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><channel><title>Lavoro e Diritti &#187; punti di vista</title> <atom:link href="http://www.lavoroediritti.com/category/varie/punti-di-vista/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.lavoroediritti.com</link> <description>La conoscenza rende liberi</description> <lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 14:39:18 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Buone Feste, malgrado tutto!</title><link>http://www.lavoroediritti.com/2011/12/buone-feste-malgrado-tutto/</link> <comments>http://www.lavoroediritti.com/2011/12/buone-feste-malgrado-tutto/#comments</comments> <pubDate>Fri, 23 Dec 2011 10:46:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Maroscia</dc:creator> <category><![CDATA[punti di vista]]></category> <category><![CDATA[varie]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[precariato]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.lavoroediritti.com/?p=7735</guid> <description><![CDATA[In questi giorni è difficile non fermarsi a riflettere su ciò che ci stà accadendo, l&#8217;Italia è in piena recessione, che a dire il vero dura da qualche Natale ormai, e gli italiani si trovano a dover fare i conti con una crisi finanziaria mondiale, che come un macigno si è abbattuta sull&#8217;economia reale e [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni è difficile non fermarsi a riflettere su ciò che ci stà accadendo, <strong>l&#8217;Italia è in piena recessione</strong>, che a dire il vero dura da qualche Natale ormai, e gli italiani si trovano a dover fare i conti con una crisi finanziaria mondiale, che come un macigno si è abbattuta sull&#8217;economia reale e stà provocando tutto ciò che è sotto i nostri occhi.</p><p>Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi, dice un vecchio detto&#8230; e in effetti mai come in questi periodi <strong>ci si vorrebbe stringere con i propri cari e passare un po&#8217; di giorni sereni</strong>, senza pensare a quello che c&#8217;è fuori dalle nostre finestre, addobbate di lucine e ghirlande.</p><p>Alberi e Presepi sono al centro delle tradizioni Italiane e valgono per tutti, credenti e non, Italiani e migranti, poveri e ricchi&#8230; riempiono le case, le vie del centro, dello shopping&#8230; o almeno, eravamo abituati un po&#8217; tutti a questo, nonostante tutto le tradizioni vanno rispettate! Si stringono i denti e si cerca di spremere il portafogli oltre il limite&#8230; però <strong>c&#8217;è crisi, quest&#8217;anno più degli ultimi anni, e si vede, altrochè</strong>!</p><p><strong>Dalle sconfitte si impara, dovrebbe essere così, questo mi è stato sempre insegnato.</strong> Allora speriamo che questa crisi serva almeno a questo, a farci capire che nella crisi prima o poi ci perdono tutti. Qualcuno festeggerà con molti più soldi in tasca quest&#8217;anno e  se è vero che pancia piena non crede a digiuno, non si fermerà neanche un secondo a pensare alle macerie sociali che ci stanno ricoprendo tutti.</p><p>Questo è accaduto anche ad altre persone lo scorso anno e così gli altri anni passati e così in futuro. Ma <strong>il cerchio si stringe sempre di più e oscuri pensieri cominciano ad avvolgere anche i cosiddetti privilegiati</strong>. Pensiamo ai medici precari, ai dentisti senza clienti, agli industriali senza commesse, ai professionisti che non vengono pagati ecc. ecc.</p><p>Ovviamente <strong>il nostro primo pensiero è rivolto ai precari e a tutti coloro che sono stati travolti dalla precarietà</strong>, che ormai è un termine così inflazionato che non ci facciamo più neanche caso, ma che è davvero il male di questo nuovo millennio. Precarietà intesa non solo come forma di lavoro (o non lavoro), ma come stile di vita e di nuova sudditanza.</p><p><strong>Il nostro augurio per il nuovo anno è proprio questo, parlare un po&#8217; meno di crescita, di economia, di banche e di spread e tornare a parlare di persone, di Mario Rossi, di Luigi Verdi, di Paolo Bianchi</strong>. Accantoniamo i numeri per un momento e pensiamo a ciò che desideriamo dalla società a partire dal 2012, ripartendo dal nucleo fondamentale di ogni società, l&#8217;individuo.</p><p><strong>Riappropriamoci del nostro futuro con consapevolezza della nostra forza e dei nostri mezzi, senza egoismi e senza dire grazie a nessuno</strong>, soprattutto a chi cerca in ogni modo di scipparci anche quei pochi diritti che ci sono rimasti.</p><p>Buone Feste da tutto lo staff di Lavoro e Diritti a tutti i nostri affezionati lettori, malgrado tutto!