Commissione europea: piano per il rilancio dell'imprenditorialità

Piano presentato dalla Commissione Europea per il rilancio dell'imprenditorialità in Europa.

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La Commissione Europea, nei giorni scorsi, ha presentato un piano d’azione per incoraggiare lo sviluppo dell’imprenditorialità in Europa. Un settore, quello dell’imprenditoria, ove l’Europa è molto indietro rispetto ad altri paesi. Solo l’11% degli europei sono imprenditori, mentre il 40% circa vorrebbe avere un lavoro autonomo. In confronto, negli USA e in Cina più della metà della popolazione vorrebbe lavorare in proprio.

Le misure proposte dalla Commissione, faranno crescere nuove generazioni di imprenditori e aiuteranno giovani, donne, anziani, migranti e disoccupati a creare nuove imprese. Gli imprenditori creano occupazione. Dirigono molte delle piccole start-up che ogni anno creano 4 milioni di nuovi posti di lavoro in Europa.

Diverse le priorità individuate nel piano dell’UE:

  • migliorare l’accesso ai finanziamenti, creare un mercato europeo per i piccoli crediti, semplificare la fiscalità sugli investimenti diretti privati;
  • includere la formazione all’imprenditorialità e tirocini nei programmi scolastici: i giovani dovrebbero avere fatto almeno un’esperienza imprenditoriale prima di completare la scuola secondaria;
  • ridurre i tempi richiesti per creare un’impresa e ottenere le licenze e autorizzazioni necessarie;
  • istituire programmi di tutoraggio, consulenza e sostegno per donne, anziani, migranti, disoccupati e altri imprenditori potenziali;
  • fornire alle start-up formazioni e consulenze in materia di gestione, creazione di reti con controparti commerciali, fornitori e clienti potenziali;
  • assistere le nuove imprese che operano su Internet eliminando gli ostacoli alle vendite transfrontaliere online;
  • snellire le procedure per avviare, cedere, trasmettere o riavviare un’azienda;
  • aiutare le nuove imprese a superare problemi finanziari temporanei e offrire agli imprenditori onesti un’altra possibilità dopo il fallimento – il “secondo tentativo” ha più successo.

Per realizzare questo piano d’azione, la Commissione lavorerà in stretta collaborazione con i governi nazionali, le organizzazioni imprenditoriali e gli altri soggetti interessati per delineare un piano di attuazione delle proposte.

La situazione per gli imprenditori è estremamente diversa nei vari paesi europei. Condividere le buone pratiche e coordinare gli sforzi può essere più utile che lavorare individualmente a soluzioni in ciascun paese.

Spero che in Italia si riesca a dare concreta attuazione al piano UE, che mi sembra essere già un eccellente punto di partenza; Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno!

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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