Sole a catinelle, la crisi secondo Checco Zalone

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Con "Sole a catinelle" Checco Zalone interpreta la crisi economica italiana attraverso il qualunquismo vulcanico dell' attore

“Sole a catinelle” di Gennaro Nunziante con Checco Zalone, Aurore Erguy, Miriam Dalmazio, Ruben Aprea.

Con “Sole a catinelle” il fenomeno cinematografico Checco Zalone colpisce nel segno con un film che sa interpretare la crisi economica italiana attraverso il qualunquismo vulcanico dell’ attore. Zalone interpreta la parabola di una parentesi significativa della vita del protagonista. Venditore di aspirapolveri Fata, Checco attraversa un picco di successo economico- professionale iniziale, che precipita presto in una crisi finanziaria e poi coniugale.

Il buonismo e la semplicioneria di Zalone, che in questo assomiglia molto a Forrest Gump, lo portano a vivere il momento con un ottimismo menefreghistico. Con la partenza per le vacanze assieme al figlioletto 10 e lode in pagella inizia il rocambolesco viaggio di Checco.

Sole a catinelle - Checco Zalone

Sole a catinelle – Checco Zalone

Alle prese con le disilluse aspettative del figlio che crede di essersi meritato un viaggio da sogno ed il rischio di perdere il lavoro, Checco si reinventa, anzi viene reinventato dagli incontri che gli si presentano nonostante il network di vendita dell’ aspirapolvere simbolo della donna italiana non emancipata, si stia improvvisamente sgretolando, le minacce di licenziamento da parte del datore di lavoro e la separazione dalla moglie in cassa integrazione, la vita di Checco è ottimistica ed orientata alla provvidenza.

La sua ingenuità lo porta a cacciarsi in situazioni potenzialmente rischiose, ma il caso lo salva sempre e lo porta addirittura al riscatto sociale ed a recuperare il rapporto col figlio.

Solare e dalla costruzione narrativa solida, “Sole a catinelle” fa ridere e pensare, riesce a toccare il tema della crisi economica con sapiente sfacciataggine, senza scadere nell’irriverenza verso il complesso tema e riuscendo a regalare allo spettatore un bagliore di speranza in più.

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