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.lavoroediritti.com/2011/12/buone-feste-malgrado-tutto/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Autunni tiepidi</title><link>http://www.lavoroediritti.com/2011/09/autunni-tiepidi/</link> <comments>http://www.lavoroediritti.com/2011/09/autunni-tiepidi/#comments</comments> <pubDate>Thu, 01 Sep 2011 07:15:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Maroscia</dc:creator> <category><![CDATA[punti di vista]]></category> <category><![CDATA[varie]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[manifestazioni]]></category> <category><![CDATA[sciopero]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.lavoroediritti.com/?p=6589</guid> <description><![CDATA[Premetto che non ero ancora nato in quegli anni, quindi ho informazioni riflesse di quelle grandi mobilitazioni operaie e studentesche che avvennero in Italia a partire dal &#8217;69 in poi. Furono gli anni delle grandi conquiste sindacali e sociali, a partire dal miglioramento delle condizioni lavorative e salariali per arrivare al Diritto allo Studio per [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Premetto che non ero ancora nato in quegli anni, quindi ho informazioni riflesse di quelle <strong>grandi mobilitazioni operaie e studentesche che avvennero in Italia a partire dal &#8217;69 in poi</strong>. Furono gli anni delle grandi conquiste sindacali e sociali, a partire dal miglioramento delle condizioni lavorative e salariali per arrivare al Diritto allo Studio per tutti gli strati Sociali.</p><p>Si arrivò nel giro di un solo &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autunno_caldo" target="_blank">Autunno caldo</a>&#8221; all&#8217;approvazione della legge 300/1970 meglio conosciuta come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Statuto_dei_lavoratori" target="_blank">Statuto dei Lavoratori</a>. Fu un&#8217;impresa storica per quei movimenti, che partirono spontaneamente e solo in seguito furono capeggiati dai sindacati. Il lavoratore e lo studente si univano per reclamare i propri diritti. <strong>Cosa c&#8217;è di più democratico di questo?</strong></p><p>Negli ultimi anni <strong>il concetto di mobilitazione si è andato un po&#8217; annacquando</strong>, ad ogni semplice manifestazione (più simili ad una gita nella capitale che ad altro, tranne alcune dovute eccezioni) i giornali hanno prontamente gridato all&#8217;Autunno Caldo e tutto questo soffiare sul fuoco, alla lunga, ha finito per spegnerlo. Lo spezzettamento delle iniziative che arrivano dalle più improbabili associazioni servono più che altro a tenere a bada la base; inoltre molti italiani vedono di cattivo occhio gli scioperi e anche quelli più giusti a volte finiscono per perdere di valore.</p><p>Tutto ciò premesso per dire che non sono contrario allo <a href="http://www.lavoroediritti.com/2011/08/manovra-bis-la-cgil-proclama-lo-sciopero-generale/">sciopero generale indetto dalla CGIL per il 6 settembre</a>, allo stesso modo credo nella buona fede delle iniziative del <a href="http://www.beppegrillo.it/2011/08/per_evitare_la.html" target="_blank">Movimento a 5 stelle del 10 settembre</a> e del <a href="http://www.ilpopoloviola.it/" target="_blank">Popolo Viola sempre a Roma la notte fra il 10 e l&#8217;11 settembre</a>. <strong>Ma tutto ciò ha ancora un senso?</strong></p><p>Una grande mobilitazione dovrebbe partire dal basso e senza &#8220;chiamata&#8221; per evitare di essere strumentalizzata; era partita bene quella del Popolo Viola, ma sinceramente davanti a una piazza stracolma di persone senza colori ne bandiere, vedere i gazebi di Italia dei Valori e di altri partiti è stato abbastanza avvilente. Stessa cosa per il Movimento a 5 stelle, che forse per decollare davvero dovrebbe non dipendere più così tanto dalle scelte del leader carismatico Beppe Grillo. Discorso a parte vale per i sindacati, lo sciopero del 6 settembre servirà alla CGIL più che altro per scrollarsi di dosso (o almeno far sembrare questo) l&#8217;amicizia scomoda della Marcegaglia, non parliamo poi degli altri sindacati, ormai dentro al sistema fino al collo.</p><p>Sappiamo tutti qual è il problema dell&#8217;Italia e che 100 di queste manovre non risolveranno. Precarietà, disuguaglianza e diritti calpestati sono consuetudine ormai e nessuno sa dare una risposta concreta a questi problemi che ci affliggono ormai da anni. Ma allora cosa serve agli Italiani per farli scendere uniti in Piazza muniti di pentole e fischietti, senza violenza, ma con determinazione? Questa crisi infinita ci ha davvero così assuefatti da farci accettare tutto?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.lavoroediritti.com/2011/09/autunni-tiepidi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> <item><title>Il lungo ponte d&#8217;agosto, possiamo ancora permettercelo?