Guida al rapporto di lavoro domestico, Capitolo I

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Guida al rapporto di lavoro domestico a cura di Carla Binci su Lavoro e Diritti

Come anticipato con l’introduzione di qualche settimana fa iniziamo a pubblicare, qui su Lavoro e Diritti un manuale operativo, per informare tutte le persone  che hanno la necessità di confrontarsi  con il lavoro di colf e badanti a cura della Dott.ssa Carla Binci. Senza dilungarmi troppo nell’introduzione vi lascio subito alle sue parole e vi ricordo che la guida consta di cinque capitoli che saranno pubblicati prima sotto forma di articoli e alla fine sarà rilasciato un pratico eBook da scaricare gratuitamente. Buona lettura allora.

Siamo consapevoli che questa “Guida” non può esaurire la descrizione di tutto quanto è necessario per una completa gestione del rapporto di lavoro domestico, ma con le Vs faq e con le Vs richieste di chiarimenti potremmo perfezionarla e vi sarà di sicuro ausilio nel quotidiano . Dott.ssa Carla Binci

Premessa
Riferimenti Normativi essenziali

Cod.civile artt.2240 2246
Legge 02/04/1958 n. 339
C.Cost. sent.09/04/1969; C.Cass.sent.20/09/1979 n.4855
D.L. 29/11/2008 n.185 (legge 28/01/2009 n.2)
D.L. 31/05//2010 n.78 (legge 30/07/2010 n.122)
D.Legs.21/04/2000 n.181
C.C.N.L. lavoro domestico 01/03/2007
Circ.Inps 17/02/2009 n.20; Inps mess.24/05/2009 n.6729;
Circ.Inps 01/02/2011 n.23; Circ.Inps 11/03/2011 n.49

1- La definizione del rapporto di lavoro

Il rapporto di lavoro domestico subordinato ha per oggetto una prestazione continuativa rivolta alle esigenze della vita familiare sia di un datore di lavoro singolo sia di un gruppo familiare (coabitazione) ovvero di una comunità religiosa o militare (vincolo associativo senza scopo di lucro); l’attività viene svolta nell’abitazione del datore di lavoro o del familiare destinatario della prestazione assistenziale. Il prestatore di lavoro è il soggetto in età da lavoro , cioè 16 anni compiuti con l’obbligo scolastico assolto .

La legge n.339 del 2/04/1958 art.1, definisce gli addetti ai servizi personali domestici come i “lavoratori di ambosessi che prestano a qualsiasi titolo la loro opera per il funzionamento della vita familiare sia che si tratti di personale con qualifica specifica , sia che si tratti di personale adibito a mansioni generiche”.

La continuità e la prevalenza della prestazione per almeno 4 ore giornaliere sono gli elementi caratteristici del rapporto di lavoro domestico secondo la legge n. 339/1958; successivamente la C.Cost. con sent. 09/04/1969 ha dichiarato l’incostituzionalità del comma 2 dell’art. 2068 cod.civ. ove si sottraevano i rapporti di lavoro domestici alla disciplina dei contratti collettivi; e ancora con la sent. del 20/09/1979 n. 4855 la Corte di Cassazione ha sostanzialmente riconosciuto l’esistenza del rapporto di lavoro domestico subordinato nella obbligazione e disponibilità del lavoratore di compiere l’attività con modalità varie e relative alle esigenze della famiglia , mentre la durata della prestazione rimane generalmente irrilevante .

Il lavoro domestico può essere anche autonomo e i criteri individuanti devono essere ricercati nell’assoggettamento del lavoratore al potere direttivo , disciplinare e di controllo del datore di lavoro. La prestazione lavorativa in alcuni casi può essere estesa fuori del rapporto familiare domestico, ma a condizione che non sia resa a favore di un libero professionista o di un imprenditore per lo svolgimento della sua attività.

Una “comunità” può qualificarsi datore di lavoro domestico solamente se ha requisiti di stabilità e di continuità , se vi è assenza di scopo di lucro, se le presone che la costituiscono hanno comunanza di vitto e alloggio, se esiste mutua assistenza, se il prestatore di lavoro effettua la sua attività principale nell’interesse della comunità.
Le mansioni del lavoratore domestico sono ampiamente indicate nei vari profili previsti all’art.10 del C.C.N.L.lavoro domestico dell’1/03/2007.

Generalmente sono esclusi quali prestatori di lavoro domestico subordinato i soggetti legati da vincolo di parentela, affinità, di coniugio e le persone collocate alla pari.
La presunzione di gratuità della prestazione non opera in caso di soggetti non conviventi; l’esistenza all’interno della famiglia di un rapporto di lavoro domestico è ammissibile con la prova di colui che intende far valere il proprio diritto dell’obbligo giuridico a percepire la retribuzione, alla continuità della prestazione, all’effettivo rapporto di subordinazione.

La sussistenza del rapporto di lavoro tra parenti è ammessa solamente alle seguenti condizioni:

  • assistenza a invalidi che fruiscono dell’indennità di accompagnamento
  • assistenza a mutilati e invalidi che abbiano i requisiti di cui alla legge 118/1971 o che ne siano esclusi per motivi economici
  • assistenza a ciechi civili con pensione Legge n.66/1962 o che ne siano esclusi per motivi economici
  • prestazioni di lavoro nei confronti di sacerdoti di culto cattolico
  • prestazioni dirette a persone componenti le comunità religiose o militari di tipo familiare

L’elemento decisivo è la finalità della prestazione resa per il funzionamento della vita familiare.

