Divieto di fumo nei luoghi di lavoro e politiche aziendali

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento


L'esperto risponde sul divieto di fumo nei luoghi di lavoro o di uscire fuori dall'azienda per fumare durante la pausa

Spett.le Avvocato buonasera, innanzitutto spero di contattarla nel modo corretto.

Vorrei alcune delucidazioni, se possibile, sul divieto di fumo nei luoghi di lavoro e su un caso in particolare:

  • E’ possibile negare a un proprio dipendente il diritto di recarsi a fumare o comunque uscire dalle mura lavorative durante la propria pausa?  (aggiungo che questo “eventuale diritto negato” viene giustificato da parte del dirigente con il fatto di essere una società No Smoke)
  • e in caso fosse lecito è corretto ricevere una lettera di richiamo dopo la prima volta che si viene ripresi per il comportamento sopra citato?

Sinteticamente è ciò che è successo alla mia fidanzata e aggiungo che lavora come commessa in un negozio di abbigliamento quindi a mio modesto parere non in un luogo dove esiste rischio di contaminazioni o l’uso di fiamme libere (anche se ovviamente all’aperto) potrebbe creare un pericolo.

Rimango a disposizione per eventuali altre informazioni necessarie in merito al quesito.

Nel ringraziarla colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti.

Gentile Andrea,

l’azienda in cui lavora la sua fidanzata ha tutto il diritto di impedire l’uscita delle proprie dipendenti durante l’orario di lavoro dal perimetro aziendale, per questioni di sicurezza. In alcune realtà si tollera l’uscita, ma non è la regola.

Cosa ben diversa se la dipendente fosse in possesso di un badge e quindi potesse timbrare l’uscita e la relativa entrata, tutto quello che potrebbe succedere durante l’uscita non coinvolgerebbe il datore di lavoro, diversamente resterebbe coinvolto.

Il divieto di fumo nei luoghi di lavoro è sancito dalla Legge n. 3/2003.

Cordiali saluti.
Avv. Pietro Cotellessa

Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bologna nel 2000. Dal 2005 è convenzionato con primaria Organizzazione Sindacale presso la quale svolge attività di consulenza. Nel 2007 consegue il Master di II° livello in « Diritto e Processo del Lavoro » presso l’Università La Sapienza di Roma. Convenzionato con l'avvocatura INPS e INAIL dal 2011 al 2013. Attento alla formazione ed all’aggiornamento professionale, ha frequentato diversi corsi di specializzazione soprattutto in ambito giuslavoristico. Svolge l’attività di avvocato su tutto il territorio nazionale.

Altri articoli interessanti

  • Angela

    Buongiorno,ho bisogno se qualcuno può aiutarmi , mio marito è stato assunto il 1 maggio 2014 con contratto intermittente fino al 1 novembre 2014, preciso che non ha mai ricevuto chiamate e che lavora tutto il mese ma la busta paga risulta di 3 giorni lavorativi o massimo di 10 giorni . Per arrivare al compenso mensile gli mette come voce in busta rimborso spese e il resto in nero. Volevo sapere se potevo fare qualcosa come prova ha i dischi del camion.
    Grazie Angela