Guida al rapporto di lavoro domestico, Capitolo V

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Guida al lavoro domestico a cura di Carla Binci; sulla risoluzione, il T.F.R., la contribuzione, la cassa COLF, disciplina fiscale e deduzioni per il datore

Con il V Capitolo siamo giunti alla conclusione della Guida al Rapporto di lavoro domestico a cura della Dott.ssa Carla Binci. In questo capitolo si tratteranno la risoluzione del rapporto di lavoro, il T.F.R., la contribuzione, la cassa COLF, la disciplina fiscale e le deduzioni per il datore di lavoro. Questi i precedenti capitoli: IntroduzioneCapitolo ICapitolo IICapitolo III, Capitolo IV

25- La risoluzione del rapporto di lavoro

Il rapporto di lavoro può essere risolto da ciascuna delle parti, senza che vi sia l’applicazione della disciplina sui licenziamenti individuali, per le seguenti ipotesi:

  • scadenza del termine apposto al contratto;
  • recesso di una delle parti durante la prova;
  • recesso del datore di lavoro per giusta causa (non spetta l’indennità di preavviso al lavoratore),
  • recesso del lavoratore per giusta causa (non spetta rendere il preavviso al datore di lavoro);
  • risoluzione consensuale;
  • impossibilità sopravvenuta della prestazione;
  • morte del lavoratore.

Di norma debbono osservarsi i termini di preavviso (superato il periodo di prova):

  • prestazioni di almeno 25 ore settimanali
    • anzianità fino a 5 anni = 8 gg. di calendario
    • anzianità oltre 5 anni = 15 gg. di calendario
      • in caso di dimissioni i suddetti termini sono ridotti alla metà.
  • prestazioni inferiori a 25 ore settimanali
    • anzianità fino a 5 anni = 15 gg. di calendario
    • anzianità superiore 5 anni = 30 gg. di calendario
  • portieri o custodi che usufruiscano di alloggio indipendente
    • anzianità fino ad 1 anno = 30 gg. di calendario
    • anzianità oltre 1 anno = 60 gg. di calendario

In caso di decesso del datore di lavoro il rapporto può essere risolto con l’osservanza del termine di preavviso; ma i familiari conviventi rimangono obbligati in solido per i crediti di lavoro maturati dal lavoratore. Nel caso di convivenza alla cessazione del preavviso il lavoratore deve rilasciare l’alloggio libero da persone e cose. La cessazione del rapporto di lavoro deve essere comunicata dal datore di lavoro all’Inps con l’uso del canale telematico.

26- Il trattamento di fine rapporto

Il lavoratore alla cessazione del rapporto ha diritto al trattamento di fine rapporto calcolato sulle retribuzioni percepite nel periodo di lavoro (come per la generalità dei lavoratori) ; se il lavoratore era convivente anche l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio.
Il determinazione del T.F.R. è previsto nella legge istitutiva (Legge 29/05/1982 n.297) e dal c.c.n.l.

FAQ: Nel caso in cui il lavoratore sia deceduto chi ha diritto di ricevere il T.F.R. dallo stesso maturato?

R.: Il T.F.R. deve essere corrisposto al coniuge, ai figli, ovvero se conviventi a carico, ai parenti entro il 3° grado e agli affini entro il 2° grado.

27- La contribuzione

Il lavoratore domestico ha diritto alle assicurazioni previdenziali (invalidità, vecchiaia, superstiti); tubercolosi; disoccupazione involontaria; assegno al nucleo familiare; maternità; infortunio e malattia professionale. Ha diritto all’assistenza sanitaria (medica, ospedaliera, specialistica) anche estesa ai familiari a carico. I contributi vanno versate per tutte le ore retribuite ; a carico del lavoratore è fissata solamente una piccola quota, che può essere trattenuta dalla retribuzione dal datore di lavoro.
I termini di versamento sono trimestrali a carico del datore di lavoro all’INPS.

28- La CAS.SA. COLF

In data 18/05/2010 è stata istituita la CAS.SA.COLF con finalità integrative alle gestioni degli enti pubblici a favore dei lavoratori e coperture assicurative vantaggiose per il datore di lavoro.
Il datore di lavoro è obbligato dal c.c.n.l. all’iscrizione e al versamento dei contributi aggiuntivi nella misura oraria, ad oggi , dello 0,03 (di cui 0,01 a carico lavoratore).

29- La disciplina fiscale

Il datore di lavoro non è sostituto d’imposta e per questo non è tenuto ad applicare e versare le trattenute fiscali, né le addizionali comunali né quelle regionali; il lavoratore deve fare la dichiarazione dei redditi, se ne ha l’obbligo.

29.a- Deduzioni

Il datore di lavoro, in sede di dichiarazione dei redditi, può dedurre i costi sostenuti per contributi assistenziali (esclusa la quota a carico lavoratore), nel limite stabilito dalla legge.

Inoltre, le persone non autosufficienti o i loro familiari possono recuperare, in sede di denuncia dei redditi, una parte della retribuzione corrisposta alla badante , entro determinati limiti percentuali; la detrazione per l’assistenza personale è cumulabile con la deduzione per le spese per i servizi domestici.

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Sull'Autore

Dott. Carla Binci. Laurea Magistrale in Giurisprudenza. Mediatore - Conciliatore.

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