Contratto di solidarietà: l’indennità all’80 o al 60%?


  • Partecipante
    pozz del #44042

    A breve, nella mia azienda, di concerto con le OO.SS., verrà richiesto l’ammortizzatore sociale dei contratti di solidarietà.

    I sindacati, durante una assemblea, ci hanno parlato di una indennità di solidarietà pari all’80% delle ore di riduzione (quindi non lavorate), io invece continuo a trovare il riferimento al 60%. Sembra che l’indennità all’80% sia stata una sperimentazione “straordinaria” per il 2009/2010, prorogata, con la finanziaria 2011, anche per tutto il 2011.

    Ma cosa si dice per l’anno 2012, quando plausibilmente partiranno i contratti di solidarietà nella mi azienda?

    Se fosse al 60%, sarebbe più conveniente una cassa integrazione straordinaria che, invece, paga una indennità all’80%?


    Partecipante
    gabrieledagostino del #45638

    Le OO.SS direi che hanno svolto un ottimo lavoro questo per evitare l’immessa dei lavoratori in CIGS,che vorrebbe a dire in futuro se non attuando un programma di risanamento,e di rilancio aziendale,la messa in mobilità dei lavoratori.
    Andiamo a noi, l’importo corrispondente ai contratti di solidarietà in via sperimentale,l’aliquota del trattamento di integrazione salariale per i contratti di solidarietà è elevata dal 60% al 80% lo regolamenta la legge n.102/2009,l’incremento sarà applicato fino al 31 dicembre 2011 nei limiti delle risorse assegnate, art.1 legge n. 220/2010;
    Il beneficio dei contratti di solidarietà può essere utilizzato fino ad un massimo di due anni.
    Spero di esserti stato d’aiuto.


    Partecipante
    pozz del #45639

    @gabrieledagostino wrote:

    Le OO.SS direi che hanno svolto un ottimo lavoro questo per evitare l’immessa dei lavoratori in CIGS,che vorrebbe a dire in futuro se non attuando un programma di risanamento,e di rilancio aziendale,la messa in mobilità dei lavoratori.

    Tecnicamente la mobilità può essere richiesta senza passare per la CIGS? Sembra che, prima della solidarietà, vogliano proprio sfruttarla per alcuni dipendenti che si sono mostrati d’accordo (soprattutto chi è sull’orlo della pensione).

    Se è così, perchè dici che la CIGS è “pericolosa” perchè potrebbe portare ad una successiva mobilità?

    @gabrieledagostino wrote:

    Andiamo a noi, l’importo corrispondente ai contratti di solidarietà in via sperimentale,l’aliquota del trattamento di integrazione salariale per i contratti di solidarietà è elevata dal 60% al 80% lo regolamenta la legge n.102/2009,l’incremento sarà applicato fino al 31 dicembre 2011 nei limiti delle risorse assegnate, art.1 legge n. 220/2010;
    Il beneficio dei contratti di solidarietà può essere utilizzato fino ad un massimo di due anni.
    Spero di esserti stato d’aiuto.

    Questo vuol dire che, con le leggi attuali, una solidarietà che inizia a Gennaio 2012 pagherà una indennità pari al 60% e non all’80%, giusto?

    In quest’ottica e parlando soltanto in termini economici, a parità di riduzione d’orario (intorno al 25%), una CIGS è più conveniente (80%, con un tetto che non verrà raggiunto) rispetto ai contratti di solidarietà (60%, senza tetto massimo)?


    Amministratore del forum
    Antonio Maroscia del #45640

    Ciao Pozz, essere messi in mobilità significa essere licenziati… 😕

    Di solito il sindacato tende a scegliere la mobilità per chi è prossimo alla pensione, ma per tutti gli altri casi, è sempre meglio vagliare prima altre soluzioni e solo alla fine arrivare alla mobilità…


    Partecipante
    gabrieledagostino del #45641

    Si effettivamente se i contratti di solidarietà rientreranno con il nuovo anno l’importo è del 60%,però consideri una cosa questo ovviamente è volontà dell’azienda,ci sono due tipi di contratti di solidarietà,quelli difensivi e quelli espansivi,i primi,rientrano le imprese applicanti la CIGS che intendono ridurre l’orario di lavoro,al fine di evitare delle riduzioni di personale e stipulano a seguito con le oo.ss contratti di solidarietà,mentre quelli espansivi sono quelli che fanno capo alle aziende industriali che stipulano contratti di solidarietà per riduzione dell’orario di lavoro,ma questo ovviamente per avvantaggiare delle nuove assunzioni che l’azienda andrà a risparmiare sulle nuove assunzioni,quindi parliamo di un programma di risanamento e di avviamento a nuove assunzioni.
    Il discorso di Antonio,cioè la procedura di mobilità vale a dire essere licenziati quindi rientrare nel campo degli ammortizzatori sociali,ma questo ovviamente senza nessuna garanzia di rientrare in azienda.
    Un mio consiglio è rivolgerti alla sigla sindacale che ti ha rappresentato,che sicuramente avrà più notizie,e informazioni in merito alle intenzioni dell’azienda,se si guarda la vicenda da un punto di vista opportunistico,allora vale la pena accettare il contratto di solidarietà,se l’intento dell’azienda è quello di chiudere battenti,allora il mio consiglio è di rivedere la cosa,e di fare rischiesta della CIGS,dopodichè passate in mobilità alla fine della stessa,ma col vantaggio che possiate sfruttare gli ammortizzatori sociali in deroga.

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