Prescrizione Contributi (Dialogo tra Enti)

Pubblicato in: Discussioni libere


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    alfplata del #44378

    La conciliazione monocratica Art.11 D.lgs 164/2004, procedura pensata soprattutto per la deflazione del contenzioso del lavoro, rappresenta, a mio avviso, una legge in cui il diritto del lavoro è cautelato da una parte sola, quella del datore del lavoro. Nel caso di mancata rigida applicazione delle norme in essa contenute da parte del conciliatore (Ispettore delle D.p.l.) può diventare una autentica fonte di vulnus per il lavoratore.

    Anche la palese inadempienza da parte del datore di lavoro a quanto prescritto in conciliazione e il mancato accesso ispettivo, ancorché imposto dal comma 4 dell’art. 11 del d.lgs. succitato, oltre alla perdita di natura patrimoniale, non da alla procedura lignaggio di atto idoneo alla sospensione della prescrizione quinquennale dei contributi INPS. La parte datoriale, per contro, per il solo fatto di aver aderito alla procedura conciliativa, ha ottenuto il declassamento premiale della sua evasione contributiva, derubricata a semplice elusione.

    La Dpl che poi “dimentica” di trasmettere copia degli atti (verbale di conciliazione monocratica) agli altri Enti: INPS, INAIL , darà certezza di prescrizione dei contributi previdenziali dovuti al lavoratore (e qui’ mi sento di citare un nostro vecchio politico: “a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre si indovina).

    In occasione della richiesta di recupero dei contributi non versati per effetto dell’automaticità’ delle prestazioni, questo e’ quanto comunicato a mio figlio, da un ispettore INPS, in conseguenza di un accesso al suo cassetto previdenziale all’INPS di Catania: contributi anni 2005/2006 e 2007 prescritti. Qualora, ipotesi remota, dovessero essere versati, andrebbero restituiti.

    L’Ente a distanza di tre anni non aveva conoscenza della procedura di conciliazione monocratica instauratosi con il “deciso consiglio” e l’ausilio Ispettorato del lavoro di Catania, a seguito di una richiesta di intervento per un rapporto di lavoro, a tempo indeterminato, mai normato e in ritardo di due anni di retribuzione, ferie, t.f.r., e, ovviamente, contributi previdenziali.

    Chi garantira’, adesso i diritti del lavoratore e l’interesse pubblico finalizzato alla repressione delle condotte illecite, giacche’ oramai sembra essere assunto come principio ispiratore delle varie leggi in tema di lavoro che, ciò che va bene per le imprese, va bene e andrà bene, in via indiretta o diretta, anche per i lavoratori e per il Paese.

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