Cinema e Lavoro: Liberi di Gianluca Maria Tavarelli

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Liberi, un film di Gianluca Maria Tavarelli, recensione a cura di Francesca Serrao per la rubrica Cinema e Lavoro.

“Liberi” di Gianluca Maria Tavarelli, classe 2002, è un ossimoro che parte dal titolo per scontrarsi con la trama.

Dietro lo sguardo da “chi non molla” la speranza di Elio Germano nella locandina della pellicola si nasconde la libertà della disoccupazione, mista alla speranza di chi ha ancora una bella autostrada davanti da percorrere.

La libertà di vivere non può essere negata dalla disoccupazione, così come non può essere negata la possibilità di innamorarsi. Liberi è un film che si connota fin dal titolo con un tono narrativo un po’ troppo lineare, che scade nell’ordinario.

liberi, film

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L’interpretazione di Elio Germano è la colonna portante di una trama un po’ troppo semplice e prevedibile. Dietro la mancanza di lavoro, si nasconde la possibilità/impossibilità di scegliere.

Se non c’è nessuna carte vincente, qualsiasi carta può esserlo, così come nessuna. Il tema della scelta diventa conturbante come una difficile partita a scacchi.

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