Irina Palm – Cinema e Lavoro

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Irina Palm – Il talento di una donna inglese di Sam Garbarski con Marianne Faithfull. Recensione di Francesca Serrao per la rubrica Cinema e Lavoro

Irina Palm – Il talento di una donna inglese di Sam Garbarski con Marianne Faithfull

Dalla colonna sonora pungente e misteriosa, Irina Palm è un caso cinematografico intrigante: dalla regia semplice ed essenziale eppure profonda, porta in scena il dramma di una donna che tocca economicamente il fondo e si reinventa per rimanere a galla.

Irina Palm è, infatti, il soprannome di Maggie, la signora di mezza età dall’aria rassicurante, che per pagare le cure mediche al nipotino gravemente malato accetta, sotto mentite spoglie, un’insolita offerta di lavoro. Risponde ad un annuncio da “hostess” dietro il quale si nasconde una strana forma di posizione da simil-prostituta. Maggie, infatti, non vende il proprio corpo, ma piacere per gli uomini fornendo masturbazione professionale.

La dissonanza tra il carattere di Maggie ed il ruolo in cui questa donna inglese si cala è l’elemento cardine dell’intero film che sottolinea l’estrema capacità di adattamento e la inattesa apertura di Maggie a nuovi valori lavorativi pur di raggiungere un fine nobile. Così come in “Full Monty” il vero talento sembra proprio sapere vedere il lavoro non come un fine, ma un mezzo ed in quanto tale sapere ridurre ad un puro aspetto economico la drammatizzazione della sua assenza. Se in entrambe le trame il sapersi reinventare è interpretato in modo molto provocatorio, l’esortazione che le pellicole vogliono infondere è chiara. La necessità di uscire dal proprio ruolo e da uno stereotipo sociale improduttivo non deve essere condannato e l’ironia surreale del modo in cui entrambe le storie sono narrate suggerisce che nonostante questo c’è un limite a tutto…

Un aspetto che ho molto apprezzato nel film è il voler sottolineare la falsità di molti annunci di lavoro che corrisponde ad un dato di fatto reale che va al di là della posizione contemplata nel film. Se la ricerca di prostitute può parzialmente giustificare l’utilizzo di annunci impropri, se non altro per una questione di legalità, tale fenomeno è diffuso nella realtà italiana anche per posizioni meno degradanti. Quante volte si legge, infatti, “assistente direzione generale” quando in realtà si cerca una sorta di cameriera? Ultimamente sembra molto di moda nel settore HR, spacciare commerciali per recruiters… Sicuramente finchè l’economia non ripartirà sarà difficile che la figura del venditore non sia in cima alla top ten delle posizioni ricercate, ma perché mascherare così tanto?

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