Re:Re: malattia comporto inabilità licenziamento


Partecipante
claudiochekevar del #48384

DI nuovo, visto che il messaggio viene letto ma ancora nessuno ha risposto, aggiungo delle considerazioni:
😀 Le leggi (o i contratti collettivi) tutelano i disabili (invalidi meglio) e li avvantaggiano:
liste di collocamento, % obbligatorie degli assunti tra le categorie protette, pensione anticipata a 60 anni se la % di invalidità supera il 80% e comunque pensione anticipata se la percentuale di invalidità supera il 75%.Oltre a privilegio nell’assegnazione della sede (intrasferibilità precedenza nella turnazione dei piani ferie etc.)
😀 Le leggi (o i contratti collettivi) tutelano i casi di malattia del lavoratore con il diritto alla conservazione del posto stabilendo un certo periodo di comporto solo superato il quale si può procedere al licenziamento.
😈 ❓ 👿 😥 Stabilito questo, però, più il lavoratore diventa inabile, e più si assenta dal lavoro per motivi di salute, e, perchè no, più cerca di fare valere dei diritti quali l’assegnazione alla sede di lavoro più vicina alla propria residenza, PIU’ SI CREA PER L’AZIENDA UN MOTIVO SEMPRE PIU’ VALIDO per motivare il licenziamento (eventuale ma possibile) per venuta meno della sinallagmaticità del contratto di lavoro ovvero venir meno degli impegni contrattuali di una delle due parti: la prestazione del lavoratore.
Almeno nel pubblico impiego si addiviene alla acquisizione del diritto alla pensione (mi sembra con 15 anni di servizio) nel privato con 22 anni di servizio e con 48 anni di età se stai bene o se stai male devi andare al lavoro, e se sei, come nel mio caso invalido e handicappato (legge 104) ancora peggio.E se ti aggravi non ti resta che accendere un cero ………….. e pregare di non stare ancora peggio …….. Chi lo porta il pane ai miei figli?? scusate ………..ho trasceso……
Desidererei il parere di un esperto ….