</title><link>http://www.lavoroediritti.com/2011/08/il-lungo-ponte-di-agosto-possiamo-ancora-permettercelo/</link> <comments>http://www.lavoroediritti.com/2011/08/il-lungo-ponte-di-agosto-possiamo-ancora-permettercelo/#comments</comments> <pubDate>Tue, 16 Aug 2011 10:34:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Maroscia</dc:creator> <category><![CDATA[punti di vista]]></category> <category><![CDATA[varie]]></category> <category><![CDATA[agenzia entrate]]></category> <category><![CDATA[ferie]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.lavoroediritti.com/?p=6501</guid> <description><![CDATA[L&#8217;Italia è un paese strano, te ne sei accorto un po&#8217; tardi mi direte&#8230; non si capisce per quale motivo, oltre a causa del caldo al caldo asfissiante di questo periodo, il nostro paese riesca a fermarsi tutto insieme per un mese intero all&#8217;anno. Ovvio con le dovute eccezioni, ma lo stivale è veramente uno  shaker [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia è un paese strano, te ne sei accorto un po&#8217; tardi mi direte&#8230; non si capisce per quale motivo, oltre a causa del caldo al caldo asfissiante di questo periodo, il nostro paese riesca a fermarsi tutto insieme per un mese intero all&#8217;anno. Ovvio con le dovute eccezioni, ma lo stivale è veramente uno  <em>shaker</em> in questo periodo, con automobilisti sempre più cotti dalle lunghe file sotto il sole di ferragosto e i lungomare, piazze e ristoranti brulicanti di turisti famelici e accaldati.</p><p>Non prendetemi per uno stacanovista, anzi, <strong>considero <a title="Le ferie" href="http://www.lavoroediritti.com/2009/08/le-ferie/">le ferie</a> un sacrosanto bene comune come l&#8217;acqua e il cibo</strong>, tutti hanno diritto al riposo e al <em>dolce far niente</em>, quello di cui non mi capacito è perchè tutti nel mese di agosto e perchè tutti insieme! Ormai è assodato che questo è il periodo dell&#8217;anno peggiore per decidere di andare in vacanza, per tutta una serie di motivi che conosciamo benissimo, allora perchè il nostro paese non riesce ad elaborare un piano migliore di scaglionamento per diluire il tutto almeno fra luglio e agosto e parte di settembre e giugno? <em>(Cosa che avviene anche ora ma veramente in minima parte)</em> E&#8217; una domanda a cui non riesco a dare risposta.</p><p>Un paio di settimane fa ero in cerca di approfondimenti sulla manovra ed in particolare sul nuovo <a title="Manovra: regime fiscale di vantaggio per imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità" href="http://www.lavoroediritti.com/2011/07/manovraregime-fiscale-di-vantaggio-per-imprenditoria-giovanile-e-lavoratori-in-mobilita/">regime dei minimi</a>, ho pensato bene di andare a chiedere lumi direttamente all&#8217;Agenzia delle Entrate, ma la risposta di un impiegato e di un funzionario è stata la classica alzatina di spalle, che cosa volevo sapere soprattutto in questo periodo? <strong>Come se un cittadino non può pretendere servizi in agosto</strong>, mese pieno zeppo di scadenze tralaltro&#8230; ve l&#8217;immaginate se i cittadini decidessero tutti insieme di prendersi le ferie dal pagamento delle tasse? Quest&#8217;anno poi è veramente avvilente, vista la crisi che ci attanaglia e che <a title="Piano anticrisi del governo: una batosta da 45 miliardi di euro" href="http://www.lavoroediritti.com/2011/08/piano-anticrisi-del-governo-una-batosta-da-45-miliardi-di-euro/">ha costretto persino il governo a fare gli straordinari</a>&#8230;</p><p>Il mio era solo un piccolo esempio, ma ognuno potrebbe raccontarne a decine, basta farsi un giro per tutti gli uffici e luoghi pubblici d&#8217;Italia! Allora per favore, ferie si, ma disservizi no! Si è arrivati a pensare di abolire o almeno aggirare le festività laiche del <a href="http://www.unita.it/sociale/tremonti-vuole-abolire-25-aprile-e-1-maggio-1.322501">1 maggio, 25 aprile e 2 giugno</a> (arrivando ad una soluzione che riguarda lo 0,1 % del PIL) e a nessuno viene in mente di riorganizzare il paese per il mese di agosto? Credo che ne guadagneremmo tutti, in termini di servizi, produttività e soprattutto credibilità verso i paesi terzi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.lavoroediritti.com/2011/08/il-lungo-ponte-di-agosto-possiamo-ancora-permettercelo/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Genitori e insegnanti in sciopero della fame a Bologna a difesa della Scuola Pubblica</title><link>http://www.lavoroediritti.com/2011/05/genitori-e-insegnanti-in-sciopero-della-fame-a-bologna-a-difesa-della-scuola-pubblica/</link> <comments>http://www.lavoroediritti.com/2011/05/genitori-e-insegnanti-in-sciopero-della-fame-a-bologna-a-difesa-della-scuola-pubblica/#comments</comments> <pubDate>Thu, 26 May 2011 13:30:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Maroscia</dc:creator> <category><![CDATA[manifestazioni]]></category> <category><![CDATA[punti di vista]]></category> <category><![CDATA[scuola]]></category> <category><![CDATA[video]]></category> <category><![CDATA[tagli scuola]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.lavoroediritti.com/?p=6126</guid> <description><![CDATA[Termina oggi, dopo una settimana, lo sciopero della fame di genitori e insegnanti delle scuole di Bologna e provincia per protesta estrema contro i tagli alla scuola pubblica. Lo sciopero della fame &#8220;a staffetta&#8221; è iniziato il 19 maggio davanti all&#8217;USR di Bologna e termina quindi con un grande raduno alle ore 17 del 26 [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Termina oggi, dopo una settimana, lo <strong>sciopero della fame di genitori e insegnanti delle scuole di Bologna</strong> e provincia per protesta estrema contro i tagli alla scuola pubblica. Lo sciopero della fame &#8220;a staffetta&#8221; è iniziato il 19 maggio davanti all&#8217;USR di Bologna e termina quindi con un grande raduno alle ore 17 del 26 maggio.