Una vicenda Kafkiana


  • Partecipante
    Faro del #54104

    Il mio ultimo mese lavorativo presso il mio ex datore di lavoro risale al novembre 2012: avevo un contratto a progetto che arrivato alla sua naturale scadenza non e’ stato piu’ rinnovato perché la Srl in questione e’ entrata subito dopo in liquidazione volontaria.

    Ho fatto richiesta all’INPS dell’Una Tantum per i contratti a progetto che mi e’ stata regolarmente pagata.

    Nel novembre 2013, e’ stata emessa una Sentenza dal Tribunale in cui viene riconosciuta la trasformazione del mio contratto di lavoro da “a progetto” a “tempo indeterminato” sin dall’inizio del rapporto di lavoro e al pagamento del TFR maturato.

    Nel frattempo sono andato all’INPS e alla luce di questa trasformazione del contratto da a progetto a tempo indeterminato ho chiesto se avessi diritto alla disoccupazione ordinaria.

    Mi e’ stato risposto che visto che avevo gia’ percepito l’Una Tantum potevo fare domanda per la disoccupazione ordinaria ma che mi sarebbe stata pagata solamente la differenza fra quello gia’ percepito e il surplus derivante dalla disoccupazione ordinaria.

    Perfetto, faccio domanda e dopo mesi e mesi di attesa dove mi dicono che devo aspettare che loro ricalcolino le varie differenze contributive tra il mio vecchio contratto a progetto e il nuovo contratto a tempo indeterminato, nel marzo 2015 mi arriva una lettera dell’INPS in cui mi viene detto:

    “La normativa vigente prevede che la domanda di disoccupazione ordinaria puo’ subire slittamenti nel caso in cui il lavoratore abbia intentato una vertenza sindacale, o giudiziaria, riflettente sul licenziamento.

    La vertenza da Lei intentata, e risolta positivamente a Suo favore, ha ad oggetto il riconoscimento del rapporto di lavoro dipendente, non il licenziamento.

    Per quanto sopra lo slittamento della data di presentazione della domanda di disoccupazione ordinaria non puo’ essere riconosciuto, e pertanto se ne conferma la reiezione.

    Inoltre l’indennita’ una tantum percepita risulta indebita per effetto dell’annullamento del rapporto di lavoro a progetto.

    Con nota a parte Le sara’ comunicata la modalita’ di restituzione dell’importo non spettante.”

    Qui credo che si sfiori il ridicolo.

    Ma come facevo a intentare un’azione giudiziaria o sindacale riguardo il licenziamento se ancora non c’era stato nessun licenziamento, visto che il mio lavoro era finito per il non rinnovo del contratto a progetto.

    Solamente in seguito con la Sentenza del Tribunale mi e’ stato riconosciuto il tipo di contratto subordinato.

    Quindi in teoria avrei dovuto ricevere o l’una tantum per il contratto a progetto o la disoccupazione ordinaria per il contratto subordinato.

    In realta’ mi stanno dicendo che non ho diritto ne’ all’una ne’ all’altra, mah.

    Pero’ non e’ finita qui.

    Nell’ottobre 2015 l’Srl in questione e’ stata dichiarata fallita.

    Quindi adesso dovro’ fare domanda di insinuazione al passivo fallimentare per il recupero del TFR che rimarra’ al 100% non pagato, per poi fare domanda al Fondo di Garanzia sempre all’INPS.

    Sperando che non si inventino un’altra scusa per non pagarmi neanche il TFR.

    Alla luce di tutta questa storia irreale, avrei bisogno di un consiglio tecnico da un esperto.

    Devo rivolgermi ad un avvocato, un consulente del lavoro o chi?

    Gia’ con gli avvocati non ho avuto una bella esperienza.

    Sono stato al Patronato della mia citta’ spiegando la situazione ma sono mesi che attendo una risposta, che mai arrivera’ credo.

    Il mio dubbio e’ se adesso devo fare qualche richiesta particolare al curatore fallimentare, oltre al TFR, ad esempio e’ rimasta indefinita la questione del licenziamento che non e’ mai avvenuto ecc.

    Con l’INPS devo davvero risarcire cio’ che ho ricevuto per l’una tantum senza poter far nulla?

    Grazie in anticipo


    Amministratore del forum
    Antonio Maroscia del #54114

    Ciao la tua storia seppur inverosimile è abbastanza comune purtroppo… io non ho mai affrontato casi simili personalmente ma so che sono successi casi simili ad altre persone. Stai certo che se l’INPS ti ha fatto queste richieste ha fatto tutte le sue verifiche e valutazioni e la risposta non ti è stata data da un semplice impiegato ma sicuramente è stata scritta dai vertici almeno regionali.

    Che io sappia in questi casi dovresti fare una richiesta al giudice per farti riconoscere il licenziamento d’ufficio, non so però se va intentata una nuova vertenza, oppure è una richiesta da fare direttamente al giudice che ha trasformato il rapporto di lavoro.

    Un’altra via potrebbe essere di dare le dimissioni per giusta causa ora per allora, forse direttamente al centro per l’impiego, in questo caso non dovresti aspettare il licenziamento e comunque ci sarebbero i presupposti per la giusta causa. Solo dopo aver ottenuto il licenziamento (o le dimissioni per giusta causa) potrai fare una domanda di revisione della tua pratica di disoccupazione.

    Comunque questa pratica non puoi seguirla da solo, se sei arrivato ad una sentenza sicuramente ti sei rivolto ad un legale o un sindacato. Secondo me lo stesso soggetto sarebbe l’unico a poter concludere la vicenda, magari gli puoi comunicare le soluzioni che ti ho prospettato io.


    Partecipante
    Faro del #54133

    Salve Antonio,

    Grazie per la sua risposta e le preziose indicazioni che mi ha indicato.

    Sicuramente è una strada che non posso percorrere da solo, dovrò affidarmi a qualche bravo avvocato competente su questo specifico argomento.

    Spero di riuscire a mettere ordine in tutto questo marasma accaduto.

    Saluti.

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