Esperto risponde, contratto a progetto e Jobs Act

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Un animatore socio-culturale si rivolge alla rubrica Esperto Risponde per sapere se il co.co.pro. o contratto a progetto rientri nel Jobs Act

Egregio Avvocato, mi rivolgo a lei per il mio problema: io sono un’ animatore socio-culturale. Nel 20/6/2013 ho stipulato un contratto di lavoro di collaborazione a progetto con scadenza il 19/6/2014 da un’associazione finanziata dal comune di Palermo.

Data la legge approvata da Renzi riguardante il decreto legge 34/2014, il cosiddetto Jobs Act, posso avere speranza di proroga?? Se si mi dice come posso intervenire?? Dato quello che mi dice il presidente dell’ associazione lui non tiene nessun vincolo nel tenermi al lavoro e finendo il progetto del comune io tornerei
disoccupata 🙁 .

La ringrazio, confido in lei in una risposta grazie di cuore.

Gentile sig.ra Ivana,

il c.d. “Jobs act” varato da Renzi, introduce importanti novità per i contratti a termine e per l’apprendistato. Nulla ridetermina sui contratti a progetto che invece hanno subito l’ultima modifica dal Decreto n. 76/2013 convertito in Legge n. 99/2013.

Tra l’altro il contratto a progetto di per sè prevede che il rapporto collaborativo si concluda a progetto concluso, senza alcuna possibilità di proroga.

Si può analizzare, invece, il rapporto lavorativo prestato e verificare che si sia effettivamente trattato di una collaborazione a progetto e non di un lavoro subordinato “mascherato”.

Se l’attività del collaboratore a progetto è analoga a quella svolta dai colleghi lavoratori dipendenti, va considerata un rapporto di lavoro subordinato a tutti gli effetti sin dall’inizio del rapporto lavorativo.

Se si tratta di un datore di lavoro soggetto privato – nel suo caso sarebbe da approfondire proprio questo aspetto – potrebbe anche chiedere la conversione in contratto a tempo indeterminato.

In ogni caso, il compenso dei collaboratori a progetto non può essere inferiore ai minimi stabiliti per ciascun settore di attività sulla base dei minimi salariali applicati nel settore medesimo alle mansioni equiparabili svolte dai lavoratori subordinati. come previsto dal contratto collettivo di riferimento.

In assenza di contrattazione collettiva specifica, il compenso non può essere inferiore, a parità di estensione temporale dell’attività oggetto della prestazione, alle retribuzioni minime applicate nel settore di riferimento alle figure con competenza ed esperienza analoga.

Quindi potrebbe richiedere, quantomeno, le eventuali differenze retributive maturate e non percepite.
Saluti.

Cordiali saluti.
Avv. Pietro Cotellessa
Sito personale: http://www.pietrocotellessa.it/
Tel.: 0872712910 – Fax: 0872709920

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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