Da chi arrivano i sodi per la Naspi?


  • Partecipante
    ergin76 del #55527

    Salve a tutti. Ho letto il forum e l’ho trovato molto interessante, spero possiate aiutarmi su un mio dubbio. Ho un contratto a tempo indeterminato con una cooperativa sociale ma, poichè non c’è più molto lavoro nella mia cooperativa e vista la possibilità di fare un dottorato di ricerca all’estero, ho parlato apertamente con il mio capo, amministratore unico della cooperativa, il quale mi ha detto che mi avrebbe licenziato per poter ottenere la Naspi. Premetto che i rapporti sono sempre stati idilliaci. Pochi giorni fa, però, mi ha comunicato che, in seguito ad un dialogo con il proprio commercialista, i toni sono cambiati, mi ha detto che dovrei decidere se essere io a licenziarmi, e rinunciare così alla Naspi, oppure proseguire con il licenziamento “concordato”, ottenere la Naspi, ma restituirgli i soldi che lui avrebbe dovuto versare per la mia Naspi. Quello che sto cercando di comprendere, e spero possiate aiutarmi, è: è effettivamente vero che sarebbe lui a dover versare i soldi per la mia Naspi? e se si, a quanto, in percentuale, dovrebbe ammontare questa cifra? Cioè, se, come credo, dovessi avere una Naspi per due anni di circa 700 euro al mese, per un totale quindi di circa 17000 euro, quale cifra dovrebbe versare lui? In generale, sapreste dirmi da dove arrivano i soldi per la Naspi? Ed infine, e qui non è facile, se è anche vero tutto e mi sta facendo una cortesia che, per i rapporti avuti fino ad oggi, non intendo certo non ricambiare ripagandolo dell’eventuale spesa per la mia Naspi,dal momento che lui sostiene che per quanto ci sia poco lavoro la scelta di andare via è mia perchè altrimenti lui mi terrebbe ancora, in termini di spesa, è proprio così vero che questo licenziamento “concordato” è per lui più una spesa di quanto non sarebbe tenermi? Avete suggerimenti su come comportarmi?

    Spero possiate aiutarmi a risolvere questi dubbi

    Cordiali saluti

    Marco


    Partecipante
    andrea68 del #55528

    Ogni qualvolta un lavoratore accede alle prestazioni della naspi
    il datore di lavoro che licenzia deve versare un contributo
    che si aggira all’incirca sui 1500 euro,il cosidetto contributo
    per il licenziamento ( ma non è cifra fissa ..)
    Non è che il datore finanzia la tua naspi o per lo meno lo fa in minima parte.
    E’ ovvio che se la decisione proviene da te lui non ha alcun interesse a licenziarti in quanto dovrebbe pagare .
    La risoluzione consensuale per dare diritto deve rientrare nell’ambito della procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro .
    Attento … i 700 euro ,ammesso che sia quello l’importo dell assegno a te spettante,
    viene ridotto del 3% a partire dal quarto mese in poi fino alla fine del diritto cioè
    il 3% in meno ogni mese.


    Partecipante
    ergin76 del #55529

    Grazie per la risposta chiara e chiarificatrice. Ne approfitto per chiedere un ultima cosa: poiché un caro amico e collega si troverà nella stessa situazione, ma con la differenza che nel suo caso il rapporto lavorativo si interromperebbe per la semplice scadenza del suo contratto di lavoro che è a tempo determinato, anche in questo caso il datore di lavoro, che è per l’appunto sempre lo stesso, dovrebbe versare un contributo? Ammonterebbe sempre alla stessa cifra indicativa di 1500 euro? Quali sono le differenze? Grazie


    Partecipante
    andrea68 del #55531

    No in quel caso non è dovuto .

    p.s i 1.469,85 euro sono l’importo massimo credo per 3 anni di lavoro
    ovviamente il tiket va riproporzionato al periodo lavorato.

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