stress lavoro correlato

Pubblicato in: Argomenti vari


  • Partecipante
    abel87 del #44015

    buongiorno,
    spero che possiate darmi un consiglio.
    mio padre è lavoratore dipendente a tempo indeterminato presso una grande azienda privata. E’ impiegato ed esercita da ormai tre decenni e più. Pochissime assenze, ottima professionalità.
    il problema è che il lavoro è molto stressante, a contatto con il pubblico e con turni massacranti, specie a 52 anni.
    quest’inverno ha accusato l’ennesimo malessere e dopo visita neurologica ed esame risonanza magnetica si è riscontrato un principio di ischemia.
    adesso non è mia intenzione fornire i particolari diagnostici, anche perchè non li ho sotto mano. Il punto è che con tutto questo bel “curriculum”, c’è una persona che oggettivamente non è proprio in condizione di svolgere la sua mansione e vorrei sapere se ha diritto a qualcosa o no.
    da parte nostra abbiamo fatto una telefonata all’ufficio competente in azienda e per tutta risposta c’è stata una quasi risata in faccia. nello specifico si rinfacciava che gli operai hanno diritto ad essere destinati ad altro impiego se riportano un danno fisico, ma un povero impiegato non muove certo oggetti pesanti..quindi..
    quindi mi pare di capire che secondo l’azienda lo stress lavoro correlato non esiste e gli impiegati non hanno diritto ad essere destinati ad altra mansione, magari più tranquilla.
    ora, a me sembra una boiata nella società dei servizi in cui viviamo, però ditemi voi che ne sapete di più.
    eventualmente a quale professionista mi rivolgo? psicologo del lavoro, medico del lavoro, avvocato del lavoro, cdl?
    grazie


    Partecipante
    gabrieledagostino del #45553

    Per quanto concerne il lavoro stressante sul posto di lavoro,certo si può avviare una conciliazione arbirtraria sicuramente seguita da un giuslavorista abilitato,qualora l’AD dell’azienda ritenga opportuno esaudire le richieste del lavoratore tramite la conciliazione tra le parti allora sicuramente la cosa si potrà risolvere nel migliore dei modi,sicuramente senza avviare nel tempo un causa nei confronti dell’azienda che sicuramente si potrebbero ottenere degli ottimi risultati,ma essendo in momento particolare,ritengo che la migliore cosa è avviare una concilizione tra le parti,sicuramente per dare migliori condizioni lavorative al lavoratore.
    Un consiglio,si rivolga ad un buon giuslavorista,magari prenderete insieme una buona strada.


    Amministratore del forum
    Antonio Maroscia del #45554

    Ciao Abel, ciao Gabriele, sull’argomento abbiamo scritto anche noi qualcosa su Lavoro e Diritti, lascio i link così da poter approfondire la materia, tra l’altro c’è un’ottima guida rilasciata dall’INAIL per imparare a valutarlo e riconoscerlo:

    Stress lavoro-correlato: “manuale” dell’INAIL per valutarlo

    Ministero del lavoro: indicazioni per la valutazione dello stress da lavoro correlato

    Sono comunque d’accordo con Gabriele per la strada bonaria da intraprendere con l’azienda e con l’ausilio di un professionista.


    Partecipante
    abel87 del #45555

    ma quindi un dipendente che ha una particolare malattia regolarmente ed incofutabilmente riconosciuta (principio di ischemia), non ha il diritto di essere trasferito ad impiego confacente con il suo problema?
    non è sancito in nessuna legge? insomma non è che io voglio imporre la mia volontà alla azienda, voglio solo sapere se ho dei diritti. diversamente, allora potrei pensare di ricorrere alla legge o ad un arbitro.
    la guida dell’inail la leggerò,anche se mi sembra più per le aziende, sui loro doveri e non sui nostri (di lavoratori) diritti.
    se un operaio si rompe una mano è chiaro che non può lavorare, ma se un impiegato è depresso o non sopporta lo stress, non gliene frega niente a nessuno? probabilmente sì.
    homo homini lupus o più recente legge del menga..
    buona giornata


    Amministratore del forum
    Antonio Maroscia del #45556

    Ciao Abel, tu hai ragione, non ti stiamo dicendo che non si può fare, le leggi esistono e sono molte. Però per far valere le tue ragioni, quelle di tuo padre in questo caso, la via è quella della richiesta scritta, visto che per telefono ti hanno riso in faccia.

    Per fare questo, documenti alla mano, ti rivolgi ad un buon professionista, un avvocato specializzato in lavoro sarebbe la scelta migliore, ma va bene anche un sindacato, e trovi con loro la soluzione più appropriata. Spero che abbia capito ora il senso delle nostre risposte. 🙂


    Partecipante
    abel87 del #45557

    sì, ora è chiaro il senso.
    per dovere di cronaca devo dire che la responsabile dell’ufficio del personale è in ferie, quindi la signorina che ha risposto alle nostre domande era una semplice impiegata.
    la cosa è comunque inquietante perchè o non è bene informata sulla materia, oppure ha proprio sbagliato. Perchè non è per nulla vero che gli impiegati non hanno tali diritti, ci mancherebbe altro. Inoltre vi informo che ella ha detto che non spetta al lavoratore chiedere la visita del medico competente, mentre art 41 comma 1 del dlgs 81/08 dice l’opposto.
    come avete detto voi si spera che tra persone ragionevoli si trovi una pacifica soluzione.
    vi terrò informati.

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