Dimissioni volontarie o licenziamento per ottenere l`ASPI?

Pubblicato in: Argomenti vari


  • Partecipante
    giuliosperoni del #44926

    Sono un dipendente a tempo indeterminato.
    Vorrei dimettermi dal posto di lavoro per vari motivi che hanno portato a logorare i rapporti di lavoro, ma dovrei scegliere la giusta via perche` per motivi famigliari non posso permettermi assolutamente di perdere l`indennita` ASPI, in attesa di trovare un nuovo posto di lavoro.
    Iniziare una causa per mobbing sarebbe una strada troppo lunga… e mi ritrovo a dover prendere una decisione prima possibile.
    Dovrei scegliere tra tre possibilita`
    1)Vorrei dimettermi per giusta causa per la violazione degli obblighi in materia di sicurezza, dal momento che per intensi carichi di lavoro ho anche contratto una patologia. Non e` mai stata istituita una cartella clinica del mio stato di salute in servizio, pur essendo stato impiegato in pesanti turni di lavoro.
    2)Farmi licenziare per giustificato motivo soggettivo, non presentandomi al lavoro. Nella fase di procedura di licenziamento non impugnarlo.
    Avrei diritto all`AspI?
    3) Aspettare il superamento del periodo di comporto, sempreche`continui ad ottenere le relative certificazioni mediche fino alla scadenza…
    Sono in una difficile situazione psicologica e confido nella vostra esperienza e un vostro aiuto per prendere la decisione migliore..


    Partecipante
    spartacus del #48986

    La sua posizione è alquanto difficile. Dimettersi per giusta causa potrebbe andare anche bene ma se l’azienda dovesse impugnare la giusta causa si andrebbe verso un contenzioso nel quale sarà il lavoratore a dover dimostrare la giusta causa, il che non è facile. Essere licenziato per raggiunti limiti del periodo di comparto: anche qui potrebbero esistere dei problemi, l’azienda non è obbligata a licenziarti e rimarresti in uno stato di aspettativa senza retribuzione e senza indennità di malattia per raggiunti limiti di comparto. Non presentarsi al lavoro: ultimamente la legislazione ha istituito il principio che non presentarsi per un periodo di tempo equivale alle dimissioni. Come vedi una situazione ingarbugliata, l’unica è trovare un accordo con l’azienda che soddisfi entrambi. Sarebbe utile sentire un sindacato.


    Partecipante
    giuliosperoni del #48987

    @spartacus wrote:

    La sua posizione è alquanto difficile. Dimettersi per giusta causa potrebbe andare anche bene ma se l’azienda dovesse impugnare la giusta causa si andrebbe verso un contenzioso nel quale sarà il lavoratore a dover dimostrare la giusta causa, il che non è facile. Essere licenziato per raggiunti limiti del periodo di comparto: anche qui potrebbero esistere dei problemi, l’azienda non è obbligata a licenziarti e rimarresti in uno stato di aspettativa senza retribuzione e senza indennità di malattia per raggiunti limiti di comparto. Non presentarsi al lavoro: ultimamente la legislazione ha istituito il principio che non presentarsi per un periodo di tempo equivale alle dimissioni. Come vedi una situazione ingarbugliata, l’unica è trovare un accordo con l’azienda che soddisfi entrambi. Sarebbe utile sentire un sindacato.

    Grazie Spartacus per la risposta
    ma il punto 1
    1)Vorrei dimettermi per giusta causa per la violazione degli obblighi in materia di sicurezza, dal momento che per intensi carichi di lavoro ho anche contratto una patologia. Non e` mai stata istituita una cartella clinica del mio stato di salute in servizio, pur essendo stato impiegato in pesanti turni di lavoro.

    In tema di Sorveglianza Sanitaria ai sensi del`art 5 del D.Lgs 532/1999 stabilisce che ” i lavoratori notturni devono essere sottoposti a cure e spese del datore di lavoro a:

    – accertamenti preventivi volti a constatare l`assenza di controindicazioni al lavoro notturno a cui sono adibiti.
    – accertamenti periodici ogni due anni per controllare il loro stato di salute
    – accertamenti in caso di evidenti condizioni di salute incompatibili con il lavoro notturno.

    Sono stato sottoposto a turni anche di 18 ore consecutive se non addirittura 24 ore consecutive.

    Non e secondo te un valido motivo per richiedere le dimissioni per giusta causa?

    Oppure come ultima alternativa non mi rimane che sputare in faccia al datore di lavoro? :mrgreen:


    Partecipante
    spartacus del #48988

    Certamente che è un valido motivo se è dimostrabile.


    Partecipante
    giuliosperoni del #48989

    @spartacus wrote:

    Certamente che è un valido motivo se è dimostrabile.

    Grazie..

    Il fatto che non esista una cartella clinica archiviata a mio nome e` dimostrabile…di fatto non c`e`!Ho svolto lavoro notturno e molti straordinari negli anni scorsi!
    Ho valutato anche la possibilita che, che non avevo ancora esposto, di richiesta di dimissioni per ritardato, omesso, o mancato versamento di contributi INPS che ad oggi risultano ancora non versati.
    Mi sono accorto di questa mancanza (buco contributivo)anni fa e avevo chiesto al datore di lavoro(dimostrabile con email) di regolarizzare la mia posizione… cosa mai avvenuta. Sono passati anni e ad oggi non risultano ancora versati.
    Alla fine sono stato costretto a fare una denuncia di mancato versamento tramite un Patronato. I contributi comunque temo che siano caduti in prescizione(sono passati piu di 10 anni).

    Posso presentare anche questa motivazione quale motivo di dimissioni per giusta causa?


    Partecipante
    giuliosperoni del #48990

    @giuliosperoni wrote:

    @spartacus wrote:

    Certamente che è un valido motivo se è dimostrabile.

    Grazie..

    Il fatto che non esista una cartella clinica archiviata a mio nome e` dimostrabile…di fatto non c`e`!Ho svolto lavoro notturno e molti straordinari negli anni scorsi!
    Ho valutato anche la possibilita che, che non avevo ancora esposto, di richiesta di dimissioni per ritardato, omesso, o mancato versamento di contributi INPS che ad oggi risultano ancora non versati.
    Mi sono accorto di questa mancanza (buco contributivo)anni fa e avevo chiesto al datore di lavoro(dimostrabile con email) di regolarizzare la mia posizione… cosa mai avvenuta. Sono passati anni e ad oggi non risultano ancora versati.
    Alla fine sono stato costretto a fare una denuncia di mancato versamento tramite un Patronato. I contributi comunque temo che siano caduti in prescizione(sono passati piu di 10 anni).

    Posso presentare anche questa motivazione quale motivo di dimissioni per giusta causa?

    Aggiungo:
    Non avevo denunciato subito all`INPS la mancanza perché il datore mi diceva sempre che la situazione sarebbe stata prima o poi sanata, ma ad oggi non ho ancora i contributi versati. Varrebbe la giusta causa oppure il principio giuridico di immediatezza(Cass. civ., 1 giugno 1994) presuppone la mia tolleranza spontanea escludendo per definizione la giusta causa?
    In caso di procedimento giudiziale(credo in patrocinio) per l`accertamento della giusta causa continuerei comunque a percepire lo stipendio?

consulenza
Stai vedendo 6 articoli - dal 1 a 6 (di 6 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.