Perchè l'azienda dovrebbe assumere proprio te?

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Il messaggio che abbiamo voluto trasmettere nella rubrica di Coaching&Orientamento è stato quello di mobilitarsi per non restare vittime della mobilità

Il messaggio che abbiamo voluto trasmettere nella rubrica di Coaching&Orientamento è stato quello di attivarsi, “mobilitarsi” per non restare vittime della mobilità. Come nel calcio dopo il fischi d’inizio partita bisogna saper giocare, anche nel proporre la nostra candidatura dobbiamo saper evidenziare il valore in termini di attributi personali: conoscenze, competenze e capacità.

Il rischio lo conosciamo tutti: la panchina, la lunga attesa prima di discendere in campo. Supponiamo di essere in pieno calcio mercato e che i vertici di una squadra siano alla ricerca del campione, di quel giocatore cioè che con tecnica, creatività e tenacia sia capace di far tremare gli spalti. Basta indossare pantaloncini e scarpini per essere qualificati come giocatori infallibili?? Detto altrimenti: una volta contattata l’azienda, segno della vostra caparbietà e tenacia, come pensate di evidenziare quel “quid” che possedete e che vi rende unici e indispensabili ?? Insomma, come mai quell’impresa dovrebbe assumervi??

Innanzi tutto, diviene indispensabile un’operazione di autocritica per cui, prima di proporvi come candidato ideale, dovreste essere in grado giudicare se siete adatti realmente a quel posto che tanto ambite. Come?? In prima battuta cercate di identificare tutte quelle caratteristiche essenziali che possedete e che vi renderebbero unici nello svolgimento di determinate mansioni.

Infatti, ogni nostra particolarità deve strutturarsi in maniera chiara ed evidente come un elemento chiave che sia in grado di soddisfare necessità e bisogni di una certa azienda. Per una maggior chiarezza di quanto fino ad ora sostenuto, possiamo apportare qualche esempio: Lucia, mamma e moglie, si era assentata dal mondo del lavoro per circa quindici anni al fine di dedicarsi alla famiglia. Situazione comune a molte esponenti del sesso femminile, donne che decidono di impegnarsi costantemente all’interno delle mura domestiche.

Purtroppo, però, accade che, una volta cresciuti i pargoli, le casalinghe si sentano fatalmente tagliate fuori dal ciclo produttivo ed inutili. Per questo, forse, Lucia era piuttosto scoraggiata e critica rispetto alle reali possibilità di reimpiego. La ricerca invano di lavoro e il susseguirsi degli insuccessi aveva finito per incrementare la sua frustrazione. Di continuo Lucia si giustificava per aver abbandonato il lavoro; in ogni sua affermazione mostrava una certa reticenza ad accettare in modo positivo l’antica scelta, sembrava ormai imprigionata in un circolo vizioso.

Così le abbiamo suggerito di elaborare un resoconto delle sue giornate casalinghe e, malgrado lo scetticismo iniziale, la nostra signora è riuscita a stilare un diario di bordo appassionato e appassionante. Con dovizia di particolari ha trasformato la sua famiglia in una piccola azienda, sottolineando come abbia saputo gestire con competenza e creatività problemi e difficoltà. Scrivere, annotare, sintetizzare e riflettere, questo il nostro incipit per far sì che Lucia potesse finalmente guardare attraverso il suo passato.

In questo modo il suo vissuto si è aperto al futuro. Si sono di fatto mostrate delle competenze spendibili sul mercato del lavoro: a livello amministrativo si è rivelata un’economa perfetta, capace addirittura di risparmiare una discreta somma di denaro. Inoltre, nel descrivere la dinamiche familiari, si è accorta che seguire diligentemente i propri figli, curandone sia la preparazione scolastica che la vita sociale, ha comportato un continuo apprendimento, una sorta di aggiornamento formativo costante.

Infine, appassionata di cucina si è descritta come una chef perfetta in grado di deliziare i commensali con cenette sfiziose, allestite con cura. Quante competenze siamo in grado di celare a noi stessi! Infondo, cosa mancava a Lucia se non la consapevolezza delle proprie attitudini e capacità?? Tutte caratteristiche da inserire in un progetto lavorativo..

Senza perdere più ulteriore tempo, diede inizio alla sua personale analisi di mercato. Così fu colpita da una bizzarra scoperta che riguardava proprio il suo quartiere, un antico quartiere della Capitale. In quella compagine molte donne in carriera, lamentavano un particolare bisogno: avere una fatina dei fornelli, avere cioè a disposizione qualcuno che si potesse dedicare alla spesa, a cucinare, nonché a preparare con gusto e raffinatezza la tavola. Questa la particolare nicchia di mercato individuata da Lucia, questa l’opportunità per rientrare nel mondo del lavoro, deliziando con creatività e gusto commensali pronti ad essere deliziati…….

Per approcciarsi in maniera creativa al mondo del lavoro Lucia ha guardato al sistema della sua quotidianità e ha cominciato a dedicarsi al marketing di sé. Tutti gli sforzi di quest’attività sono tesi a creare valore in termini di attributi personali: conoscenze, competenze e capacità. Io come oggetto di scambio valgo per quello che so, quello che so fare, quello che sono; questi sono gli attributi competitivi del selfmarketing che si può dire essere costituito di persone, emozioni e relazioni.

Questo non significa svilire se stessi al ruolo di prodotto, ma semplicemente mutuare tecniche e strumenti commerciali per applicarli alla ricerca del miglioramento personale e, quindi, indirettamente del sistema sociale. La nostra neo chef coi suoi attributi è diventata al contempo marketing manager, quindi azienda e prodotto di successo….. Si pensi al marketing dove un’ azione di vendita sottende l’idea di uno scambio fra beni materiali o immateriali che valgono non esclusivamente di per sé stessi, ma in quanto contribuiscono a soddisfare un bisogno. Pertanto in un’azione di vendita l’attenzione viene posta non solo sul prodotto, ma anche sul cliente che ha delle sue esigenze specifiche.

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Sull'Autore

Or.eF. Orientamento e Formazione è un’Associazione di promozione culturale senza scopo di lucro che nasce nel 2011 dalla comune esigenza delle sue fondatrici di accogliere la sfida dell’autoimprenditorialità espressa nel sociale.

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  • Francesca Serrao

    veramente una bellariflessione…in un momento come questo la proattività èd'obbligo e forse è arrivato il momento di concedersi un pò di fantasia anche nella ricerca di lavoro…