Cinema e Lavoro: Full Monty

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Per la rubrica Cinema e Lavoro la dott.ssa Francesca Serrao ci parla di Full Monty di Peter Cattaneo

Full Monty di Peter Cattaneo.

Con Tom Wilkinson, Robert Carlyle, Mark Addy, Steve Huison, Paul Berber, Hugo Speer Titolo originale The Full Monty. Commedia, durata 91 min. – Gran Bretagna 1997

Se la crisi lascia un gruppo di operai squattrinati in mutande, la loro risposta è esplosiva ed irriverente: togliersi anche quelle e mettere in scena il cosiddetto “Full Monty” o servizio completo, laddove il servizio è lo strip tease. A distanza di 15 anni dalla sua uscita nelle sale, Full Monty rimane un’icona del cinema sul tema del lavoro. Il film di Peter Cattaneo propone una versione britannica del mondo della disoccupazione alternativa a quella del celebre Ken Loach, che sembrava ormai aver conquistato il monopolio sull’argomento.

Cattaneo ritrae un’Inghilterra ugualmente grigia ed industrializzata, ma si concentra sull’episodio che racconta, piuttosto che ambire ad una più ampia descrizione del contesto sociale. Il risultato è geniale ed è l’intramontabilità di questa pellicola a dimostrarlo. Molti sono i temi che vengono sviscerati: dalla solidarietà come motore del riscatto sociale, al lavoro interiore che ciascun aspirante spogliarellista compie per trovare dentro di sé quell’esibizionismo in grado di distruggere il senso del pudore, almeno temporaneamente. Non è proprio questo il vero commitment di cui tanto si parla nella valutazione del personale?

Credo che il vero potere rivoluzionario di questo film sia proprio nel riuscire a prevedere le capacità che è necessario sviluppare per trovare lavoro in un mercato fermo ed in recessione: lo strip tease è l’estremo esempio della creatività del reinventarsi, rompendo gli schemi sociali che ci vedono inchiodati ad un ruolo e ad un abito.

Se da un lato il fine giustifica necessariamente i mezzi, dall’altro spesso si vede nel lavoro un elemento troppo legato alla propria identità, mentre è esso stesso un fine ed in quanto tale può assumere qualsiasi forma. Al di là di una visione più o meno capitalista o comunista del lavoro si tratta di un film sul talento, sul saper gestire il cambiamento in modo saggio sapendo cogliere le occasioni dietro le situazioni. La scena cult della prova di strip tease durante la coda al centro per l’impiego esprime vulcanicamente questa prospettiva.

“Full Monty” comunica tutto questo in maniera brillante ed asciutta, con un inizio ex abrupto ai limiti col documentario ed un successivo understatement narrativ non banalizzante. La sceneggiatura è affilata ed il tono tragicomico è sempre ben bilanciato: un film da manuale sul ricollocamento.

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  • slash dotbo

    Sono molto contento che hai scelto il film che ti ho suggerito….
    Certo che oggi è sempre più difficile reinventarsi….
    Forse un giorno in qualche ufficio INPS vedremo una scena del genere:

    http://www.youtube.com/watch?v=1P39Di1fnRo