Regolarità o evasione?

Pubblicato in: Argomenti vari


  • Partecipante
    lreciv del #44854

    Buongiorno , sono un dipendente di una grossa società di consulenza (oltre 500 dipendenti)che ha sede a Torino, e lavoro in consulenza presso FIAT a Mirafiori.

    Sono assunto a temp ind. 6 livello metalmeccanico e per arrivare ad un netto mensile desiderato l ‘azienda mi propose e mi da ogni giorno 20 euro di rimborsi, segnati in busta paga come trasferta, oltre alla retribuzione base.
    Non ho altre forme di benefits, neanche i buoni pasto.

    So che in molte aziende di consulenza, vi è questa pratica (altri amici vivono la stessa situazione in altre società), vi chiedo quanto sia legale, in quanto il rimborso non fa cumulo pensione e nessuno paga sopra tasse. Inoltre chiedo se io rischio qualcosa dal punto di vista fiscale.
    Faccio notare che sia la sede della società di consulenza, il cliente presso il quale lavoro e la mia residenza si trovano nello stesso comune, quindi quanto possa considerarsi trasferta.
    In caso ptrei rivolgermi ad un sindacato/legale, in modo che la parte variabile venga inserita in RAL ( facendo cumulo pensione… e ovviamente pagando tutte le tasse).

    Grazie


    Amministratore del forum
    Antonio Maroscia del #48762

    Ciao ireciv, benvenuto sul forum di Lavoro e Diritti, come hai detto bene tu la trasferta Italia in teoria potrebbe essere utilizzata solo nel caso in cui il lavoratore dovesse essere mandato in una sede di lavoro al di fuori del comune in cui è ubicata la sede operativa dell’azienda presso la quale è impiegato il lavoratore.

    L’importo massimo da utilizzare senza prove dell’avvenuto esborso da parte del lavoratore (senza scontrini, ricevute ecc.) è di 46,48 € che non sono tassabili ne fiscalmente ne dal punto di vista previdenziale. Sinceramente non so come l’azienda possa inserire nel tuo cedolino questi rimborsi, immagino che li giustifichi con il fatto che ha altre sedi… ma non so il meccanismo esatto.

    Tuttavia credo che solo attraverso un’attenta lettura di tutte le carte in tuo possesso (contratto, cedolini paga ecc.) si possa arrivare ad una giusta conclusione, quindi se ritieni di voler porre fine a questa questione ti può essere d’aiuto solo un legale o un sindacato, magari puoi chiedere un consulto per vedere se ci sono i margini per una azione legale nei confronti dell’azienda.


    Partecipante
    lreciv del #48763

    Ti ringrazio Antonio, probabilmente il rivolgermi ad un legale può essere la scelta migliore, diffido dei sindacati, che secondo me sono meno efficenti di un avvocato e tendono solo a fare iscritti per ricevere quote(parere puramente personale)

    Credo inoltre di avere mail ed altro, che dimostrano che l’azienda propone tale cosa descrivendola come un reddito, cioè hanno scritto tot fisso + tot di trasferta= al mese prendi questo.
    Il fatto che poi tutto si trovi nella stessa città credo rafforzi la mia tesi di non applicabilità ed inoltre la quota non è conforme a quanto scritto su ccnl per quanto riguarda il rimborso per i pasti e per il pernottamento.

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