</p><blockquote><p>Non resta che opporre i nostri corpi allo sgretolamento della più importante istituzione culturale del nostro paese, di ogni Paese che abbia a cuore il futuro dei propri cittadini.</p></blockquote><p><strong>Inizia così l&#8217;appello degli organizzatori della manifestazione</strong>, che per l&#8217;occasione hanno anche stilato un &#8220;vademecum dello scioperante&#8221;:</p><ol><li>chiunque abbia a cuore le sorti dell’istruzione pubblica può partecipare;</li><li>qualunque fascia oraria è ben accetta,<strong> più si è e meglio è</strong>;</li><li>ognuno secondo le proprie disponibilità, da un’ora a 144 ore;</li><li>ogni “digiunatore” porterà un cartello addosso che lo distinguerà dagli altri;</li><li>durante il digiuno si digiuna e niente scherzi;</li><li>la stampa, i media, possono essere accolti da chiunque in quel momento digiuna, ci si affida alla sensibilità e alla serietà di ognuno;</li><li>i digiunatori sono invitati a raccogliere adesioni, indirizzi email, e denaro a sostegno dell’iniziativa;</li><li>i digiunatori hanno a disposizione molto materiale informativo da distribuire.</li></ol><p>Tra i &#8220;digiunatori&#8221; anche l&#8217;attore bolognese <strong> Ivano Marescotti</strong>, che è padre di una bimba e ha deciso di aderire proprio a difesa dei diritti della figlia e di tutti i ragazzi della sua generazione.</p><p><strong>Noi di Lavoro e Diritti</strong> abbiamo avuto sin dall&#8217;inizio a cuore il problema dei tagli alla Scuola Pubblica, non per ragioni politiche, ci teniamo a precisarlo, ma perchè riteniamo che l&#8217;istruzione e la formazione libera e gratuita sia la base per le società future, come lo è stata per la nostra e le precedenti, e riteniamo che sia un Bene Comune irrinunciabile per la società italiana e non possiamo permetterci di delegarla ai privati.</p><p>L&#8217;appello completo su <a href="http://precariementi.wordpress.com/2011/05/24/bologna-genitori-e-insegnanti-in-sciopero-della-fame-per-la-scuola-pubblica/" target="_blank">Precariementi</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.lavoroediritti.com/2011/05/genitori-e-insegnanti-in-sciopero-della-fame-a-bologna-a-difesa-della-scuola-pubblica/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Non siamo scarti: video-lettera degli over40 a Tremonti</title><link>http://www.lavoroediritti.com/2011/05/non-siamo-scarti-video-lettera-degli-over40-a-tremonti/</link> <comments>http://www.lavoroediritti.com/2011/05/non-siamo-scarti-video-lettera-degli-over40-a-tremonti/#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 May 2011 15:12:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Maroscia</dc:creator> <category><![CDATA[punti di vista]]></category> <category><![CDATA[storie di vita]]></category> <category><![CDATA[varie]]></category> <category><![CDATA[video]]></category> <category><![CDATA[licenziamento]]></category> <category><![CDATA[precariato]]></category> <category><![CDATA[tremonti]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.lavoroediritti.com/?p=6114</guid> <description><![CDATA[Da qualche giorno circola in rete un video-messaggio molto particolare, inviato dall&#8217;associazione Atdal, ovvero “Associazione Tutela dei Diritti Acquisiti dei Lavoratori” over 40, indirizzato all&#8217;attuale ministro dell&#8217;Economia Tremonti. Troppo vecchi per lavorare, troppo giovani per la pensione. Vogliamo dirle che noi, onorevole, noi espulsi dal lavoro, da questa crisi non siamo ancora usciti. Questo qui [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche giorno circola in rete un video-messaggio molto particolare, inviato dall&#8217;associazione <strong>Atdal, </strong>ovvero “Associazione Tutela dei Diritti Acquisiti dei Lavoratori” over 40, indirizzato all&#8217;attuale ministro dell&#8217;Economia Tremonti.</p><blockquote><p>Troppo vecchi per lavorare, troppo giovani per la pensione. Vogliamo dirle che noi, onorevole, noi espulsi dal lavoro, da questa crisi non siamo ancora usciti.</p></blockquote><p>Questo qui sopra <strong>è uno dei passi più significativi del video-messaggio</strong>, che fa tremare le mani anche al sottoscritto. Il solo pensiero di ritrovarsi senza lavoro, con una famiglia sulle spalle, ad un&#8217;età che comunque è di piena transizione, fa rabbrividire.