mobbing

Pubblicato in: Argomenti vari


  • Partecipante
    track del #44130

    salve sono un dipendente di un ente locale. e’ da u npo di tempo che subisco umiliazioni, non mi vengono pagati gli straordinari autorizzati, mi cambiano l’orario di lavoro continuamente,( sono un part time) spesso mi vengono impartiti ordini da un dipendente di un’ altra area.e’ mobbing questo? se lo fosse come posso denunciarlo all’autorita’ competente? a chi mi devo rivolgere? mi potete spiegare tutto il procedimento per ricorrere dal giudice? anche i sindacati sono consapevoli della mia situazione. grazie per l’aiuto .


    Partecipante
    carla binci del #45983

    ha provato a richiedere in forma scritta, anche con semplice e-mail , il pagamento del supplementare?
    faccia una richiesta di chiarimenti al suo diretto superiore sul fatto di dover eseguire le direttive da un’altra persona ; tutto questo deve essere fatto in forma scritta, senza aggiugere nessun tipo di commento.
    lei deve fornirsi delle prove dei fatti che sostiene accaduti; se continuano a non rispondere si rivolga alla categoria sindacale alla quale è iscritto e si faccia consigliare da un Legale. 😥


    Partecipante
    gabrieledagostino del #45984

    Io direi invece di agire cosi,
    si rivolga da un buon giuslavorista,sa di questi tempi i sindacati non promettono tanto bene,consideri il fatto che ogni sindacato è sempre in dovere con qualche dirigente di servizio in qualsiasi ente locale operi,vedi clientele,cortesie,assunzioni,ecc.ecc..
    Il legislatore raramente gli da tempo di riflettere,anche per quanto concerne un avviso da far arrivare al suo diretto interessato e magari per un incontro per interloquire direttamente con il suo diregente,oggi purtroppo si è arrivati a questo,alla conciliazione tra le parti,visto che ormai i sindacati stanno per scomparire.


    Partecipante
    gabrieledagostino del #45985

    Benché venga spesso utilizzato il concetto di mobbing quale espressione per definire ogni situazione di malessere e disagio sul luogo di lavoro, nell’ambito clinico ed anche – più recentemente – nel panorama giuridico (prevalentemente giurisprudenziale ma anche normativo) si vanno sempre con maggiore precisione delineando figure differenti e maggiormente specifiche a descrizione delle varie situazioni di conflittualità lavorativa che danneggiano il lavoratore ma anche l’organizzazione aziendale così come, in senso più ampio, la collettività.
    Una tra queste è lo stress, categoria mutuata anch’essa dalla scienza medica e già accolta in numerose fonti sia legislative che contrattuali introdotte a disciplina dello stress lavoro-correlato.
    Lo stress è un evento psico-somatico che si differenzia per la sua potenza e/o durata da una situazione normale intra individuale e viene scatenato da certe sollecitazioni esterne ed interne (stressors); lo stress non è sempre negativo: è dimostrato come esso possa costituire una utilissima possibilità sia per l’individuo sia per l’azienda, essendo a volte un acceleratore delle capacità umane. I problemi tuttavia si verificano quando lo stress è troppo elevato o se la situazione stressante si prolunga eccessivamente nel tempo, con possibili conseguenze sia a livello fisico che psichico.
    Lo stress è essenzialmente di due tipi: quello che deriva dalla natura stessa del lavoro e quello più prettamente organizzativo. Ogni attività lavorativa presenta quale elemento connaturale una componente di stress e tuttavia nel primo tipo esistono professioni che sono in sé stressanti, anche per le responsabilità che implicano (v. ad esempio i casi di autista di autobus, chirurgo, pilota, cassiere, poliziotto). Nel secondo tipo rientrano quei casi di stress ingenerato dall’organizzazione del lavoro quali, ad esempio, orari e turni inadeguati, mansioni complicate o troppo pericolose, aspettative di rendimento troppo elevate, mancanza di formazione appropriata sulle attività richieste, mancanza di personale rispetto ai carichi di lavoro, mancanze ergonomiche, strumentali o a livello di sicurezza del lavoro, ecc.


    Amministratore del forum
    Antonio Maroscia del #45986

    Ciao a tutti, questo messaggio è diretto in particolar modo a Gabriele D’Agostino… credo che tu non abbia il diritto di parlare in questo modo, generalizzando sui sindacati e dicendo quello che hai detto gettando fango gratuitamente su una categoria fatta al 99% da gente onesta e preparata.

    Forse nel tuo piccolo hai avuto brutte esperienze in merito, ma ti chiedo formalmente a questo punto di chiarire la questione, visto che questo forum è sempre stato aperto a tutte le posizioni e a tutti coloro che a vario grado hanno desiderio di aiutare o almeno provare ad aiutare dei lavoratori in difficoltà e non abbiamo mai avuto l’intenzione di parlare male di sindacati, ne tantomeno dei sindacalisti.

    Ti ho sentito spesso nominare la parola “giuslavorista” su queste pagine, forse è il caso che approfondisca il significato di questa parola, in quanto non credo che tu possa dire così leggermente che gli unici esperti in materia sono gli avvocati!

    Nella speranza che tu non prenda questo messaggio come un’offesa personale, ti ribadisco quello che già ti ho detto privatamente in passato, cioè che devi cercare di fare una distinzione netta fra le tue opinioni personali, le tue conoscenze generiche o che leggi al momento su internet e le informazioni che conosci bene, scrivendolo a caratteri cubitali nei vari messaggi.

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