Contratti: rinnovato CCNL call center e telecomunicazioni

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento


Ipotesi di accordo per rinnovo CCNL telecomunicazioni e call center

Lo scorso 1 febbraio è stata siglata l’ipotesi d’accordo per il rinnovo del CCNL per i servizi di telecomunicazioni e di call center, scaduto il 31 dicembre 2011. Il nuovo contratto avrà valenza triennale, 2012-2014.

L’accordo firmato tra Astell, in rappresentanza delle imprese e le delegazioni nazionali di Slc-Cgil Fistel-Cisl e UILCOM-UIL, interessa oltre 160.000 lavoratori, prevede, in merito alla parte economica,  un aumento al 5 livello di 135 euro attraverso l’erogazione di 4 tranche: 45 euro ad aprile 2013; 25 euro ad ottobre 2013, 30 euro ad aprile 2014, 35 euro ad ottobre 2014.

E’ prevista inoltre, una “una tantum” di 400 euro a copertura del periodo di scopertura contrattuale. E’ stato previsto l’obbligo per le aziende di appaltare tali attività solo ad aziende che garantiscano solidità finanziaria, un portafoglio clienti diversificato e che applichino il contratto delle TLC o un contratto nazionale complessivamente equivalente.

Tale previsione impedirà la rincorsa al massimo ribasso attraverso il dumping contrattuale che comprimeva diritti e salario dei lavoratori occupati.

Inoltre, è previsto che, in caso di cambio appalto nelle attività di call center il committente sia tenuto a convocare un incontro con il sindacato per ricercare tutte le soluzioni atte a risolvere le crisi occupazionali che ne derivano individuando lo stesso come responsabile nei confronti dell’occupazione delle attività gestite in appalto. Con queste due nuove norme si vuole garantire una maggiore tutela dei lavoratori occupati nel settore facilitando la continuità occupazionale.

Inoltre, si legge nel comunicato congiunto di CGIL, CISL E UIL, “attraverso una nuova norma che disciplina  le prestazioni di lavoro supplementare per i part time impiegati nei call center, è stata introdotta la previsione del consolidamento, nell’orario minimo contrattuale, di quota parte dell’orario supplementare effettuato, nel tentativo di aumentare l’orario di lavoro e garantire retribuzioni maggiori a dipendenti che sopravvivono con 500/600 euro al mese.

Si è, poi, intervenuti sulla parte normativa per impedire che la gestione dei flussi di lavoro sia gestita attraverso l’utilizzo indiscriminato di rol, ex festività e ferie dei lavoratori introducendo un tetto massimo utilizzabile a tale scopo.

L’ipotesi di rinnovo innova la disciplina sulla malattia (attraverso la previsione di invio del certificato elettronico) e il codice disciplinare definendo puntualmente le sanzioni in relazione alla gravità delle infrazioni commesse”.

Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

Altri articoli interessanti