Guida al rapporto di lavoro domestico, Capitolo IV

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Guida al rapporto di lavoro domestico a cura di Carla Binci su Lavoro e Diritti; sulla malattia, infortunio, maternità, congedo matrimoniale, retribuzione, trasferte, assegni familiari

Siamo giunti al IV Capitolo della Guida al Rapporto di lavoro domestico a cura della Dott.ssa Carla Binci. Questa volta si tratteranno elementi previdenziali della malattia, infortunio, maternità, congedo matrimoniale; elementi economici della retribuzione, trasferte, assegni familiari. Questi i precedenti capitoli: IntroduzioneCapitolo ICapitolo II, Capitolo III

18- La malattia

Il pagamento della malattia è a carico del datore di lavoro e disciplinata all’art.26 c.c.n.l.
La conservazione del posto in caso di malattia è la seguente:

  • anzianità fino a 6 mesi (superata la prova) = 10 gg. di calendario (conservazione del posto) con pagamento fino a 8 giorni di malattia
  • anzianità da 7 mesi a 2 anni = 45 gg. di calendario (conservazione del posto) con pagamento fino a 10 gg. di malattia
  • anzianità oltre 2 anni = 180 gg. di calendario (conservazione del posto) con pagamento fino a 15 gg. di malattia

Il trattamento economico è pari al 50% della retribuzione per i primi 3 gg di calendario; del 100% per i gg. seguenti. L’indennità di vitto e alloggio per il lavoratore convivente è previsto solo quando non sia degente in ospedale o presso il domicilio del datore di lavoro. Le assenze per malattia debbono essere comunicate e certificate dal medico.
Durante il periodo di prova e nel periodo di godimento delle ferie , la malattia ne sospende il decorso.

19- L’infortunio

In caso di infortunio o malattia professionale (art.27 c.c.n.l.) la conservazione del posto è identica alla malattia, superato il periodo di prova ; la prestazione economica è a carico INAIL.

20- La maternità

L’astensione obbligatoria per le lavoratrici domestiche è di 5 mesi (2 mesi precedenti il parto e tre mesi successivi con possibilità di slittamento come previsto dalla legge) indennizzati dall’Inps con una indennità pari all’80% della retribuzione globale di fatto giornaliera, se esistenti le seguenti condizioni:

  • se nei 24 mesi precedenti l’astensione risultino versati 52 settimane di contribuzione (1 anno),
  • oppure se nei 12 mesi precedenti l’astensione risultano versati o dovuti almeno 26 settimane di contribuzione.

I periodi di astensione obbligatoria sono computati nell’anzianità di servizio ed è previsto l’accredito figurativo della contribuzione. E’ prevista anche la maternità anticipata, con le condizioni stabilite dalla legge per tutte le lavoratrici. Dall’inizio della gravidanza fino alla cessazione dell’astensione obbligatoria la lavoratrice può essere licenziata solo per giusta causa. Le dimissioni volontarie rassegnate dalla lavoratrice, nel periodo di congedo per maternità come sopra individuato, sono inefficaci se non comunicate in forma scritta e in tale periodo la lavoratrice non è tenuta al preavviso.

FAQ : La maternità facoltativa è riconosciuta dall’Inps?

R.: Si, l’Inps, ad oggi, riconosce l’astensione facoltativa per un periodo di tre mesi nella misura stabilita dalla legge, con pagamento diretto (come nell’ astensione obbligatoria).

21- Il congedo matrimoniale

In caso di matrimonio, con necessità di idonea documentazione, al lavoratore spetta un congedo retribuito di gg.15 di calendario e, se convivente, anche l’indennità di vitto e alloggio se non ne usufruisca nel periodo in oggetto. .

22- La retribuzione

La retribuzione è stabilita liberamente dalle parti, purchè non inferiore ai minimi delle contratto collettivo; il convivente ha diritto alla corresponsione dell’indennità di vitto e alloggio , nella misura fissata dal c.c.n.l. E’ istituita una Commissione Naz. Presso il Min.del Lavoro per l’aggiornamento delle retribuzioni. Il datore di lavoro , per previsione del c.c.n.l. all’art.32, deve predisporre un prospetto paga dal quale deve risultare la retribuzione ordinaria e per l’eventuale straordinario, nonchè le trattenute per gli oneri previdenziali.

Inoltre, su richiesta del lavoratore, deve essere rilasciata una dichiarazione dalla quale risulti l’ammontare delle retribuzioni percepite nell’anno.

23- Le trasferte

Se il datore di lavoro lo richiede, il lavoratore convivente deve seguire la persona a cui è addetto in soggiorni temporanei o in residenze secondarie; il lavoratore ha diritto ad una diaria giornaliera pari al 20% della retribuzione giornaliera , salvo che tale obbligo non sia stato previsto nella lettera di assunzione.

24- L’assegno al nucleo familiare

In determinate condizioni di reddito il lavoratore domestico ha diritto all’assegno per il nucleo familiare, direttamente erogato dall’INPS.

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Sull'Autore

Dott. Carla Binci. Laurea Magistrale in Giurisprudenza. Mediatore - Conciliatore.

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