Guida al rapporto di lavoro domestico, Capitolo III

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento


Guida al rapporto di lavoro domestico a cura di Carla Binci su Lavoro e Diritti

Siamo giunti al III Capitolo della Guida al rapporto di Lavoro Domestico a cura della Dott.ssa Carla Binci; in questa terza parte della guida dedicata a lavoratori e operatori del settore, si parlerà di inquadramento, orario di lavoro, ferie e permessi, tredicesima. Nell’augurarvi buona lettura, vi lascio il link ai precedenti capitoli: IntroduzioneCapitolo ICapitolo II

10- L’inquadramento

Il prestatore di lavoro domestico deve essere inquadrato in uno dei quattro livelli previsti all’art.10 c.c.n.l., all’interno dei quali sono stabiliti due parametri retributivi , uno dei quali è definito “super”.

In merito ai profili professionali specifichiamo che “per persona autosufficiente” deve intendersi il soggetto in grado di provvedere alla cura della propria persona e alle relazioni. Per “personale in possesso di formazione” deve intendersi un soggetto in possesso di diploma specifico ovvero di attestato equipollente di formazione per un numero di ore stabilito dalla legislazione regionale o , comunque, non inferiore a 500 ore .

Livello A

  • Collaboratori generici, sprovvisti di esperienza o con esperienza inferiore a 12 mesi (maturata anche con datori di lavoro differenti), questo lavoratore al superamento dei 12 mesi sarà inquadrato nel liv.B quale collaboratore polifunzionale;
  • Mansioni esecutive relative alla pulizia della abitazione.

Livello A Super

  • Addetto alla compagnia a persone autosufficienti;
  • Baby sitter , mansioni saltuarie di vigilanza a bambini in assenza dei familiari

Livello B

  • Collaboratori che in possesso di esperienza svolgono con competenza specifica le mansioni a livello esecutivo;
  • Collaboratore generico polifunzionale, con incombenze relative alle pulizie, alla cucina, alla lavanderia, agli animali domestici;
  • Custode di abitazione privata, con mansioni di vigilanza dell’abitazione;
  • Addetto alla stireria;
  • Cameriere, di camera e di tavola;
  • Giardiniere;
  • Operaio qualificato, con mansioni manuali di manutenzione;
  • Autista, con mansioni anche di relativa pulizia e manutenzione;
  • Addetto al riassetto camere e prima colazione anche a ospiti

Livello B Super

  • Assistente a persone autosufficienti (anziani o bambini) con attività connesse al vitto e alla pulizia della casa

Livello C

  • Collaboratori con specifiche competenze di base sia teoriche che tecniche operano con autonomia e responsabilità;
  • Cuoco, con preparazione dei pasti e approvvigionamento

Livello C Super

  • Assistente a persone non autosufficienti (senza formazione specifica), comprese attività di vitto e della pulizia della casa

Livello D

  • Lavoratori in possesso di attestai con requisiti professionali ricoprono posizioni di responsabilità, autonomia decisionale e coordinamento;
  • Amministratore beni di famiglia;
  • Maggiordomo;
  • Governante, con mansioni di coordinamento alle attività di cameriera di camera, stireria, lavanderia e simili;;
  • Capo cuoco , con mansioni di gestione e di coordinamento;
  • Capo giardiniere, con mansioni di coordinamento delle aree verdi e della manutenzione;
  • Istitutore, con mansioni di istruzione ed educazione.

Livello D Super

Assistente a persone non autosufficienti, con formazione specifica, comprese attività connesse al vitto e alla pulizia della casa;
Infermiere diplomato generico, assistente geriatrico;
Direttore di casa, con mansione di coordinamento e gestione

11- Le prestazioni di cura notturna

Il C.C.N.L., all’art.11 , prevede anche l’assunzione di personale che presti la propria attività di assistenza discontinua notturna tra le ore 20,00 e le 8,00, a persone anziane, disabili o bambini, con diritto a retribuzioni mensili minime determinate nel c.c.n.l. relativamente ai livelli BSuper, CSuper e DSuper. Il lavoratore notturno non può essere un minore di età.

12- Le prestazioni di attesa

Se il personale viene assunto per prestazioni di sola presenza notturna tra le ore 21, 00 e le 8,00 , art. 12 c.c.n.l., si applica una particolare e predeterminata retribuzione mensile ; se vengono richieste prestazioni diverse queste devono essere pagate come da retribuzione oraria.