</p><p>Nel video pubblicato su Youtube dal titolo “Non siamo scarti”, <strong>Marco Sanbruna</strong>, 46 anni, <strong>Dilva Giannelli</strong>, 58 anni, <strong>Fedele Sposato</strong>, 63 anni, <strong>Nicola Di Natale</strong>, 57 anni, <strong>Giovanni Laratta</strong>, 54 anni, <strong>non chiedono aiutini o la carità </strong>della Politica, chiedono solo che i loro diritti di cittadini e di lavoratori vengano tutelati da uno Stato che vuole considerarsi tale. Ma ora vi lascio alla visione del video, che vale più di mille parole.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.lavoroediritti.com/2011/05/non-siamo-scarti-video-lettera-degli-over40-a-tremonti/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Generazione a perdere, l&#8217;Italia non è un paese per giovani&#8230;</title><link>http://www.lavoroediritti.com/2011/05/generazione-a-perdere-italia-non-e-un-paese-per-giovani/</link> <comments>http://www.lavoroediritti.com/2011/05/generazione-a-perdere-italia-non-e-un-paese-per-giovani/#comments</comments> <pubDate>Mon, 23 May 2011 09:30:31 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Maroscia</dc:creator> <category><![CDATA[punti di vista]]></category> <category><![CDATA[varie]]></category> <category><![CDATA[video]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[disoccupazione]]></category> <category><![CDATA[precariato]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.lavoroediritti.com/?p=6101</guid> <description><![CDATA[Generazione a perdere, l&#8217;Italia non è un paese per giovani&#8230; sono il titolo e sottotitolo del servizio andato in onda nella puntata del 22 maggio di Report di Milena Gabanelli. Una fotografia di un paese stanco, che vive di recriminazioni, rancori e una guerra generazionale senza precedenti. Il sistema italiano è basato eccessivamente sul valore [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Generazione a perdere, l&#8217;Italia non è un paese per giovani&#8230; sono il titolo e sottotitolo del servizio andato in onda nella <strong>puntata del 22 maggio di Report di Milena Gabanelli</strong>. Una fotografia di un paese stanco, che vive di recriminazioni, rancori e una guerra generazionale senza precedenti.</p><p>Il sistema italiano è basato eccessivamente sul valore dell&#8217;anzianità di servizio come unica via per fare carriera in tutti i settori, questo ha portato la nostra società ad invecchiare drasticamente. <strong>Un paese nel quale gli anziani hanno superato numericamente i giovani</strong>, non solo perché si e’ allungata la vita ma perché da più di 30 anni si fanno meno figli a causa di ripetute crisi economiche scaricate sempre sulle fasce più deboli della società e per mancanza di adeguate politiche di welfare.</p><p>Dal servizio apprendiamo, che paragonando l&#8217;Italia alla Francia, un paese demograficamente confrontabile con l&#8217;Italia, ma che ha adeguate politiche di welfare, <strong>nel nostro paese manca all&#8217;appello un&#8217;intera fascia generazionale: 4 milioni di giovani tra i 25 e i 35 anni</strong>.</p><p>La domanda nasce quindi spontanea, <strong>chi decide le strategie politiche del nostro Paese pensa davvero ai giovani?</strong> Oppure la loro precarietà è diventata una sorta di terreno fertile per campagne elettorali che non terminano mai?</p><p>E così che si spiega anche la nuova forma di emigrazione giovanile, meglio conosciuta come <strong>fuga dei cervelli</strong>, come a dire a mali estremi estremi rimedi. Si va via all&#8217;estero, in cerca di fortuna e maggiori attenzioni, lasciandosi alle un paese sempre più vecchio e sempre più rancoroso.</p><p><strong>Link: </strong><a href="http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-ac742dde-4902-4f31-a5dd-128dc31828bf.html" target="_blank">il video del servizio sul sito di Report</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.lavoroediritti.com/2011/05/generazione-a-perdere-italia-non-e-un-paese-per-giovani/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Se non ora quando, 13 febbraio 2011 in ogni piazza d’Italia</title><link>http://www.lavoroediritti.com/2011/02/se-non-ora-quando-13-febbraio-2011-in-ogni-piazza-ditalia/</link> <comments>http://www.lavoroediritti.com/2011/02/se-non-ora-quando-13-febbraio-2011-in-ogni-piazza-ditalia/#comments</comments> <pubDate>Wed, 09 Feb 2011 08:29:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Massima Di Paolo</dc:creator> <category><![CDATA[donne e lavoro]]></category> <category><![CDATA[manifestazioni]]></category> <category><![CDATA[pari opportunità]]></category> <category><![CDATA[punti di vista]]></category> <category><![CDATA[crisi]]></category> <category><![CDATA[disoccupazione]]></category> <category><![CDATA[donne al lavoro]]></category> <category><![CDATA[maternità]]></category> <category><![CDATA[precariato]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.lavoroediritti.com/?p=5396</guid> <description><![CDATA[Tutto pronto per la grande mobilitazione del 13 febbraio &#8220;se non ora quando&#8221;, a sostegno della dignità delle donne italiane, che si terrà in tutte le piazze italiane. E&#8217; infatti giunto il momento