CDM: approvato il decreto crescita 2.0: agenda digitale e start up

Il Consiglio dei Ministri approva il decreto crescita 2.0: startup, agenda digitale e liberalizzazioni per la crescita del paese.


CDM: approvato il decreto crescita 2.0: agenda digitale e start up

Per la prima volta, nel dl, viene  introdotta la definizione di startup e gli specifici requisiti della nuova impresa innovativa. Una start up innovativa deve avere le seguenti caratteristiche:

  • società di capitali, costituite anche in forma cooperativa;
  • non quotate e detenute e controllate almeno al 51% da persone fisiche;
  • con sede principale in Italia;
  • la società deve essere costituita e operare da non più di quarantotto mesi;
  • deve avere un fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro e non deve essere prevista la distribuzione di utili;
  • a contenuto innovativo identificato con:
    – almeno 30% spese in ricerca e sviluppo
    – almeno 1/3 della forza lavoro complessiva costituita da dottorandi,  dottori di ricerca o ricercatori
    – startup titolare o licenziatario di brevetto.

Rapporto di lavoro subordinato nelle startup innovative (art. 28)

Le startup usufruiranno di apposite disposizioni contrattuali per poter instaurare rapporti di lavoro subordinato che abbiamo maggiore flessibilità operativa, soprattutto nella fase di avvio dell’attività di impresa. Sarà dunque possibile stipulare contratti di lavoro a tempo determinato con le seguenti caratteristiche:

  • primo contratto di almeno 6 mesi;
  • nel periodo tra i 6 mesi e i 3 anni, possibili più rinnovi contrattuali anche senza soluzione di continuità;
  • dopo il terzo anno è possibile un solo rinnovo per un ulteriore anno;
  •  dopo 4 anni assunzione a tempo indeterminato, altrimenti è espressamente vietato che la collaborazione possa continuare con altre fattispecie di lavoro subordinato o anche “fittiziamente” autonomo;
  • Remunerazione: parte fissa, che segue i minimi tabellari, e parte variabile, che può essere remunerata anche con quote della società (stock options);
  • Possibilità di remunerare fornitori esterni con quote della società  (work for equity).

Sono previsti incentivi fiscali per privati cittadini e aziende che investono in startup; inoltre, è stato introdotto il cd. crowdfunding, strumento di finanziamento innovativo che prevede la raccolta diffusa di capitali di rischio tramite portali online.

Accesso gratuito e semplificato al Fondo centrale di garanzia. Vengono incluse anche le imprese startup innovative operanti in Italia tra quelle beneficiarie dei servizi messi a disposizione dall’Agenzia ICE per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e dal Desk Italia. Entro ottobre dovrà essere emanato il decreto ministeriale per stanziare fondi per le startup in Mezzogiorno.

Bello! tutto molto bello e, lasciatemelo dire fantascientifico. Spero che questi bei progetti sulla carta si traducano in realtà concreta; così forse potremmo essere un paese all’avanguardia, efficiente e giovane in tutto e, non solo nei proclami!



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