Guida al recupero crediti di lavoro – Prima parte

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Guida al recupero crediti di lavoro, strutturata in Domande e Risposte più frequenti a cura dell'Avv. Pietro Cotellessa

Per la sua rubrica Esperto Risponde, oggi vorrei proporre una piccola guida al recupero crediti di lavoro, strutturata in Domande e Risposte più frequenti (F.A.Q. ovvero Frequently asked questions). La guida è composta complessivamente di 12 domande e risposte e per comodità di lettura sarà divisa in due parti.

Di solito quando il lavoratore arriva a rivolgersi all’avvocato ci si trova a dover rispondere più o meno alle stesse domande. Ciò perché la disciplina legale si incardina su alcuni passaggi fondamentali del codice civile e le perplessità e i dubbi di coloro che si trovano a dover fronteggiare un insoluto, dipendono da pochi elementi costanti.

E’ ovvio che un’assistenza qualificata non può essere sostituita dalla semplice lettura della presente guida, i casi particolari sono infiniti. Ecco perchè affidarsi ad un avvocato del lavoro costituisce, quindi, certamente la soluzione più efficace.

Qui di seguito l’indice a questa prima parte della guida al recupero crediti di lavoro:

  1. Non mi pagano più lo stipendio/ho lasciato il lavoro da tempo senza aver percepito le ultime mensilità ed il tfr. devo aspettare?
  2. Ho la certezza che recupererò i miei soldi ?
  3. Cosa devo fare?
  4. Quanto tempo occorre?
  5. Cos’è il decreto ingiuntivo?
  6. E se le buste paga non mi sono state consegnate?

1. NON MI PAGANO PIU’ LO STIPENDIO / HO LASCIATO IL LAVORO DA TEMPO SENZA AVER PERCEPITO LE ULTIME MENSILITA’ ED IL TFR. DEVO ASPETTARE?

In questi casi quello che conta è l’essere tempestivi e non confidare nella buona volontà altrui perché il ritardo nella tutela dei propri diritti potrebbe portare gravi pregiudizi. Spesso solo i creditori più attivi riescono ad ottenere il pagamento del dovuto. Questo accade perché quando un’azienda collassa non c’è sufficiente patrimonio per accontentare tutti i creditori.

In tale frangente si deve perciò scegliere se vogliamo essere fra quelli che saranno pagati o se ci accontentiamo di restare fra quelli che aspettano che succeda qualcosa.

Aspettare troppo può allora voler significare che l’azienda è passata dallo stato di crisi al collasso e non c’è più altro da fare che proporre istanza di ammissione al passivo fallimentare e presentare la domanda di erogazione da inoltrare al fondo di garanzia dell’INPS.

2. HO LA CERTEZZA CHE RECUPERERO’ I MIEI SOLDI ?

Ciascun caso dovrà essere sottoposto ad un attento screening preventivo circa la possibilità di un effettivo recupero delle somme dovute, dopo una prima verifica presso le banche dati informative (CCIAA, Registro Protesti, Registro Beni Immobiliari, PRA etc.). In ogni caso, come ultima possibilità, rimane il Fondo Garanzia INPS.

3. COSA DEVO FARE?

Di solito si tenta prima un recupero stragiudiziale con una possibile, ma non indispensabile, intimazione di pagamento a mezzo lettera raccomandata. In difetto di riscontro positivo alla diffida inviata seguirà la fase giudiziale con il ricorso al Giudice del Lavoro e, successivamente, quella dell’esecuzione forzata avanti il Giudice dell’Esecuzione.

Il passaggio alla fase giudiziale comporta necessariamente il rivolgersi al Tribunale del Lavoro, ovvero alla sezione specializzata presente presso ogni sede principale di Tribunale Circondariale. Il Tribunale competente è in linea di massima quello del luogo ove si è svolto il rapporto di lavoro, dove questo è cessato o quello del luogo ove ha sede il soggetto datoriale.

4. QUANTO TEMPO OCCORRE?

Per i lavoratori l’accesso alla giustizia è facilitato dalla previsione da parte del legislatore della possibilità di ottenere un decreto ingiuntivo su cedolino (art. 633 c.p.c.). E’ infatti previsto che chi vanta un credito fondato su prove documentali (la busta paga è ritenuta tale) può usufruire di una procedura speciale che consente di ottenere in poco tempo l’emissione da parte del giudice di un ordine di ingiunzione nei confronti del datore di lavoro per il pagamento immediato di un importo pari alle somme indicate nella busta paga maggiorate di interessi e spese.

5. COS’E’ IL DECRETO INGIUNTIVO?

L’emissione del decreto ingiuntivo non avviene in contraddittorio (non si tratta di una lunga causa) e il datore di lavoro può dire la sua solo dopo la sua comunicazione (a mezzo notifica). Per ottenere il provvedimento del Giudice favorevole al dipendente è necessario depositare un ricorso per decreto ingiuntivo con allegato il cedolino paga non saldato.

6. E SE LE BUSTE PAGA NON MI SONO STATE CONSEGNATE?

Molto spesso accade che il datore di lavoro non consegni tutte le buste paga e, magari, ometta proprio l’ultima che contiene anche il computo del TFR e delle altre competenze di fine rapporto.

In tale caso non ci si deve però arrendere: la stessa ingiunzione si può anche richiedere per la consegna dei cedolini mancanti oppure si possono presentare dei conteggi.

Il Giudice, verificata l’esistenza del rapporto di lavoro intercorso, emetterà decreto d’ingiunzione con l’ordine di consegnare le buste mancanti o le somme derivanti dal conteggio prodotto.

Basterà in tal caso allegare al ricorso la lettera di assunzione, le precedenti buste paga, i CUD e ogni altro documento proveniente dal datore di lavoro.

Avv. Pietro Cotellessa

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Sull'Autore

Si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Bologna nel 2000. Dal 2005 è convenzionato con primaria Organizzazione Sindacale presso la quale svolge attività di consulenza. Nel 2007 consegue il Master di II° livello in « Diritto e Processo del Lavoro » presso l’Università La Sapienza di Roma. Convenzionato con l'avvocatura INPS e INAIL dal 2011 al 2013. Attento alla formazione ed all’aggiornamento professionale, ha frequentato diversi corsi di specializzazione soprattutto in ambito giuslavoristico. Svolge l’attività di avvocato su tutto il territorio nazionale.

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  • Carla Binci

    se è pur vero che non è semplice rispondere a tante domande in materia di recupero credito di lavoro , ritengo che le risposte date dal Legale non siano del tutto precise ; forse c’è troppa ansia di dire tutto ma senza dare un percorso univoco e chiaro per l’effettivo recupero sia nell’uso dei mezzi exstragiudiziali sia nell’uso dei mezzi giudiziali

    • ciao Carla sicuramente non si tratta di una guida approfondita, l’avv. Pietro Cotellessa ha tenuto a precisarlo dall’inizio e del resto la mini guida è sotto forma di F.A.Q. ovvero domande più frequenti. Comunque anche spiegando dettagliatamente la materia un lavoratore ha in ogni caso bisogno di un legale o di un sindacato per recuperare un credito, quindi questa di sopra vuole essere solo un primo indirizzo per togliere qualche dubbio in merito ai tanti lavoratori in questa situazione molto dura, che ahimé ho sperimentato anche io sulla mia pelle.