Disoccupazione agricola 2020 INPS: a chi spetta e come fare domanda

Linee guida sulla domanda di disoccupazione agricola 2020. A chi spetta? Come fare domanda? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

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La disoccupazione agricola INPS è una speciale tutela riservata ai lavoratori dell’agricoltura, i quali, rispetto alla generalità dei lavoratori dipendenti impiegati in altri settori ai quali spetta la NASpI, godono di una disciplina differente per quanto riguarda l’indennità di disoccupazione. Infatti, sia i requisiti da possedere, sia la base di calcolo per determinare l’importo spettante, nonché le tempistiche d’inoltro della domanda di disoccupazione sono differenti.

Quello che accomuna, però, entrambe le categorie di lavoratori è la tutela contro l’improvvisa perdita del lavoro, ossia un sostengo al reddito nei periodi in cui non si svolge alcuna attività lavorativa. Altro fattore comune, sia ai lavoratori che percepiscono la NASpI che i lavoratori agricoli, è la condizione principale che dà diritto alla disoccupazione: ossia l’involontarietà dell’inoccupazione.

Ma chi sono precisamente i lavoratori con contratti agricoli che hanno diritto alla disoccupazione INPS? Come e quando fare domanda all’INPS per fruire del sostegno al reddito? E ancora, come viene erogata l’indennità di disoccupazione? Andiamo in ordine e vediamo nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere sulla disoccupazione agricola 2020.

Disoccupazione agricola 2020: a chi spetta

La prima distinzione da fare riguarda gli operai agricoli dagli impiegati agricoli. Questi ultimi, infatti, seguono normalmente la disciplina riguardante la generalità dei lavoratori dipendenti, quindi hanno diritto alla NASpI. Diversamente gli operai, che lavorano in agricoltura iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli, hanno diritto alla cd. “disoccupazione agricola”.

Nel dettaglio, la misura spetta sia agli operai agricoli a tempo determinato sia operai agricoli a tempo indeterminato che lavorano per parte dell’anno. Ma non solo, il beneficio si estende anche ai:

  • piccoli coloni;
  • compartecipanti familiari;
  • piccoli coltivatori diretti che integrano fino a 51 le giornate di iscrizione negli elenchi nominativi mediante versamenti volontari.

Requisiti disoccupazione agricola

Oltre all’iscrizione negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti, l’indennità di disoccupazione spetta ai lavoratori agricoli che abbiano:

  • almeno due anni di anzianità nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria;
  • almeno 102 contributi giornalieri nel biennio costituito dall’anno cui si riferisce l’indennità e dall’anno precedente.

Quest’ultimo requisito può essere raggiunto, sia mediante il cumulo con la contribuzione relativa ad attività dipendente non agricola purché l’attività agricola sia prevalente nell’anno o nel biennio di riferimento sia utilizzando i contributi figurativi relativi a periodi di maternità obbligatoria e congedo parentale, compresi nel biennio utile.

Durata e importo disoccupazione agricola 

Per calcolare la durata della disoccupazione agricola, occorre innanzitutto determinare il numero di giornate lavorate entro il limite massimo di 365 giornate annue. Effettuato tale conteggio, a questo numero bisogna sottrarre le giornate:

  • di lavoro dipendente agricolo e non agricolo;
  • di lavoro in proprio;
  • indennizzate ad altro titolo, come ad esempio la malattia, la maternità, l’infortunio, ecc.;
  • non indennizzabili, come ad esempio l’espatrio definitivo;

Al fine di determinare l’importo spettante, l’INPS prende a riferimento il 40% della retribuzione erogata al lavoratore (per gli operai agricoli a tempo indeterminato l’indennità è pari al 30%).

Da tale dato bisogna poi sottrarre il 9% per ogni giornata di indennità di disoccupazione erogata a titolo di contributo di solidarietà. Da notare che l’operazione di sottrazione viene effettuata per un numero massimo di 150 giorni.

Domanda disoccupazione agricola 2020

La domanda di disoccupazione agricola deve essere presentata telematicamente utilizzando uno dei seguenti servizi:

  • online, accessibile direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’INPS;
  • enti di patronato, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;
  • Contact Center multicanale, al numero 803164 da telefono fisso oppure al numero 06164164 da telefono cellulare, con tariffazione a carico dell’utenza chiamante.

Le tempistiche d’invio delle istanze, invece, differiscono dalla NASpI. Infatti, la domanda di indennità di disoccupazione agricola deve essere presentata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione. Il mancato rispetto della predetta scadenza provoca la decadenza dal diritto dell’indennità.

Dal 7 gennaio 2020 è disponibile la domanda di disoccupazione agricola 2020 per il periodo di copertura 2019. A darne notizia è l’INPS con il messaggio numero 162 del 17 gennaio 2020, che contestualmente fornisce anche le indicazioni operative.

Come viene pagata la disoccupazione agricola

Come accennato in premessa, le modalità di liquidazione della disoccupazione agricola differiscono dalla NASpI. Per gli agricoli, infatti, l’indennità viene pagata direttamente dall’Inps in un’unica soluzione. Come? Semplice: a deciderlo è il richiedente che può scegliere tra uno dei seguenti mezzi:

  • conto corrente bancario o postale;
  • libretto postale;
  • carta di pagamento prepagata dotata di IBAN;
  • sportello di un qualsiasi Ufficio Postale del territorio nazionale localizzato per CAP. In quest’ultimo caso, però, è necessario accertare l’identità del percettore, tramite un documento valido (carta d’identità, codice fiscale, ecc.).

Disoccupazione agricola 2020: valenza ai fini pensionistici

Come per la NASpI, l’indennità di disoccupazione agricola è coperta da contribuzione figurativa. Pertanto, le giornate accreditate figurativamente sono utili ai fini del diritto e della misura delle pensioni di vecchiaia, invalidità e superstiti.

Ma come si calcola la contribuzione figurativa per i lavoratori agricoli? Innanzitutto, bisogna sapere che il semplice pagamento dell’indennità di disoccupazione agricola determina automaticamente l’accredito di contribuzione figurativa. Inoltre, dal parametro 270 (anno intero ai fini pensionistici) occorre sottrarre le giornate lavorate e quelle già indennizzate ad altro titolo.

Particolare è il caso degli iscritti negli elenchi nominativi per almeno 101 giornate o che abbiano svolto attività lavorativa dipendente agricola ed eventualmente non agricola per più di 150 giorni. Per tali lavoratori le prime 90 giornate di accredito figurativo sono valide ai fini del diritto alla pensione anticipata.


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