Disoccupazione e ricerca del lavoro

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Disoccupazione e ricerca nuovo lavoro, iniziamo ad analizzare il mercato e le aziende che offrono lavoro

Il problema della disoccupazione sempre crescente primeggia sui rotocalchi. Le notizie, risultano poco confortanti. Fra le righe di qualsiasi giornale si delinea un panorama piuttosto tragico: la penisola ormai sembrerebbe fatalmente popolata da “gente inattiva”, da un massiccio numero di persone letteralmente  non attive nella ricerca di un lavoro.

Questo fenomeno coinvolge sia i giovani e non più giovani, ossia gli over 40 che, nel mezzo del cammin della loro vita, si trovano persi in un mercato del lavoro che sembra una giungla intricata in cui è così tanto difficile proseguire che sembra preferibile fermarsi e attendere…. Il passaggio da disoccupati in disperata ricerca e inoccupati paralizzati, è decisamente breve!

Sappiamo bene come il singolo non possa avere un impatto sul PIL che drammaticamente cala, sull’inflazione che sbalza, sul debito che tocca livelli mai visti, e più in generale sull’economia. Ma una cosa è certa… chi è poco o per nulla attivo, ha scarse possibilità di trovare un’occupazione!

Partiamo da un paradigma essenziale: cercare lavoro è un lavoro a retribuzione differita! Detto altrimenti: chi anela un’occupazione, deve alzare i tacchi e iniziare a muoversi, superando la ghettizzazione dell’inattività. Di certo non si può pretendere di trovare o ri-trovare un posto di lavoro, restando appostati in casa, soltanto davanti ad un PC, sul ciglio della rete.

Il rischio nell’utilizzo esclusivo di internet per la nostra ricerca è quello di renderci tendenzialmente passivi in limita il nostro sguardo solo a quanto la rete ci offre. Sebbene possa sembrare retorica, il vecchio adagio che la quantità non è sinonimo di qualità vale anche per ciò che concerne la ricerca di un’occupazione. Inviare una quantità cospicua di cv non significa aver dato inizio ad una ricerca attiva del lavoro.

In primis, il nostro cv non deve presentarsi come un necrologio del già fatto, piuttosto deve imprimersi come stendardo di competeze sempre ancora da arricchire. Qui sopra secondo me non si capisce bene il passaggio dal Pc al CV…..cosa intendi “criticare” e cosa “proporre”?

Forse, sarebbe opportuno cercare di capire chi sta cercando quella determinata figura professionale per la quale ci si candida. Quindi, bisognerebbe sapere nello specifico di cosa si occupa quella azienda, dove opera, quali metodologie di selezione applica.  Chi è il titolare? Qual è la sua politica aziendale? Sarà possibile contattare il responsabile del personale? In fondo, un venditore studia il cliente, ne delinea i bisogni prima di fare l’offerta. Basta pensare alle compagnie di telefonia che mutano di continuo i pacchetti in base alle evoluzioni di costumi e abitudini sociali. Sembrerà strano, ma affinchè una candidatura vada a buon fine si necessita sapere in primis  a chi viene indirizzata.

In tempo di censimento, quindi, il suggerimento è di censire non solo quanto da noi fatto, ma anche e soprattutto di osservare il mercato del lavoro, individuando i settori d’interesse, analizzandone ogni sfaccettatura al fine di cercare  le aziende più rappresentative. Ebbene, tutto questo non risulta sufficiente,  ci manca ancora di stabilire a chi dare priorità di invio, se a piccole-medie aziende o a multinazionali, localizzate in zone a noi  limitrofe o viceversa..  Insomma, ciò che ci si impone come imperativo è fotografare il mercato. Ma a ben guardare Il clic deve essere digitale, ossia deve offrire un quadro d’insieme piuttosto particolareggiato e sempre aggiornato.

E noi, teniamolo chiaro in mente, siamo i venditori di noi stessi, delle nostre competenze, cioè di ciò che sappiamo, di ciò che sappiamo fare e di ciò che siamo. Pensate alle compagnie di telefonia, mutano di continuo i pacchetti in base alle evoluzioni di costumi e abitudini.

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Sull'Autore

Or.eF. Orientamento e Formazione è un’Associazione di promozione culturale senza scopo di lucro che nasce nel 2011 dalla comune esigenza delle sue fondatrici di accogliere la sfida dell’autoimprenditorialità espressa nel sociale.

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  • michele

    il problema è che se le aziende non assumono.. hai voglia di fare curriculum…

    • Ciao Michele, non credo sia solo questo il problema, dipende anche da cosa cerchi, da come cerchi, come ti presenti e molti altri fattori che con questa rubrica Maria e Mariangela cercheranno di spiegarci nei limiti del possivbile..

      • samantha

        Il problema è che per ogni posto che si libera i candidati sono almeno cento. E se hai più di 40 anni non serve neanche giocare sui grandi numeri e candidarsi in cento aziende diverse: sei tagliato fuori in partenza perchè lo stato concede agevolazioni fiscali solo a chi assume giovani.