Interpello Agenzia delle Entrate: aggiornati gli indirizzi a cui inviare l’istanza

L'Interpello Agenzia delle Entrate è uno strumento che serve per risolvere un dubbio in merito all’interpretazione, applicazione o disapplicazione di una norma fiscale. L’istanza di interpello va presentata direttamente all’Agenzia che ha aggiornato gli indirizzi telematici per la presentazione via PEC.

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Svolgere attività e operazioni che riguardano il Fisco possono causare molto spesso dubbi e perplessità in merito alla corretta applicazione o interpretazione di una norma. Per questo l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti uno strumento molto importante che è l’interpello.

In merito le Entrate, con un comunicato stampa datato 12 aprile 2018, hanno aggiornato gli indirizzi telematici a cui inviare le richieste di interpello. Prima di entrare nei dettagli delle ultime novità previste dall’Agenzia, è opportuno precisare alcune nozioni. Innanzitutto cos’è l’interpello Agenzia delle Entrate? Quante e quali tipologie di interpello esistono? A cosa serve? Cosa deve contenere l’istanza di interpello? Come si presenta l’istanza? Rispondiamo a queste domande e poi entriamo nello specifico dell’ultimo aggiornamento in merito dato dall’Agenzia delle Entrate.

Interpello Agenzia delle Entrate: cos’è e quante tipologie vi sono

Prima di attuare un comportamento fiscalmente rilevante, per ottenere chiarimenti in relazione a un caso concreto e personale in merito all’interpretazione, applicazione o disapplicazione di norme di legge di varia natura relative a tributi erariali, il contribuente può presentare proprio l’interpello, ovvero una precisa istanza che viene rivolta direttamente all’Agenzia delle Entrate. L’Amministrazione finanziaria ha previsto cinque diverse tipologie di interpello:

  1. ordinario
  2. probatorio
  3. anti-abuso
  4. disapplicativo
  5. sui nuovi investimenti

Interpello ordinario

Con il primo, l’interpello ordinario il contribuente ha facoltà di chiedere un parere in merito all’applicazione delle disposizioni tributarie di incerta interpretazione che riguardano un caso concreto e personale. Inoltre con questo interpello si possono chiedere chiarimenti in merito alla corretta qualificazione di fattispecie che risulti incerta.

Interpello probatorio

L’interpello probatorio permette invece al contribuente di chiedere un parere in merito alla sussistenza o meno delle condizioni o all’idoneità degli elementi di prova chiesti dalla legge per accedere a determinati regimi fiscali nei casi espressamente previsti. Ad esempio l’interpello relativo a partecipazioni acquisite per il recupero di crediti bancari disciplinato all’articolo 113 del Testo Unico sulle Imposte sui Redditi, le istanze presentate dalle società “non operative” e quelle previste ai fini della spettanza del beneficio ACE.

Interpello anti-abuso

Con l’interpello anti-abuso invece il contribuente può  acquisire un parere in merito all’abusività di un’operazione ai fini delle imposte sui redditi e per qualsiasi altro settore impositivo.

Interpello disapplicativo e sui nuovi investimenti

Le ultime due tipologie di interpello sono disapplicativo che permette di ottenere la disapplicazione di norme che per evitare condotte elusive limitano crediti di imposta, detrazioni e deduzioni, fornendo la dimostrazione che certi effetti elusivi non possono verificarsi. Infine con l’interpello sui nuovi investimenti gli investitori, italiani o stranieri, possono  chiedere un parere in merito al trattamento tributario applicabile a importanti investimenti con valore non inferiore a 30 milioni di euro e con rilevanti e durature ricadute occupazionali, effettuati in Italia.

Istanza di interpello Agenzia delle Entrate: cosa contiene e come presentarla

Nell’istanza d’interpello Agenzia delle Entrate devono essere presenti una serie di elementi che sono:

  • dati identificativi del contribuente (codice fiscale)
  • indicazione della tipologia di interpello
  • esposizione della situazione concreta che ha generato il dubbio
  • norme di legge di cui si chiede interpretazione, applicazione o disapplicazione
  • indicazione dei recapiti a cui ricevere la risposta
  • soluzione interpretativa proposta dal contribuente
  • sottoscrizione dell’istante o del suo legale rappresentante.

L’istanza di interpello può essere presentata seguendo tre diverse modalità alternative:

  1. a mano
  2. spedita a mezzo plico raccomandato con avviso ricevimento
  3. per via telematica.

Istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate: indirizzi utili

Se l’istanza di interpello è redatta in carta libera, non è soggetta al pagamento dell’imposta di bollo. Pertanto in tal caso deve essere indirizzata:

  • nel caso di tributi erariali alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate competente in base al domicilio fiscale dell’istante
  • nel caso di tributi riguardanti l’imposta ipotecaria dovuta per atti diversi da quelli di trasferimento, tasse ipotecarie e tributi speciali catastali alla Direzione regionale nel cui ambito opera l’ufficio che risulta competente ad applicare la norma oggetto dell’interpello.

L’interpello presentato da Amministrazioni centrali dello Stato, Enti pubblici a rilevanza nazionale, soggetti non residenti nel territorio dello Stato e quelli con volume d’affari o ricavi non inferiori a 100 milioni di euro, la richiesta deve essere presentata alla Divisione Contribuenti.

Nel caso in cui si voglia presentare istanza di interpello per via telematica, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto gli indirizzi telematici – le PEC – a cui inviare le richieste.

Questi gli indirizzi Agenzia Entrate.

Per le Amministrazioni e gli Enti che vogliano presentare istanza di interpello alla Divisione Contribuenti dell’Agenzia delle Entrate, la presentazione può avvenire tramite:

  • consegna a mano dal lunedì al venerdì, dalle 9:30 alle 13:00, in via Cristoforo Colombo, 426 c/d – 00145 Roma
  • spedizione a mezzo plico raccomandato con avviso di ricevimento (all’indirizzo via Cristoforo Colombo 426 c/d 00145 Roma)
  • Pec (interpello@pec.agenziaentrate.it)

Infine per i soggetti che si trovano in regime di cooperative compliance, gli interpelli devono essere presentati all’Ufficio Adempimento Collaborativo della Divisione Contribuenti – Direzione Centrale Grandi Contribuenti, tramite:

  • Pec all’indirizzo acc.cooperative@pec.agenziaentrate.it
  • mail all’indirizzo dc.acc.ucc@agenziaentrate.it per i soggetti non residenti privi di Pec
  • consegna a mano o spedizione a mezzo plico raccomandato con avviso di ricevimento.
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