Reddito di cittadinanza M5S: come funziona, requisiti e importi previsti

Il Movimento Cinque Stelle ha proposto come misura di contrasto alla povertà il reddito di cittadinanza: ecco cos'è, come funziona, i requisiti e gli importi previsti, la copertura e soprattutto quando potrebbe entrare in vigore.

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Cavallo di battaglia della campagna elettorale del Movimento Cinque Stelle, uscito, alle recenti elezioni tenutesi il 4 marzo scorso, come il primo partito, è il reddito di cittadinanza M5S. Ma cos’è questo reddito? Come funziona? E ci sono differenze con il reddito minimo garantito?

Il reddito di cittadinanza è un reddito erogato a specifici soggetti che presentano determinati requisiti. E’ dunque una prestazione monetaria che spetterebbe a singoli soggetti – maggiori di 18 anni, e residenti in Italia – e famiglie, con differenti modalità in base a diversi parametri.

  1. reddito individuale sotto soglia di povertà di 780 euro al mese;
  2. 3 proposte di lavoro e formazione;
  3. riqualificazione.

Questi sono i tre punti chiave del reddito di cittadinanza proposto dal Movimento Cinque Stelle con la proposta di legge 1148 del 2013 al Senato e ora tornato in auge dopo la recente vittoria alle elezioni. In un breve vademecum, il movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, espone cos’è il reddito di cittadinanza movimento 5 stelle. Ovvero spiega il suo concetto di reddito di cittadinanza. Vediamo quindi cosa dice l’M5S in previsione di un suo eventuale governo.

Cos’è il reddito di cittadinanza movimento 5 stelle, requisiti

Ma cos’è il reddito di cittadinanza movimento 5 stelle? Innanzitutto per poterlo richiedere occorre avere più di 18 anni ed essere disoccupato o inoccupato. Occorre inoltre percepire un reddito di lavoro o una pensione sotto la soglia di povertà.  In Italia per nuclei familiari composto da un unico individuo questa soglia è di 780 euro.

L’importo del reddito varia a seconda dei soggetti che lo percepiscono. Così una famiglia di tre persone, con genitori disoccupati a reddito zero e figlio maggiorenne a carico: il reddito di cittadinanza per la famiglia sarà pari a 1560 euro al mese. Una coppia di pensionati con pensioni minime da 400 euro ciascuno: il reddito di cittadinanza sarà pari ad altri 370 euro per la coppia, come integrazione al reddito.

Se si ha diritto al reddito di cittadinanza però si dovrà adempiere ad alcune regole ben precise come:

  • iscrizione presso i centri per l’impiego al fine di rendersi subito disponibile a lavorare;
  • avvio di un percorso di ricerca del lavoro;
  • offerta della propria disponibilità per progetti comunali utili alla collettività per circa 8 ore settimanali;
  • frequenza di percorsi per la qualifica o la riqualificazione professionale;
  • ricerca attiva del lavoro per almeno 2 ore al giorno;
  • comunicazione immediata di qualsiasi variazione del reddito;
  • accettazione di uno dei primi tre lavori che verranno offerti.

Partecipazione ad un progetto di formazione e di aiuto dei centri per l’impiego

Uno dei requisiti fondamentali per l’erogazione del reddito di cittadinanza è la partecipazione ad un progetto di formazione e di aiuto dei centri per l’impiego. La particolarità è che se il lavoro eventualmente trovato viene rifiutato per più di tre volte, allora si perde il diritto a ricevere il reddito di cittadinanza.

Il costo del reddito di cittadinanza pensato dai Cinque Stelle? I costi stimati finora sono di circa 17 miliardi di euro, la cui copertura – come si legge nella proposta di legge presentata al Senato à deriverebbe dal gioco d’azzardo, tagli alle banche, compagnie petrolifere, ecc.. I tempi per l’adozione del reddito dipendono però dalla riorganizzazione e dal potenziamento dei centri per l’impiego, quindi qualche anno sicuramente.

Reddito di cittadinanza e reddito minimo garantito

Il reddito di cittadinanza fu pensato la prima volta dal filosofo inglese Thomas Paine nel suo saggio intitolato “la giustizia agraria”. E’ stato poi ripreso da altri come Milton Friedman e Joseph Charlier. Molto spesso si sente parlare indistintamente di reddito di cittadinanza e reddito minimo garantito.

Mentre il primo consiste in un’erogazione monetaria periodica che viene elargita a tutti i cittadini residenti, il reddito minimo garantito prevede anche la ricerca attiva di un lavoro da parte del beneficiario. Il reddito minimo garantito è già presente in Francia, Olanda e Gran Bretagna. La misura proposta dal Movimento Cinque Stelle si collocherebbe a metà strada tra l’uno e tra l’altro.

Il reddito minimo garantito nei paesi Ue

Il reddito minimo garantito non è nuovo nel panorama giuslavoristico europeo. Tanti sono i paesi che lo applicano a loro modo. La Germania ad esempio ha introdotto il cosiddetto Arbeitslosengeld II, un sussidio mensile destinato a chi cerca un lavoro o ha un salario molto basso. Garantendo l’assistenza al soggetto questi, tra i vari impegni assunti, deve provvedere anche alla ricerca di un nuovo lavoro.

Il sussidio ha un importo sui 400 euro e prevede somme aggiuntive in caso di figli. Nel Regno Unito troviamo l’income support. Si tratta di un sussidio concesso in base a una serie di requisiti tra cui l’assenza di reddito (o reddito basso) e la mancanza di un lavoro a tempo pieno. Il sussidio va dalle 57,90 sterline a settimana alle 114,85 sterline per le coppie.

Passando alla Francia, qui è attivo il Revenu de solidarité active (RSA), disponibile per chi ha almeno 25 anni o al genitore single. L’importo base si aggira attorno ai 400 euro. Tra gli altri paesi che stanno già adottando il sussidio troviamo anche la Danimarca e la Finlandia. In Danimarca, con il ‘kontanthjælp’ è una forma di assistenza destinata a chi non è in grado di provvedere al proprio sostentamento, sui 1300-1400 euro al mese. La Finlandia infine offre un reddito garantito di 560 euro mensili a 2000 cittadini disoccupati.

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Sull'Autore

Laureata in Giurisprudenza, è redattrice in ambito fiscale, previdenziale ed economico da quasi 10 anni. Ha collaborato con alcuni dei più noti e importanti siti on line di economia e finanza.

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