di dire basta al continuo sfruttamento dell&#8217;immagine femminile; del vedere la donna solo come fonte di piacere o peggio, come una scatola [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: normal;">Tutto pronto per la grande mobilitazione del 13 febbraio &#8220;<a href="http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/" target="_blank">se non ora quando&#8221;</a>, a </span><strong>sostegno della dignità delle donne italiane</strong><span style="font-weight: normal;">, che si terrà in tutte le piazze italiane. E&#8217; infatti giunto il momento di </span><strong>dire basta al continuo sfruttamento dell&#8217;immagine femminile; </strong><span style="font-weight: normal;">del vedere la</span><strong> donna solo come fonte di piacere o peggio, come una scatola vuota, </strong><span style="font-weight: normal;">senza intelligenza e senza animo, da poter sfruttare e poi, più  o meno, buttare lì dove si vuole.</span></p><p>Bisogna <strong>rompere lo schema mentale</strong> annidato nell&#8217;altro sesso e, cosa ancor più grave, anche in molte donne di <strong>&#8220;mercificazione del corpo&#8221; </strong>a cui ci <strong>hanno abituato le televisioni </strong>con le varie subrettine che in continuazione mostrano i loro lati &#8220;A&#8221; e &#8220;B&#8221; e, gli indecenti e indegni costumi maschili; per dirne una su tutte, il famoso &#8220;bunga bunga&#8221;!<span id="more-5396"></span></p><p><strong>Lavoro e Diritti</strong> aderisce all&#8217;appello e alla mobilitazione  &#8221;se non ora quando&#8221; e invita tutte le amiche lettrici a farlo! Di seguito il comunicato stampa, relativo all&#8217;evento. Chi volesse firmare la petizione può seguire il<a href="http://www.petizionepubblica.it/PeticaoAssinar.aspx?pi=Mobdonne" target="_blank"> link</a></p><h4>L&#8217;appello</h4><p>In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.</p><p>Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.</p><p>Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.</p><p>Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.</p><p>Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.</p><p>Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.</p><p>Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.</p><p>Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.</p><p>Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.</p><p><strong>L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 13 FEBBRAIO IN OGNI CITTA’ ITALIANA</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.lavoroediritti.com/2011/02/se-non-ora-quando-13-febbraio-2011-in-ogni-piazza-ditalia/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Romani ministro dello sviluppo economico: viva la televisione!</title><link>http://www.lavoroediritti.com/2010/10/romani-ministro-dello-sviluppo-economico-viva-la-televisione/</link> <comments>http://www.lavoroediritti.com/2010/10/romani-ministro-dello-sviluppo-economico-viva-la-televisione/#comments</comments> <pubDate>Wed, 06 Oct 2010 13:11:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Maroscia</dc:creator> <category><![CDATA[punti di vista]]></category> <category><![CDATA[sviluppo economico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.lavoroediritti.com/?p=4609</guid> <description><![CDATA[Qualche giorno fa, dopo oltre 150 giorni di latitanza, l’Italia è tornata ad avere il suo Ministro dello Sviluppo economico. La scelta del premier è caduta su Paolo Romani, illustre amico di Silvio e grande imprenditore… televisivo. Io non so se Romani sarà un buon ministro o meno e, per indole voglio dargli la possibilità [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, dopo oltre 150 giorni di latitanza, <strong>l’Italia è tornata ad avere il suo Ministro dello Sviluppo economico</strong>. La scelta del premier è caduta su <strong>Paolo Romani,</strong> illustre amico di Silvio e grande imprenditore… televisivo.</p><p>Io non so se Romani sarà un buon ministro o meno e, per indole voglio dargli la possibilità di dimostrarlo anche se, la sua storia professionale e i “primi passi” da Ministro mi fanno dubitare.</p><p>Ma chi è Paolo Romani? Il suo passato da imprenditore si può racchiudere in una sola parola: <strong>televisione</strong>! Uno tra i pionieri della Tv commerciale, nel 1974 apre Tv Libera. Nel 1976 fonda Milano Tv; dall’86 al 1990 è stato amministratore delegato di Telelombardia. E fino al 1995 editore di Lombardia 7.<span id="more-4609"></span></p><p>Ma anche la<strong> sua carriera politica</strong> si può racchiudere in una parola: <strong>“televisione</strong>”: componente della Giunta delle elezioni e della Commissione speciale per il riordino del settore radiotelevisivo, componente della IX Commissione permanente Trasporti Poste e Telecomunicazioni e Capogruppo della Commissione Bicamerale per la vigilanza dei servizi radiotelevisivi; responsabile del Dipartimento Nazionale Informazione Radiotelevisiva Forza Italia, Sottosegretario alle Comunicazioni, per arrivare all’incarico rivestito precedentemente alla nomina a Ministro: Vice Ministro allo sviluppo economico con delega alle comunicazioni. (fonte: <a href="http://www.governo.it/Governo/Biografie/viceministri/romani_paolo.html" target="_blank">www.gov.it</a>).