Festività infrasettimanale, come funziona il 25 aprile 2018 in busta paga

Il 25 aprile è una festa nazionale della Repubblica Italiana e come per le altre festività nazionali i lavoratori dipendenti troveranno questa giornata indicata in busta paga. Per il 2018 questa sarà calcolata come festività infrasettimanale. Ma vediamo nel dettaglio come funziona.

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Il 25 aprile è una festa nazionale della Repubblica Italiana, istituita con Legge 260/1949 per celebrare l’anniversario della liberazione d’Italia dal nazifascismo. Come per le altre festività nazionali i lavoratori dipendenti troveranno questa giornata indicata in busta paga e quest’anno sarà calcolata come festività infrasettimanale.

Ricordiamo che la legge, oltre che la contrattazione collettiva di primo e di secondo livello, prevede che il lavoratore ha diritto ad assentarsi dal lavoro nei giorni festivi stabiliti dalla legge, ovvero per le festività civili e religiose.

Le festività civili e religiose comuni a tutti i lavoratori sono:

  • 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno – festività civili nazionali;
  • 1 gennaio, 6 gennaio, lunedì di Pasqua, 15 agosto, 1 Novembre, 8 dicembre, 25 dicembre, 26 dicembre – festività religiose nazionali;
  • data variabile per il Santo Patrono del comune in cui è ubicata l’unità produttiva – normalmente indicata nella contrattazione collettiva.

Festività infrasettimanali, 25 aprile 2018 in busta paga

Il 25 aprile 2018 è un mercoledì, pertanto è considerato come giorno festivo infrasettimanale. In questi casi il lavoratore, anche se è assente dal lavoro verrà comunque retribuito.

Normalmente in busta paga verrà indicata la voce “Festività retribuita”. La legge in questi casi prevede infatti, come anticipato sopra, che i lavoratori dipendenti, anche se non lavorano durante le festività infrasettimanali, percepiranno comunque la retribuzione ordinaria come se avessero lavorato.

Diverso sarebbe stato se il 25 aprile fosse capitato di domenica. In questo caso infatti si sarebbe trattato di una “Festività non goduta”. In questi casi il datore di lavoro deve pagare una quota ulteriore rispetto alla retribuzione normalmente dovuta. Al contrario se la festività cade nel giorno di riposo (o nel sabato per le settimane di 5 giorni lavorativi su 7) al lavoratore non spetta nulla.

Lavoro festivo del 25 aprile, come funziona

Come capita spesso il lavoratore può essere chiamato a lavorare anche nel giorno di festività e quindi anche il 25 aprile. Pensiamo ai lavoratori del commercio, oppure del turismo o della pubblica sicurezza. Come funziona la retribuzione in questi casi?

La legge prevede che nel caso di lavoro festivo, ovvero durante un giorno di festività civile o religiosa, il lavoratore ha diritto, oltre alla normale retribuzione della giornata lavorativa, anche ad una retribuzione maggiorata, di solito prevista dal contratto collettivo.

Il lavoratore è obbligato a lavorare nei festivi?

A differenza di altri diritti dei lavoratori, pensiamo ad esempio alle ferie (art. 36 della Costituzione) il diritto al riposo nei giorni festivi non è un diritto assoluto. Visto che questo diritto non è sancito dalla Costituzione, né regolato da una legge, in teoria vale ciò che prevedono i CCNL, gli accordi di secondo livello, i contratti individuali, la giurisprudenza e la prassi in materia.

Tuttavia l’orientamento comune della Cassazione prevede che questo obbligo non può essere previsto nei CCNL, ma può essere previsto nel contratto individuale di lavoro.

Quindi in linea di massima il lavoratore può rifiutarsi di lavorare nei giorni festivi, senza perdere il diritto alla normale retribuzione. Per approfondimenti vi rimandiamo alla lettura della nostra guida:

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo.

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