L’orientamento come professione

Sebbene la precarietà occupazionale sia innegabile, è pur possibile rinvenire delle opportunità di lavoro, occasioni che spetta a noi saper riconoscere e creare

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Nonostante il nostro credo sia il pensiero positivo, tuttavia in questo spazio dedicato all’orientamento professionale non si vuole assolutamente prescindere dalle enormi difficoltà che caratterizzano il mondo del lavoro. Ciò che ci preme osservare è che, sebbene la precarietà occupazionale sia innegabile, è pur possibile rinvenire delle opportunità di lavoro, occasioni che spetta a noi saper riconoscere e creare. Come abbiamo potuto osservare in precedenza, gli antichi mestieri, ad esempio il panettiere, il pasticcere, il fresatore costituiscono una via d’accesso al lavoro alternativa.

In tal senso anche quello dell’orientatore fa parte di quei lavori d’altri tempi che, seppur longevi, rispondono pienamente alle richieste del mercato attuale. Fornire un ausilio valido a chi è in cerca di un’occupazione attraverso degli strumenti e un metodo adeguato è senza dubbio la professione del momento. Una professionalità che non manca di richiami al passato, alla storia e alle sue lezioni per migliorare il futuro. Non a caso nella pragmatica dell’orientamento si possono ritrovare delle similitudini con quanto in Grecia proponeva Socrate, uno dei massimi esponenti del pensiero antico.

Nella fiorente Atene, infatti il filosofo iniziò la sua ricerca analitica dopo aver appreso da un oracolo di essere l’uomo più sapiente. Tale appellativo alimentò nel filosofo molti dubbi; di certo egli non si considerava detentore massimo del sapere. Forse, era proprio questa coscienza di non sapere a renderlo il più sapiente fra gli uomini. Egli sapeva di non sapere. Quindi, cominciò un vero e proprio pellegrinaggio della verità, trovandosi di fatto ad interloquire con molti sapienti, o presunti tali. In questo modo si fece promotore di una politica culturale alquanto dinamica, volta in primo luogo a tirare fuori attraverso il dialogo la verità.

Ecco, in egual maniera la figura dell’orientatore ricorda Socrate, pronto sempre e comunque a svelare quanto di sotteso alberga in una persona e quali opportunità si possono rinvenire nel marasma attuale del mercato del lavoro. Cerchiamo di andare nel dettaglio: un consulente d’orientamento attiva una ricerca o, per meglio dire, invoglia l’interlocutore ad avviare un’indagine analitica su di sé, sul proprio percorso formativo e lavorativo. Sebbene possa sembrare strano, talvolta l’incapacità di trovare una sistemazione lavorativa è strettamente connessa, oltre che alle difficoltà contingenti, all’impossibilità di attivare processi di autoriflessività e autovalutazione che consentono di problematizzare le proprie idee e convinzioni e, conseguentemente, di strutturare un valido progetto per affrontare il momento di ‘crisi’ senza restarvi bloccati.

Al di là di ogni metodo precostituito, un operatore di orientamento deve tener presente che ha a che fare con degli individui, con il loro passato, con le delusioni nonché i successi, elementi essenziali per delineare gli step da compiere per realizzare un disegno lavorativo. Un consulente d’orientamento, pertanto deve saper esplorare il vissuto di chi ha innanzi per svelarne le necessità più urgenti. Egli diviene un capitano attento che sa aspettare il vento giusto per far virare la nave verso aspettative, opportunità e sogni, approdi sicuri e raggiungibili. Chi orienta svela sogni senza svilirli, contrae il tempo per restituire al soggetto uno spazio per pensare.

Spesso si parla di sensibilità, una prerogativa che indubbiamente ogni buon orientatore deve possedere come tratto distintivo e inscindibile della sua buona prassi, ma questo non basta, non può bastare. E allora, come si diventa orientatori?? Esistono corsi di formazione volti ad offrire una preparazione intesa non tanto come semplice accrescimento del bagaglio di conoscenze e tecniche, quanto piuttosto come elaborazione attiva del proprio sapere e delle proprie modalità di intervento.

Oltre a ciò che si può apprendere dal costante confronto con gli utenti, è sicuramente indispensabile la partecipazione a momenti di analisi critica, sia per uno sviluppo creativo di nuovi approcci, che per il perfezionamento della gestione del colloquio di orientamento. Questa rubrica, dunque, vuole essere una sede privilegiata per una diffusione capillare dell’Orientamento e promuovere la valorizzazione, l’accrescimento e l’aggiornamento delle competenze della figura professionale dell’Orientatore, accreditando alti livelli qualitativi sia degli addetti all’orientamento che dei servizi da loro offerti.

L’associazione OreF (link http://oref.it/) ha organizzato a Roma, presso la sua sede di via Nemorense, un Master in Orientamento e Outplacement accreditato da ASITOR e AISO Associazione Italiana Società di Outplacement. Il Master si pone appunto l’obiettivo di formare un professionista capace di sostenere la persona nella ricerca del lavoro (primo impiego) e durante i processi di transizione professionale, di scelta e di cambiamento del lavoro (consulenza alla carriera e ricollocazione), con azioni di tipo informativo, formativo e di cuonselling suggerite da una attenta analisi dei bisogni e da un progetto costruito con la partecipazione della persona stessa.

Il Master si rivolge a laureati in qualsiasi disciplina che desiderano operare o che operano nel settore dell’Orientamento ed anche a diplomati con esperienza lavorativa nel settore orientamento o risorse umane che vogliano accrescere la propria preparazione con una formazione dal taglio operativo. Tale percorso didattico ha la durata di 5 mesi per un totale di 400 ore ed è articolato in nove moduli didattici che focalizzano le caratteristiche e gli ambiti di attività dell’orientamento al lavoro. La prima edizione del corso a Roma è partita nel Novembre 2011 e si concluderà a Marzo 2012.

Mentre la frenesia post moderno impera e con le sue dinamiche imprigiona la mente, la forza dell’orientamento sta proprio nel concedere al pensiero una sosta critica, uno spazio senza divieti dove è possibile riflettere, prendere coscienza di sé delle proprie possibilità e delle opportunità che il mondo esterno offre . Certo, non è un compito facile e per questo ci vuole motivazione, voglia di imparare, e continua preparazione.


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