata in recessione già nella seconda metà del 2011 e per ora non si vede il termine!

La perdita (che appare considerevole) di posizioni rispetto alle altre economie europee, soprattutto quelle dell’area tedesca, apre seri quesiti sulla capacità del nostro sistema produttivo di superare l’urto della recessione e di riprendere, in tempi brevi, un periodo di crescita, continua il rapporto CNEL, lasciando presagire scenari sempre più cupi di deindustrializzazione.

Ovviamente, continua il rapporto, il tutto non potrà che ripercuotersi sulla domanda interna di lavoro, dopo la stabilizzazione del 2011 il numero degli occupati torna a scendere, mentre risale l’offerta di lavoro, riconducibile soprattutto alla continua perdita di valore del reddito familiare. Cioò comporterà un aumento di richiesta di lavoro anche da parte di persone che prima non ne avevano bisogno, aggravando quindi la disoccupazione soprattutto nel mezzogiorno d’Italia.

Altro fattore a rischio è la contrazione del numero dei pubblici dipendenti che fin’ora rappresentava un buon mantenimento del tasso occupazionale, soprattutto nelle aree più svantaggiate. La sfida sarà quindi di tenere alto il valore dei servizi offerti della P.A. nei settori più importanti quali sanità, istruzione, controlli di legalità, servizi in materia di tutela del patrimonio paesaggistico e culturale, ecc. anche con minor personale.

Non va dimenticato, prosegue il CNEL, il graduale processo di femminilizzazione del mercato del lavoro, che sta producendo modifiche nelle abitudini di vita in termini di minore disponibilità delle donne per le mansioni di cura in famiglia. Va altresì segnalata la crescita della quota di lavoratori stranieri nonostante la crisi, specie in quei settori nei quali la domanda di lavoro non viene soddisfatta completamente dai lavoratori italiani. Si segnalano inoltre i processi rappresentati dall’invecchiamento demografico, dal sotto utilizzo dei lavoratori in età avanzata e dall’aumento delle esigenze legate alla cura degli anziani.



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