Fatturazione elettronica anche per i forfettari dal 2022: sì dalla Commissione UE

L'obbligo di fattura elettronica sarà prorogato fino al 2024, possibile estensione anche ai contribuenti forfettari. Scopri le novità


Dal 2022 la fatturazione elettronica cambia. L’Italia è stata autorizzata dall’Unione europea a proseguire con l’obbligo di fattura elettronica B2B fino al 2024 e ad allargare l’ambito dei soggetti obbligati. Sempre dal 2022, l’esterometro andrà già in pensione.

I dati delle operazioni con i soggetti non residenti nel territorio italiano dovranno essere inviati tramite il Sistema di interscambio. Lo stesso sistema attraverso il quale viaggiano le fatture elettroniche.

Ecco tutte le novità che entreranno o potrebbero entrare in vigore già dal prossimo 1° gennaio 2022.

Fattura elettronica B2B: la situazione attuale

Dal 1° gennaio 2019, l’Italia ha introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica sia nei rapporti tra soggetti business (B2B), sia nelle transazioni commerciali tra soggetto business e privati (B2c). Il formato elettronico non ha cambiato le regole sulla fatturazione delle operazioni. Nel senso che rimangono ancora in essere quelle previsioni normativa in base alle quali l’operazione può non essere documentata da fattura. Basti pensare al commercio al dettaglio per il quale è sufficiente l’emissione di una documento commerciale. Salvo che il cliente non richieda espressamente la fattura. Il Documento commerciale che ha preso il posto dello scontrino fiscale, con l’introduzione dell’obbligo di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei corrispettivi.

Ad ogni modo, niente fattura anche per le operazioni riferite al commercio di quotidiani, periodici e libri ecc.

Addirittura, i  “piccoli produttori agricoli” (di cui all’art. 34, comma 6, del Dpr n. 633/1972), sono  esonerati per legge dall’emissione di fatture. Anche prima dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica. In tali casi è il cedente a dover emettere fattura per documentare l’operazione.

E-fattura: oggetti esonerati e divieto di emissione della fattura elettronica

Per gli operatori sanitari  vi è il divieto di emissione della fattura elettronica. Qui il Garante della privacy, ha posto il veto, considerato la sensibilità dei dati che sono inseriti in fattura.

Il divieto potrebbe essere esteso anche al 2022.

Dal prossimo anno le novità potrebbero essere diverse. Anche in merito ai soggetti esentati dalla fattura elettronica.

Ad oggi sono esentati i seguenti soggetti:

  • contribuenti in regime forfettario; ex legge 190/2014;
  • contribuenti in regime di vantaggio, ex D.L. 98/2011;
  • associazioni sportive ossia i soggetti passivi che hanno esercitato l’opzione per il regime agevolato di cui agli articoli 1 e 2 della legge 16 dicembre 1991, n. 398, che nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a euro 65.000.

Sono esonerati tutti coloro i quali, in forza di varie disposizioni normative, possono avvalersi della legge n. 398 del 1991. Si veda a tal proposito la circolare, Agenzia delle entrate, n°14/2019.

Fatta tale doverosa ricostruzione, vediamo quali novità ci riserverà il 2022.

Fattura elettronica 2022: tutte le novità

Dal 2022 la fatturazione elettronica cambia. L’Italia è stata autorizzata dall’Unione europea a confermare l’obbligo di fatturazione elettronica e ad allargare l’ambito dei soggetti obbligati al formato elettronico.

Nello specifico, l’autorizzazione con la quale l’Italia ha ottenuto l’ok introdurre l’obbligo di fatturazione elettronica scade il 31 dicembre 2021.

Da qui, l’Italia ha fatto esplicita richiesta di proroga fino al 31 dicembre 2024. Inoltre, l’Italia ha chiesto di estendere l’obbligo anche a coloro che tecnicamente sono definiti quali beneficiari della della franchigia delle piccole imprese. Rientrano in tale casistica i contribuenti in regime forfettario nonchè quelli in regime di vantaggio.

Da qui, nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea è stata pubblicata la Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio recante modifica della decisione di esecuzione (UE) 2018/593 per quanto riguarda la durata e l’ambito di applicazione della deroga agli articoli 218 e 232 della direttiva 2006/112/CE.

Ottenuta la prima autorizzazione, la parola passa ora al Consiglio Europeo.

Fattura elettronica obbligatoria per i forfettari

In sintesi, l’obbligo di fatturazione elettronica potrebbe essere esteso anche ai contribuenti in regime forfettario e a quelli in regine di vantaggio.

Contribuenti per i quali, con la a decisione di esecuzione n. 2020/647/UE,  l’Italia, è stata autorizzata, in deroga, ad esentare dall’Iva gli operatori con volume d’affari fino a 65.000 euro (decisione di esecuzione n. 2020/647/UE). In deroga rispetto all’art. 285 della Direttiva n. 2006/112/CE, c.d direttiva Iva.

Proroga fatturazione elettronica B2B fino al 2024

Nella richiesta di proroga inviata dall’Italia all’Unione Europea, sono evidenziate le ragioni alla base della richiesta. In primis, la fatturazione elettronica permette di avere una maggior controllo sulle operazioni poste in essere nei rapporti commerciali. L’impatto sull’attività di recupero del Fisco è stato piuttosto rilevante.

Nella documento inviato dall’Italia si legge che:

l’attuazione della fatturazione elettronica obbligatoria ha migliorato il rispetto degli obblighi IVA di circa due miliardi di EUR. Essa ha inoltre consentito di incamerare 580 milioni di EUR supplementari indirettamente legati a entrate aggiuntive ottenute mediante la riscossione delle imposte dirette. Nel 2019 sono stati recuperati ulteriori 945 milioni di EUR mediante azioni intese a identificare e bloccare crediti IVA falsi. L’uso dei dati della fatturazione elettronica per l’intero 2019 si è altresì rivelato essenziale per individuare i soggetti passivi che non soddisfano i requisiti di “esportatore abituale” (oltre 1,3 miliardi di EUR di massimali falsi dichiarati). Infine le informazioni ottenute hanno consentito di identificare le imprese coinvolte in meccanismi di frode intraunionale messi in atto fra gli ultimi mesi del 2019 e il 2020, sulla base di flussi di fatturazione per operazioni inesistenti per un importo di circa un miliardo di EUR.

L’obiettivo è quello di rendere più efficiente il contrasto alle frodi e l’evasione Iva.

Abolizione esterometro

Dal 1° gennaio 2022, l’esterometro va in pensione. Infatti, la Legge N° 178/2020, Legge di bilancio 2021 ne ha previsto l’abrogazione. I dati delle operazioni con i soggetti non residenti o non stabiliti nel territorio italiano dovranno essere inviati tramite il Sistema di interscambio.

Lo stesso sistema attraverso il quale viaggiano le fatture elettroniche. Per l’omessa o errata trasmissione dei dati, è prevista una sanzione di 2 euro per ciascuna fattura (entro il limite di 400 euro mensili), ridotta alla metà (con tetto di 200 euro mensili) se l’invio avviene nei 15 giorni successivi alla scadenza ovvero se, nello stesso termine, viene effettuata la trasmissione corretta dei dati.

L’invio dei dati sarà possibile grazie alle specifiche tecniche, versione 1.7. Utilizzabili dal 1° gennaio 2022.

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