</p><p><strong>Ora non che questo sia un male</strong> ma, se penso che il<strong> nostro paese ha una grave anomalia,</strong> ossia avere un Premier che è anche proprietario della stragrande maggioranza di mezzi di comunicazione e che, proprio a<strong> causa di questo “conflitto di interessi”, l’ Italia è al 40° posto per libertà di stampa </strong>dopo paesi come Ecuador, Paraguay, Cile ed El Salvador, oltre che da Stati africani come Benin, Sudafrica e Namibia, <strong>resto alquanto basita</strong>!</p><p>Uno dei primi incontri (tra gli altri) di Romani da ministro? <strong>Con l&#8217;amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge</strong>. Ho però un dubbio: Sky rientra tra le innumerevoli imprese italiane che stanno licenziando i propri dipendenti? Credo proprio di no!</p><p>Allora <strong>perchè fare questo incontro</strong> quando ci sono i &#8220;<strong>cassintegrati dell’isola&#8221;</strong> che da oltre 180 giorni aspettano <strong>risposte per la chimica in Italia</strong>, ci sono i lavoratori della <strong>Fincantieri </strong>sul piede di guerra, <strong>Termini Imerese</strong>, <strong>Telecom, Tirrenia, Agile</strong> etc etc, senza poi contare<strong> le piccole imprese che ogni giorno chiudono i battenti</strong> (basta leggere un pò la Gazzetta ufficiale).</p><p>Non so darmi delle risposte e, quelle che mi girano per la testa non lasciano presagire nulla di buono&#8230;</p><p><strong>Ma in fondo cosa importa se l’Italia cola a picco: W la televisione!</strong> che facendoci vedere e sentire solo ciò che vuole lei, <strong>ci nutre di ignoranza e ci distacca sempre più dalla realtà!</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.lavoroediritti.com/2010/10/romani-ministro-dello-sviluppo-economico-viva-la-televisione/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Bala i ratt&#8230;, quando è il padano ad essere considerato terrone</title><link>http://www.lavoroediritti.com/2010/09/bala-i-ratt-quando-e-il-padano-ad-essere-considerato-terrone/</link> <comments>http://www.lavoroediritti.com/2010/09/bala-i-ratt-quando-e-il-padano-ad-essere-considerato-terrone/#comments</comments> <pubDate>Wed, 29 Sep 2010 15:14:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Antonio Maroscia</dc:creator> <category><![CDATA[punti di vista]]></category> <category><![CDATA[storie di vita]]></category> <category><![CDATA[varie]]></category> <category><![CDATA[immigrazione]]></category> <category><![CDATA[lavoro immigrati]]></category> <category><![CDATA[lega]]></category> <category><![CDATA[migranti]]></category> <category><![CDATA[ticino]]></category> <category><![CDATA[transfrontalieri]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.lavoroediritti.com/?p=4567</guid> <description><![CDATA[Il Ministro Bossi non sarà di certo felice nel leggere questo articolo del Corriere della Sera a firma Gian Antonio Stella che ha portato alla ribalta, con il suo noto piglio, una vicenda quasi del tutto oscura ai media nazionali. Il caso riguarda i lavoratori cosiddetti transfrontalieri comaschi, varesini, verbanesi che tutti i giorni si [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-4569 alignnone" title="balairatt" src="http://www.lavoroediritti.com/wp-content/uploads/2010/09/balairatt.jpg" alt="" width="480" height="301" /></p><p>Il <strong>Ministro Bossi</strong> non sarà di certo felice nel leggere <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_settembre_29/stella-offesa-svizzera_bd5c981c-cb89-11df-a93d-00144f02aabe.shtml" target="_blank">questo articolo</a> del Corriere della Sera a firma <strong>Gian Antonio Stella</strong> che ha portato alla ribalta, con il suo noto piglio, una vicenda quasi del tutto oscura ai media nazionali.<span id="more-4567"></span></p><p>Il caso riguarda <strong>i lavoratori cosiddetti transfrontalieri</strong> comaschi, varesini, verbanesi che tutti i giorni si recano oltre frontiera nella Svizzera ticinese per lavoro. Così si scopre che quelli che erano da sempre considerati &#8220;cugini&#8221; hanno un&#8217;idea non proprio fraterna di noi italiani.</p><p>E sulla questione hanno addirittura creato un sito <a href="http://www.balairatt.ch/" target="_blank"><strong>www.balairatt.ch</strong></a>, con tanto di dati pubblicati a caratteri cubitali, in cui accostano tranquillamente il fenomeno dell&#8217;<em><strong>immigrazione pendolare</strong> </em>ai dati sulla <strong>sicurezza</strong> e sulla <strong>fiscalità</strong>. Come a dire che i lavoratori che si recano a lavorare in Ticino dall&#8217;Italia sono la causa della disoccupazione crescente, della criminilità e delle tasse troppo elevate del cantone svizzero&#8230; mi sembra di aver già sentito queste parole!