13- L’orario di lavoro

Per i lavoratori conviventi l’orario massimo è di ore 54 a settimana e di ore 10 non consecutive (distribuito su 5 o 6 giorni a settimana).
Il lavoratore in convivenza ha diritto al godimento di 11 ore di riposo consecutivo nell’arco delle 24 ore; se il suo orario non è collocato interamente tre le ore 5,00 e le 14,00 ovvero tra le ore 14,00 e le 22,00, ha diritto ad almeno 2 ore di riposo intermedio, non retribuito.

Essendo il riposo settimanale stabilito dalla legge in ore 36 complessive, di norma 24 ore sono godute la domenica e le rimanenti 12 ore in qualsiasi altro giorno settimanale, da concordare, purchè il lavoratore non superi la metà del suo orario normale di lavoro.
Il lavoratore convivente ha diritto al riposo di ore 8 consecutive nell’arco delle 24 ore ; ha diritto al riposo intermedio di almeno 2 ore ; ha diritto al riposo settimanale di ore 36 , di cui ore 24 di norma la domenica e ore 12 anche frazionate e concordate in qualsiasi altro giorno.

Se vengono richieste prestazioni nelle ore di riposo infrasettimanale questa devono essere retribuite con una maggiorazione del 40% a meno che non venga goduto il riposo in altro giorno. Il riposo domenicale è irrinunciabile , ma se vengono richieste ore di lavoro, il riposo deve essere goduto il giorno successivo e le ore vengono pagate con la maggiorazione del 60%. Se il lavoratore a causa della propria fede religiosa richiede lo spostamento del riposo domenicale ad altro giorno, questa sostituzione è possibile e deve avvenire in sede contrattuale.

Per i lavoratori non conviventi l’orario massimo è di 40 ore settimanali e di ore 8 giornaliere non consecutive .

Lavoro notturno = tra le ore 22,00 e le 6,00; se prestato come orario ordinario è compensato con la sola maggiorazione del 20% della retribuzione globale oraria.

Il lavoro straordinario (art.16 c.c.n.l.) può essere chiesto dal datore di lavoro con un preavviso di almeno 1 gg. (tranne i casi di necessità impreviste) ed è retribuito con le maggiorazioni, calcolate sulla retribuzione globale di fatto , come di seguito indicate:

  1. lav.str.diurno (6,00 – 22,00) = + 25%
  2. lav.str.nott. ( 22,00 – 6,00) = + 50%
  3. lav.str. domenica e fest. = + 60%

Il lavoratore non convivente per le ore di straordinario diurno, eccedenti le 40 ore settimanali e fino alla 44° ora settimanale, deve essere retribuito con la maggiorazione del 10%.
Il prestatore di lavoro , salvo casi di giustificato motivo, non può rifiutarsi di adempiere alla richiesta di lavoro straordinario.

13.a- L’orario di lavoro nel part-time

Il contratto di lavoro part-time , (come già detto al punto 6), può essere stipulato solamente con il lavoratore convivente per un massimo di 30 ore settimanali, nelle seguenti tipologie:

  1. tra le ore 6,00 e le ore 14,00
  2. tra le ore 14,00 e le ore 22,00

collocato interamente in non più di tre giorni a settimana, per un massimo di 10 ore al giorno.

Le ore di lavoro prestate ed eccedenti l’orario concordato, ma all’interno della tipologia di collocazione, vanno retribuite con la sola retribuzione di fatto oraria; le ore di lavoro eccedenti, ma effettuate al di fuori della tipologia di collocazione scelta, vanno retribuite con la retribuzione di fatto aumentata delle medesime maggiorazioni dello straordinario.

14- Festività e i riposi

Le festività riconosciute e retribuite sono quelle previste per tutti i lavoratori ai sensi di legge (legge n.339/1958; art.17 c.c.n.l.).
Se la festività è lavorata dà diritto al pagamento delle ore maggiorate del 60% . Se una delle festività previste dalla legge e/o dal c.c.n.l. cade di domenica e questa viene lavorata, il prestatore ha diritto al recupero della giornata di riposo unitamente al pagamento di 1/26 della retribuzione mensile. Se la domenica (riposo settimanale irrinunciabile) viene lavorata dà diritto alla retribuzione per le ore maggiorata del 60%, nonché il recupero delle ore di riposo nel giorno immediatamente successivo, non pagate.

