Conoscere bene il mercato per trovare lavoro

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Se trovare un lavoro è un lavoro, l’invito comune è quello di promuovere una ricerca a tutto campo

Se trovare un lavoro è un lavoro, l’invito comune è quello di promuovere una ricerca a tutto campo, che si converta in una vera e propria strategia d’assalto al mercato del lavoro. Ciò comporta un’ analisi minuziosa del mercato stesso.

Quando facciamo la spesa siamo soliti andare presso supermercati o, per stare al passo con i tempi, iper mercati di cui conosciamo ogni angolo alla perfezione. Ad esempio sappiamo se dispongono di ampi spazi per parcheggiare, se hanno una certa flessibilità di orari, se applicano sconti, conosciamo soprattutto per quali prodotti sono rinomati. Così siamo abituati a districarci al loro interno con disinvoltura mostrando una agilità estrema di movimento.

Attivate le categorie del buon consumatore sappiamo dove, quando e come cercare.

Senza forzatura alcuna, potremmo paragonare il Mercato del Lavoro ad un qualsiasi mercato ricco di una variegata vetrina di possibilità: proposte a buon mercato, talune interessanti, altre meno allettanti, alcune addirittura prive di credibilità.

A noi spetta il compito di imparare a leggere questo mercato occupazionale, interpretandone i meccanismi. E’ bene rammentare che esistono delle parti nascoste del Mercato, zone non visibili dove tuttavia si celano delle reali opportunità di occupazione.

In tal senso il mercato del lavoro è simile ad un iceberg, consta cioè di una superficie evidente e al contempo cela una fetta sottesa che spetta a noi rinvenire.

Quando si parla di parti “sommerse” del mercato si pensa subito al lavoro nero che, conveniamo tutti, deve essere combattuto e debellato su ogni fronte. Ma si può parlare di sommerso anche in termini legali, alludendo di fatto a quelle sezioni di mercato dove albergano piccole e medie aziende che non colpiscono la nostra attenzione. Sovente, non usufruiscono delle consuete strategie di marketing e, ad esempio, non investono fondi nella ricerca attiva di personale, per cui evitano i normali canali di reclutamento (giornali, internet etc). Piuttosto, quello che queste micro realtà fanno è costruire una campagna di ricerca semplicemente sul passa parola, una comunicazione viva e vivificante fatta fra parenti, amici e amici degli amici. Siamo alle solite, è una questione di amicizia dunque, una vecchia storia .

E se invece provassimo a riscriverla questa storia?? Titolo: gettiamo le reti e cominciamo a pescare! Attiviamo la rete, ossia impegnamoci direttamente in prima persona nel passaparola di offerta e ricerca lavoro. Per comprendere al meglio quanto detto finora, vorrei raccontare una storia, appunto.

In un percorso di orientamento mi è capitato di incontrare Luca, un ragazzo di circa trentacinque anni, disoccupato. Mentre descriveva la sua storia professionale, ha sottolineato con fervore il suo amore incondizionato per i libri.

Luca fin da bambino aveva desiderato di poter dispensare consigli letterari fra scaffali e vetrine, insomma aveva sempre voluto fare il libraio. Ma di concreto cosa aveva fatto per trovare un’occupazione in linea con la sua passione?? Niente, assolutamente niente.

Bene, credo che per far convergere un sogno in qualcosa di reale sia necessario plasmare la sua visione, modellarla e osservarla con spirito critico. Come sovente accade, purtroppo Luca si era limitato a mandare cv a librerie dal marchio pregiato, convinto che la grande distribuzione fosse un serbatoio di reclutamento senza fine. Eppure non aveva ricevuto risposta, e così aveva iniziato la triste ricerca di occupazioni, ben lontane dai suoi desideri. Qualsiasi lavoro pur di lavorare, questo il suo motto. Inevitabile la sconfitta: disoccupato e infelice.. A questo punto la consulenza di orientamento ha portato in luce, con domande mirate, evidenti aree di miglioramento nella sua strategia di ricerca.

Aveva curato la forma e il contenuto del suo CV, presentandosi in modo coerente con il lavoro di libraio che desiderava? Luca si era mai domandato quale vettore di assunzione avevano quelle catene a cui aveva inviato la candidatura? Si era guardato bene intorno, aveva analizzato bene il suo “mercato”?

Dopo aver riflettuto su questi aspetti, Luca ha intrapreso un’analisi minuziosa del territorio di residenza, per rinvenire tutte le librerie e cartolibrerie limitrofe. Ha preparato una mappatura del suo quartiere, creando uno schema con nomi, indirizzi e numeri telefonici dei negozi. Così ha monitorato il tipo di attività, la composizione della clientela, la morfologia dei prodotti proposti. In poche parole ne ha intravisto necessità e bisogni. Infine ha scelto di presentarsi di persona presso una di quelle librerie di particolare interesse che durante i suoi appostamenti era riuscito ad individuare. Infatti a pochi passi da casa sua c’era una cartolibreria che, pur avendo una mole enorme di lavoro, rovandosi nei pressi di istituti primari e secondari, aveva un solo dipendente. Ebbene, con pizzico di faccia tosta Luca si è proposto per dare una mano nel periodo di settembre/ottobre e con successo ha dato inizio alla sua collaborazione. Si è dimostrato un valido aiuto e ancora oggi è impiegato presso quel negozio. Non solo un colpo di fortuna: Luca si è attivato per trovarsi al posto giusto nel momento giusto!

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Sull'Autore

Or.eF. Orientamento e Formazione è un’Associazione di promozione culturale senza scopo di lucro che nasce nel 2011 dalla comune esigenza delle sue fondatrici di accogliere la sfida dell’autoimprenditorialità espressa nel sociale.

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