</p><p>Perciò cara Lega, pensa bene prima di parlare male del tuo cugino meridionale, perchè anche la Padania e i suoi abitanti un giorno potrebbero essere etichettati come <strong>terroni d&#8217;Europa</strong>!</p><p>P.s. ovviamente noi di Lavoro e Diritti non ci riconosciamo nei discorsi della Lega, ne tantomeno nel sito Bala i ratt e anzi <strong>esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai lavoratori transfrontalieri</strong> che con grandi sacrifici sono costretti ad una vita da pendolari per portare il pane a casa. Anzi riteniamo che la migrazione di qualsiasi genere e provenienza costituisca una ricchezza per le regioni che la accolgono.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.lavoroediritti.com/2010/09/bala-i-ratt-quando-e-il-padano-ad-essere-considerato-terrone/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La Gelmini non vuole incontrare i precari della scuola: questione di democrazia</title><link>http://www.lavoroediritti.com/2010/09/la-gelmini-non-vuole-incontrare-i-precari-della-scuola-questione-di-democrazia/</link> <comments>http://www.lavoroediritti.com/2010/09/la-gelmini-non-vuole-incontrare-i-precari-della-scuola-questione-di-democrazia/#comments</comments> <pubDate>Fri, 03 Sep 2010 13:10:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Massima Di Paolo</dc:creator> <category><![CDATA[punti di vista]]></category> <category><![CDATA[varie]]></category> <category><![CDATA[gelmini]]></category> <category><![CDATA[precari scuola]]></category> <category><![CDATA[riforma scuola]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.lavoroediritti.com/?p=4333</guid> <description><![CDATA[Il ministro Gelmini ha perso l’ennesima opportunità per dimostrare di essere una persona democratica, attenta al dialogo con le parti sociali e al dramma di tantissimi precari della scuola. Ieri, nel corso della conferenza stampa tenutasi a Montecitorio, per illustrare le novità dell’anno scolastico 2010-2011, il Ministro si è rifiutata di ricevere i tanti precari [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il ministro Gelmini ha perso l’ennesima opportunità per dimostrare di essere una persona democratica, attenta al dialogo con le parti sociali e al dramma di tantissimi precari della scuola</strong>.</p><p>Ieri, nel corso della conferenza stampa tenutasi a Montecitorio, per illustrare le novità dell’anno scolastico 2010-2011, <strong>il Ministro si è rifiutata di ricevere i tanti precari arrivati a Roma che, da giorni sono in sciopero della fame</strong> contro i tagli voluti proprio dalla riforma del Ministro.</p><p><strong>Nulla di personale ovviamente</strong>; è solo che il Ministro ha deciso di non incontrarli “<strong>perché ad oggi non sappiamo nemmeno chi ha perso realmente il posto. Le persone che protestano lo fanno senza essere state ancora escluse</strong>”.<span id="more-4333"></span></p><p><strong>“Sono disponibile al confronto, non alle polemiche</strong>; la protesta è legittima, ma non del tutto motivata. Il ministero non ha ancora completato le operazioni sul personale scolastico, dobbiamo avere il tempo di completarle e solo allora vedremo quanti precari risponderanno positivamente agli accordi che stiamo ultimando con le Regioni.</p><p><strong>Non voglio essere coinvolta in una contrapposizione politica che determina un clima negativo sull’inizio dell’anno scolastico. Il mio compito oggi è garantire il corretto avvio dell’anno</strong>”.</p><p>Beh, un fatto è certo con la riforma i tagli sono tantissimi: <strong>35mila tra docenti e personale ATA.</strong> E, anche se, come dice l’illuminato ministro “il ministero non ha ancora completato le operazioni sul personale scolastico”;<strong> 35 mila persone “a spasso” diventano un serio problema sociale per il paese e una forte carenza di professionalità al servizio della scuola.<br /> </strong></p><p>Personalmente non condivido il pensiero della Gelmini sul fatto che le persone che protestano “lo fanno senza essere state ancora escluse”.</p><p>Le proteste (forse qualcuno dovrebbe dirglielo)<strong> non si fanno solo a cose fatte ma spesso, le battaglie si fanno per prevenire.</strong> Ad ogni modo, <strong>un amministratore pubblico, nostro dipendente, non dovrebbe mostrare così tanta indifferenza verso persone che chiedono solo di lavorare e tutelare il proprio posto di lavoro</strong>.</p><p>Non so come andrà a finire questa vicenda, so solo che <strong>la politica della scuola e della cultura non si può racchiudere tutto nella politica dei tagli, dei precari, della privatizzazione etc.</strong></p><p>Una società che vuole i suoi cittadini ignoranti è destinata a soccombere!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.lavoroediritti.com/2010/09/la-gelmini-non-vuole-incontrare-i-precari-della-scuola-questione-di-democrazia/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