Nei contratti di lavoro domestico ad ore le festività diverse dalla domenica sono retribuite con 1/26 della retribuzione mensile.

15- Le ferie

Per ciascun anno di lavoro presso il medesimo datore di lavoro maturano giorni 26 lavorativi di ferie. Compatibilmente con le esigenze del datore di lavoro le ferie del lavoratore devono essere fissate nel periodo tra giugno e settembre, salvo diverso accordo. Al lavoratore convivente durante il godimento delle ferie spetta l’indennità di vitto e alloggio, qualora non ne usufruisca.
Salvo diverso accordo tra le parti il datore di lavoro deve fissare il periodo di ferie tra guigno e settembre.

Le ferie devono essere godute, come stabilito dalla legge per tutti i lavoratori, ma il c.c.n.l lavoro domestico riconosce agli stranieri – su loro richiesta e previo consenso del datore di lavoro – di cumulare le ferie maturate di 2 anni in un unico periodo di godimento.

FAQ: Se una lavoratrice come orario di lavoro ha libero il sabato, oltre la domenica e le festività, come si calcola la retribuzione delle ferie?
R.: Le ferie , come da c.c.n.l., si calcolano dal lunedì al sabato, qualsiasi sia l’orario. Ogni giorno di ferie è pari a 1/26 della retribuzione mensile; per i conviventi si deve aggiungere l’indennità di vitto e alloggio, se le ferie sono godute fuori della abitazione familiare. Nella prestazione ad ore, non convivente, deve essere fatto il calcolo della media di ore mensili moltiplicato per la retribuzione oraria e diviso per 26.

16- La tredicesima mensilità

Entro il mese di dicembre (art.37 c.c.n.l.) al lavoratore deve essere corrisposta un tredicesima mensilità; al lavoratore convivente viene aggiunta l’indennità di vitto ed alloggio.
La tredicesima mensilità matura anche nei periodi di malattia, infortunio, malattia professionale, maternità entro i limiti della conservazione del posto e nella misura non liquidata dagli Enti preposti.

17- I permessi

I lavoratori domestici conviventi hanno diritto a 16 ore annue di permesso retribuito per effettuare visite mediche documentate, se coincidenti con l’orario di lavoro; riduzione a 12 ore per i conviventi part-time; per i non conviventi con orario almeno di 30 ore settimanali i permessi sono di 12 ore e ridotti in relazione all’orario settimanale.

In caso di decesso o grave infermità di familiari conviventi o parenti entro il 2°grado, il lavoratore ha diritto a 3 gg. di permesso retribuito; in occasione della nascita di un figlio al lavoratore padre spettano 2 gg. di permesso retribuito. Il lavoratore deve, in ogni caso, giustificare le proprie assenze; infatti, la mancanza di giustificazione dell’assenza entro i 5 gg. possono essere giusta causa di licenziamento.

Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Dott. Carla Binci. Laurea Magistrale in Giurisprudenza. Mediatore - Conciliatore.

Altri articoli interessanti

  • veronica

    vorei sapere se il mio giorno di riposo seteminale e lunedi e il 26 dicembre e libero io ho dirito al mio riposo setimenale in altrao giorno ,allora io mi prendo libero di 26 dicembre e la mia domanda era se io il riposo di lunedi mi lo poso prendere giovedi grazie

  • RAFFAELE

    Mia MAdre ha bisogno di assistenza. Pomeriggio non ho problemi in quanto ci siamo io, mia sorella e mia moglie che a turno badiamo a lei.
    Vorrei assumere una badante per 27/30 ore settimanali.
    NON CONVIVENTE posso farlo poiche’ mi sembra di leggere che per ino conviventi non posso contrarre rapporti part-time. Eventualmente esiste un’altra formula grazie.
    Saluti Raffaele

  • Lucia

    Buongiorno,sono Lucia e lavoro come collaboratrice domestica e ho un problema:io devo pagare delle tasse?o ppure basta quello che versa all’inps il mio datore di lavoro?grazie

  • spartacus

    Le tasse derivanti dal tuo rapporto di lavoro vengono trattenute sulla tua busta paga e poi versate dal tuo datore di lavoro in qualità di sostituto d’imposta.