Saldo Iva in scadenza il 16 marzo il versamento senza maggiorazioni

In scadenza il 16 marzo 2018 il termine per procedere con il versamento del saldo IVA che risulta dalla dichiarazione annuale per il periodo d’imposta 2017. L’imposta va versata nel caso in cui l’importo sia superiore a 10 euro.

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +

Oggi, venerdì 16 marzo 2018, è l’ultimo giorno utile per pagare il saldo Iva che risulta dalla dichiarazione annuale per il 2017, senza interessi né maggiorazioni. Ma cos’è questa scadenza? Chi riguarda? Come adempiervi? E cosa accade se non si rispetta questo termine?

La scadenza del versamento dell’Iva a saldo grava in capo ai soggetti passivi IVA che presentano la relativa dichiarazione annuale in cui risulta dovuta l’imposta per l’anno solare precedente. Ogni anno infatti deve essere versata l’Imposta sul valore aggiunto dovuta in base alla dichiarazione annuale entro il termine del 16 marzo sempre che il relativo importo superi 10 euro.

È possibile pagare l’importo dovuto in un’unica soluzione oppure a rate. In quest’ultimo caso, le rate vanno versate entro il giorno 16 di ciascun mese di scadenza. In ogni caso l’ultima rata non può essere versata oltre il 16 novembre.

Così l’imposta relativa all’anno d’imposta 2017 che risulta dalla dichiarazione IVA annuale va versata entro il 16 marzo 2018. Sempre qualora il relativo importo sia superiore a 10,33 euro (10 euro per effetto degli arrotondamenti effettuati in dichiarazione). Così sintetizzando in caso di pagamento rateale:

  • le rate devono essere di pari importo;
  • la prima rata deve essere versata entro il 16 marzo 2018;
  • le rate successive alla prima devono essere versate entro il giorno 16 di ciascun mese di scadenza ed in ogni caso l’ultima rata non può essere versata oltre il 16 novembre;
  • sull’importo delle rate successive alla prima è dovuto l’interesse fisso di rateizzazione pari allo 0,33% mensile; pertanto, la seconda rata deve essere aumentata dello 0,33%, la terza rata dello 0,66% e così via.

Saldo Iva: differimento del pagamento

I contribuenti possono anche differire il pagamento dell’IVA dovuta alla scadenza prevista per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi, fissata quest’anno (salvo proroghe) al 30 giugno, con la maggiorazione dello 0,40% a titolo d’interesse per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo. Inoltre è possibile avvalersi di un ulteriore differimento della scadenza del saldo Iva. Cioè versando entro i trenta giorni successivi alla scadenza del termine previsto per il saldo delle imposte sui redditi e dell’Irap, ossia entro i trenta giorni successivi al 30 giugno 2018 (applicando sulla somma dovuta, al netto delle compensazioni, gli ulteriori interessi dello 0,40%). Quest’anno il 30 giugno cade di sabato e, quindi, il termine slitta al 2 luglio 2018.

Modalità di versamento

Il versamento del saldo Iva deve essere effettuato con modello F24 in modalità telematiche. Come ricorda l’Agenzia delle Entrate i modelli F24 che presentano un saldo finale pari a zero e quelli con utilizzo di crediti in compensazione orizzontale vanno presentati esclusivamente tramite i servizi “F24 web” o “F24 online” dell’Agenzia delle entrate, attraverso i canali Fisconline o Entratel, oppure rivolgendosi a un intermediario abilitato. Nelle altre ipotesi sono utilizzabili anche servizi di internet banking di banche, Poste italiane, agenti della riscossione e prestatori di servizi di pagamento.
Sul modello F24 vanno inseriti i seguenti codici tributo:

  • 6099;
  • 1668 in caso di rateizzazione per gli interessi.

Trattamento sanzionatorio

Chi non rispetta tale scadenza è soggetto all’applicazione di sanzioni di natura sia amministrativa sia penale. Così in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento del saldo Iva, è dovuta la sanzione amministrativa pari al 30% dell’importo non versato.

Qualora i versamenti vengano effettuati con un ritardo non superiore a novanta giorni, la sanzione è ridotta alla metà; quest’ultima, peraltro, per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni, e fatta salva l’applicazione del ravvedimento operoso, è ulteriormente ridotta a un importo pari a un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo.

Le sanzioni sono anche dal punto di vista penale visto che il contribuente inadempimenti è punito con la reclusione da sei mesi a due anni in caso di mancato versamento dell’Iva dovuta in base alla dichiarazione annuale, entro il termine per il versamento dell’acconto relativo al periodo d’imposta successivo (27 dicembre), per un ammontare superiore a 250 mila euro per ciascun periodo d’imposta.

Sintetizzando il contribuente deve:

  • individuare il saldo a debito che risulta dalla dichiarazione IVA annuale;
  • versare il saldo IVA ove risulti superiore a 10 euro con il modello F24 tramite modalità telematiche;
  • in caso di rateizzazione, l’ammontare va suddiviso in rate mensili di pari importo, da versare il giorno 16 di ogni mese, con decorrenza dal mese di marzo o dalla scadenza del termine per il versamento delle imposte sui redditi (30 giugno o 30 luglio). Le rate successive alla prima devono essere maggiorare dello 0,33% per ogni mese a titolo di interesse;
  • aggiungere la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo. Questo nel caso di versamento al 30 giugno o al 30 luglio.
Leggi l'informativa privacy ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679
Condividi.

Sull'Autore

Laureata in Giurisprudenza, è redattrice in ambito fiscale, previdenziale ed economico da quasi 10 anni. Ha collaborato con alcuni dei più noti e importanti siti on line di economia e finanza.

Altri articoli interessanti