FAQ : è possibile assumere come badante una donna che di fatto assiste continuativamente un uomo per insorta infermità, la quale da anni era già convivente con quest’ultimo con legame affettivo?
R.: Se si tratta di convivenza more uxorio è necessaria la prova rigorosa della subordinazione a carico della richiedente il diritto .

FAQ: una lavoratrice che effettua pulizie ad ore, regolarmente, sotto la direzione del datore di lavoro, da anni in modo continuativo, ma solo per 4 ore a settimana in una abitazione familiare, deve essere assunta con contratto di lavoro domestico?
R.: Si, se si è in presenza di determinati elementi di subordinazione; in tale modo si è pronunciata favorevolmente la Corte di Cass. Sez.Unite n.1961/1964 e Corte App.Ancona 22/12/2003.

2- I documenti necessari per l’assunzione

Al momento dell’assunzione il lavoratore deve consegnare :

  • documento di identità non scaduto (carta di identità, passaporto, patente)
  • codice fiscale
  • se il lavoratore è comunitario deve già possedere il codice fiscale
  • se il lavoratore è extracomunitario deve possedere il permesso di soggiorno (motivi di lavoro non stagionale, motivi familiari, motivi di studio )
  • documenti assicurativi e previdenziali
  • tessera sanitaria e ogni altro documento comprovante l’idoneità al lavoro
  • eventuali diplomi o attestati specifici
  • eventuali referenze di precedenti datori di lavoro

Responsabile del mancato controllo dell’autenticità dei documenti del lavoratore extracomunitario è il datore di lavoro
Il datore di lavoro, se il lavoratore è extracomunitario, deve redigere con il contratto anche il modello Q “contratto di soggiorno” , deve inviarlo con raccomandata a.r. allo Sportello Unico dell’immigrazione e ne deve consegnare copia al dipendente. Il modello Q è necessario sia per la stipula di un nuovo rapporto di lavoro sia per il rinnovo del permesso di soggiorno.

3- Le comunicazioni obbligatorie per l’assunzione

Le assunzioni , le variazioni e le cessazioni del contratto sono gestite dall’INPS su apposita modulistica on line.
L’assunzione all’INPS deve essere comunicata il giorno antecedente l’inizio dell’attività (entro le 24 ore precedenti ) tramite i servizi telematici o contact center multicanale.
L’annullamento di una assunzione è consentita entro 5 gg. dalla data indicata come inizio del rapporto.
La comunicazione all’INPS assolve anche alla comunicazione INAIL. Non è necessaria la comunicazione al Centro per l’Impiego .
La procedura informatica INPS, ad oggi, non accetta le comunicazioni di rapporto di lavoro tra coniugi, salvo il caso di invalidità riconosciuta con indennità di accompagnamento al coniuge datore di lavoro (vedi punto 1).
La comunicazione di trasformazione, di proroga e di cessazione è consentita fino a 5 gg. dalla data dell’evento.

FAQ: Se il lavoratore è extracomunitario e convivente è ancora necessaria la comunicazione al Commissariato di polizia ?
R.: Si, è sempre necessaria la comunicazione di convivenza del lavoratore extracomunitario e deve essere effettuata almeno entro le 48 ore dall’inizio della effettiva presenza nell’abitazione familiare, da parte del datore di lavoro, con la compilazione del modulo cessione di fabbricato ad uso abitativo; entro 20 gg. deve essere effettuata anche la richiesta di iscrizione anagrafica al Comune.

4- La lettera di assunzione

Il C.C.N.L. lavoro domestico all’art.6 prevede che al momento dell’assunzione vi sia la sottoscrizione del datore di lavoro e del lavoratore della lettera di assunzione, che deve contenere necessariamente :

  • la data di inizio rapporto
  • l’eventuale periodo di prova
  • il livello di inquadramento
  • la retribuzione pattuita
  • le mansioni attribuite
  • l’esistenza eventuale della convivenza
  • l’orario di lavoro e la sua distribuzione
  • il riposo settimanale e giornaliero
  • il luogo della prestazione lavorativa e la previsione di eventuali spostamenti per villeggiatura o esigenze familiari
  • l’indicazione del periodo concordato delle ferie
  • la residenza del lavoratore o il differente domicilio nel caso di convivenza
  • la previsione dello spazio per custodire gli effetti personali del lavoratore
  • l’applicazione di tutti gli istituti contrattuali previsti nel Ccnl

La lettera di assunzione, sottoscritta in duplice copia, deve essere consegnata a ciascuna delle parti firmatarie.

4.a – Periodo di prova

All’art.13 c.c.n.l. è regolamentata l’eventuale clausola del periodo di prova, sottoscritta dal lavoratore e normalmente retribuita.
La durata della prova è al massimo di 30 gg. lavorativi per i livelli D e DSuper , per gli altri livelli è di 8 gg.
Durante la prova ambedue le parti possono recedere dal contratto , in forma scritta, senza motivazione e senza il termine di preavviso. Se il lavoratore, come prima assunzione, proviene da altra regione ha diritto ad un preavviso di 3 gg.
Superato il periodo di prova il prestatore di lavoro deve intendersi confermato e il periodo viene computato a tutti gli effetti contrattuali.

FAQ: Il periodo di prova può essere effettuato prima della sottoscrizione della comunicazione di assunzione all’Inps?
R.: No, saremmo in presenza di lavoro non regolarizzato ; precisiamo che con legge 183/2010 i datori di lavoro domestico sono esclusi dalla maxisanzione per lavoro sommerso, ma rimangono le sanzioni amministrative per lavoro in nero.

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Sull'Autore

Dott. Carla Binci. Laurea Magistrale in Giurisprudenza. Mediatore - Conciliatore.

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