Cassazione: Equitalia non può pignorare la prima casa

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La Cassazione ha definitivamente affermato che Equitalia non può pignorare la prima casa dei contribuenti che hanno debiti con l’erario

Con la sentenza nr. 19270 dello scorso 12 settembre, la Cassazione ha definitivamente affermato che Equitalia, quale ente riscossore dell’Agenzia dell’Entrate, non può pignorare la prima casa dei contribuenti che hanno debiti con l’erario.

Con questa sentenza gli Ermellini affermano che le norme sull’impignorabilità della prima casa devono trovare applicazione in tutti i procedimenti di esecuzione, compresi quelli antecedenti all’entrata in vigore della legge sull’impignorabilità (decreto del fare).

Ma facciamo un passo indietro: il Governo Letta, nel 2013, varava il cd. “Decreto del fare” che, all’art.52 (disposizioni per la riscossione mediante ruolo) prevede che:

Ferma la facoltà di intervento ai sensi dell’articolo 499 del codice di procedura civile, l’agente della riscossione:
a) non dà corso all’espropriazione se l’unico immobile di proprietà del debitore, con esclusione delle abitazioni di lusso aventi le caratteristiche individuate dal decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 agosto 1969, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969, e comunque dei fabbricati classificati nelle categorie catastali A/8 e A/9, è adibito ad uso abitativo e lo stesso vi risiede anagraficamente…

Successivamente all’entrata in vigore del decreto, sorgevano dubbi sull’applicazione di tale norma tant’è che, con una direttiva del 1° luglio 2013, Equitalia chiedeva lumi sull’applicazione retroattiva o meno di tale norma.

Interveniva così  il MEF che, in risposta ad una question time in commissione finanze alla camera, chiariva che la norma non era retroattiva; pertanto, alle espropriazioni avviate prima del 21 giugno 2013 (data di entrata in vigore del decreto del fare) non si poteva applicare la norma sull’impignorabilità della prima casa.

Gli Ermellini hanno invece affermato che la norma del Decreto del fare è retroattiva e, pertanto, deve essere applicata anche ai procedimenti espropriativi anteriori al 21 giugno 2013, nei quali quindi equitalia non può pignorare la prima casa.

Secondo la Suprema Corte, dall’espressione usata nell’art.52 ”non dà corso all’espropriazione”, si evince la volontà del legislatore di voler evitare il risultato tipico del processo esecutivo immobiliare, vale a dire la perdita, in capo al debitore esecutato, dell’unica casa di sua proprietà, nella quale abbia la residenza”.

Inoltre, “dal momento che la norma disciplina il processo esecutivo esattoriale immobiliare, e non introduce un’ipotesi di impignorabilità “sopravvenuta” del suo oggetto, la mancanza di una disposizione transitoria comporta che debba essere applicato il principio per il quale, nel caso le leggi processuali si succedano nel tempo, ove il legislatore non abbia diversamente disposto, la nuova norma disciplina non solo i processi iniziati successivamente alla sua entrata in vigore ma anche i singoli atti, ad essa successivamente compiuti”.

Sulla base di ciò, la Suprema Corte afferma sembra ombra di dubbio che, “qualora sia stato eseguito il pignoramento immobiliare mediante la trascrizione e la notifica dell’avviso di vendita ed il processo sia ancora pendente alla data del 21 agosto 2013.. l’azione esecutiva non può più proseguire e la trascrizione del pignoramento va cancellata, su ordine del giudice dell’esecuzione o per iniziativa dell’agente della riscossione, se l’espropriazione ha ad oggetto l’unico immobile di proprietà del debitore, che non sia bene di lusso e sia destinato ad abitazione del debitore, il quale ivi abbia la propria residenza anagrafica”.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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