legge 183/2010

Pubblicato in: Argomenti vari


  • Partecipante
    fabri del #44010

    Cari amici, cè ancora qualcuno che afferma che con la legge 183/2010, nella vertenza di contratti a temine impugnati per la trasformazione a tempo indeterminato, in caso di vittoria non esiste più il ripristino del rapporto ma il solo risarcimento onnicomprensivo di 2,5 / 12 mensilità.

    Qualcun’altro afferma che in caso di vittoria si ha il ripristino del rapporto e il risarcimento onnicomprensivo di 2,5/12 mensilità.

    Qualcuno afferma che in caso di vittoria e ripristino del rapporto ma l’azienda non voglia il dipendente,questa può scegliere in sostituzione del ripristino del rapporto, un indennizzo pari a 15 mensilità , come contemplato al comma 5 art 18 legge 300/70.

    Io penso che: nella legittimità dell’art 32 legge 183/2010, nei casi di conversione del contratto si ha: ripristino del rapporto con risrcimento onnicomprensivo.
    Se l’art.32 fosse riconosciuto illegittimo il 4 Ottobre prossimo avremo: conversione del contratto più retribuzioni maturate dalla messa in mora alla ripresa del lavoro.
    In ogni caso io ritengo che: qualora il datore di lavoro non intenda rispettare la conversione e il ripristino del rapporto stabilito dal giudice impedendo l’ingresso in azienda al lavoratore, il datore di lavoro sia obbligato a corrispondere comunque la retribuzione. Anche riccorrendo, il lavoratore, ad una azione coercitiva per gli obblighi derivanti dal contratto di lavoro.
    Gentilmente, possiamo definire una volta per tutte come stanno le cose?
    Grazie


    Partecipante
    gabrieledagostino del #45546

    Prodromo,
    accertata in sede giudiziaria l’illeggitimità del licenziamento, ove trovi applicazione la tutela reale,il dipendete ha diritto ad essere reintegrato nel posto di lavoro.
    Tra l’altro la giurisprundenza a sancito che in aggiunta alla reintegrazione nel posto di lavoro o all’indennità sostitutiva,il lavoratore avrà diritto ad ottenere il risarcimento dei danni subiti in conseguenza del licenziamento illeggittimo,che ovviamente la misura del risarcimento non potrà essere inferiore a 5 mensilità.
    La modifica apportata al sistema giuslavoristico con la legge 183/2010 “collegato lavoro”,si vuole rimodulare la tempistica dei ricorsi civili davanti al giudice del lavoro,sicuramente ci sono delle varie situazioni e aspetti da valutare,perchè la cassazione si pronunica sempre in maniera diversa su delle cause da lavoro.


    Partecipante
    fabri del #45547

    Salve Gabriele,
    chiedo scusa ma forse mi sono espresso male oppure non capisco bene la risposta.
    Tu mi stai parlando di licenziamento illegittimo.
    In caso di decisione da parte del giudice al reintegro, si applicano le tutele previste dall’art.18 statuto dei lavoratori:
    Tutela reale, con reintegro e risarcimento non inferiore a 5 mensilità con aziende oltre una certa soglia.
    Tutela obbligatoria, con solo risarcimento di 15 mensilità in aziende con meno di 15 dipendnti.

    Io invece parlo di contratti a tempo determinato, che hanno travisato le indicazioni del d.l.vo 368/2001 e della di direttiva europea 70/1999.
    In caso di riconoscimento, da parte del giudice, alla conversione del contratto a tempo indeterminato e quindi al ripristino del rapporto, in azienda con oltre i 15 dipendenti, è scontato e quindi assicurato l’effettivo reintegro in azienda??
    Seconda domanda:
    gentile Gabriele, che ne pensi dei miei 2 punti di vista espressi nel mio messaggio iniziale alla voce :
    Io penso che….
    In ogni caso ritengo che…
    Grazie 1000 Gabriele, grazie a tutti


    Partecipante
    fabri del #45548

    Scusami ancora , non rispondermi subito, prendi un po di tempo, è sabato ed è agosto.
    Rispondimi con calma perchè è molto importante per me.
    Grazie

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