Strani co.co.co. nel recupero del credito.


  • Partecipante
    marcello77 del #44448

    Gentile staff, vi chiedo un’opinione in merito alla mia attuale condizione lavorativa che oltre ad essere umiliante, non mi consente di vivere le giornate serenamente.

    Ad Agosto 2011, comincio a lavorare in una società di recupero crediti.

    Mi fanno sottoscrivere un contratto a progetto a due anni che mi veniva decantato come “certificato”.

    Dopo il passaggio della riforma Fornero, a Luglio del 2012, mi “obbligano” assieme ad altre 200 e passa lavoratori a recarmi c/o l’ordine dei consulenti del lavoro della regione Lazio per la certificazione del contratto.

    E, cosa più anomala, mi rifanno partire il contratto di lavoro da Luglio 2012 per due anni.

    In sostanza, dovevamo dichiarare il falso.

    Nel dettaglio:

    Orari di lavoro scelti da noi (falso)
    Completa gestione delle ore lavorative ( falso)
    Lavorazione in solo outbound (falso)

    Ovviamente, essendo sottinteso che rifiutando di dichiarare il falso eravamo fuori dall’azienda, tutti quanti abbiamo firmato senza fiatare.

    La nostra paga oraria, per 6 ore lavorative su due turni stabiliti all’inizio del contratto di lavoro dall’azienda, è di poco più di 4 euro lordi l’ora.

    A questo, inizialmente si aggiungevano delle provvigioni su ciò che andavamo a recuperare, pari al 7% o 4%.

    Qualche settimana fa, incredibilmente, si è deciso di abbassare le provvigioni al 3% e 2% elaborando un assurdo e disincentivante meccanismo provvigionale a step.

    Adesso mi chiedo.

    Ma i contratti a progetto, non dovevano sparire?

    P.S.: Dimenticavo. Se qualcuno recupera poco, l’azienda chiede di firmare le dimissioni.

    Come posso muovermi per vedermi tutelare la mia dignità?


    Amministratore del forum
    Antonio Maroscia del #47105

    Ciao Marcello, da quello che scrivi non mi sembra un’azienda che va tanto per il sottile e il lavoro mi sembra molto “prendere o lasciare”… in questi casi purtroppo non c’è molto da fare, non credo che potresti ragionarci molto! Quindi l’unica sarebbe rivolgerti ad un sindacato o un avvocato, magari vedere se c’è qualcun’altro che ha voglia di mettersi di traverso e fare una vertenza all’azienda. Il problema è dimostrare che la certificazione non è valida…


    Partecipante
    marcello77 del #47106

    Ciao Antonio e grazie per la risposta.

    Io nel frattempo ho salvato le schermate del nostro gestionale aziendale, con i vari messaggi su turni, pause e chiamate inbound….

    Quello che non mi è chiaro è però se un cococo ha ancora ragion di esistere..


    Partecipante
    marcello77 del #47107

    Poi mi piacerebbe sapere qual’è la procedura da seguire per una vertenza sindacale.

    So di certo che in passato alcune persone, tramite legale, sono riuscite ad accordarsi con l’azienda vedendosi riconosciuto ciò che non avevano percepito.

    Ma non so onestamente da dove cominciare.


    Amministratore del forum
    Antonio Maroscia del #47108

    La vertenza la fa il sindacato o l’avvocato, si inizia scrivendo all’azienda, pi c’è la eventuale denuncia alla Direzione Territoriale del Lavoro, poi c’è il tentativo di conciliazione ed in ultimo se non si è trovato ancora un accordo la vera e propria causa di lavoro.

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