Salvatore

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    Salvatore del · in risposta a: lavoro con contratto a termine #45214

    salve grazie per la risposta, cmq mi hanno assunta in base la legge 368/01 articolo 1 e 10.

    art.1 sono riportate le “causali” dell’apposizione del termine, mentre, all’art. 10 sono riportati i casi in cui sono ESCLUSI l’attuazione della 368/01… Mi sembra un pò un paradosso… In poche parole attuano la 368/2001 in forza dell’articolo 1 ma all’art.10 dichiarano che la fattispecie non è discliplinata dalla 368/2001! 😕

    Le chiedo un altra cosa, so della legge del diritto di precedenza in questo caso io sono la piu’ anziana rispetto ad una mia collega, ad essa a luglio le scadra’ il contartto di apprendistato le hanno gia’ detto che l assumeranno a tempo indeterminato, io posso far valere questa legge dato che io sono 5 anni che lavoro con loro, e lei a luglio scadranno i 3 anni!
    grazie attendo una sua risposta.
    saluti

    Il diritto di precedenza è dato dall’ art. 4-sexies che così dice
    “Il diritto di precedenza di cui ai commi 4-quater e 4-quinquies può essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti in tal senso la propria volontà al datore di lavoro entro rispettivamente sei mesi e tre mesi dalla data di cessazione del rapporto stesso e si estingue entro un anno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.”


    Partecipante
    Salvatore del · in risposta a: contratti a termine nulli / reintegro in azienda #45190

    @fabri wrote:

    Benvengano i dubbi, servono per arrivare a fare chiarezza.
    Il ministro Sacconi ha personalmente affermato che in caso della conversione del contratto (368/2001 e 183/2010 la conversione la prevedono), il dipendente ha in aggiunta solo un indennizzo del danno subito che va da 2.5 a 12 mensilità e che le 2 cose non sono da intendersi come opzioni: o una o l’altra ma si sommano.
    Ci sono articoli giuslavoristici molto precisi in materia, se non hai ancora avuto modo di vederli ti posso dare volentieri le dritte per arrivarci.

    Magari fosse così semplice: ci sono giudici come dice te che hanno dis-applicato il “collegato” sommando l’indennità di mora e l’indennizzo ma ci sono anche giudici che hanno ritenuto l’indennità come sostitutiva di quella di messa in mora (vedi commento della Cassazione che ha anch’essa alzato la “non manifesta costituzionalità della legge”). Ed infine ci sono giudici che hanno attuato il “collegato al lavoro” così nella forma più datoriale (niente messa in mora e solo indennità, ho almeno 10 sentenze in merito!). Non vi è una interpretazione “valida per tutti” ed infatti si aspetta la dichiarazione della Corte Costituzionale. Addirittura alcuni giudici preferiscono sentenziare solamente per conversione del contratto di lavoro, rimandando a data postuma la decisione sull’eventuale risarcimento (sentenza parziale).

    Il ministro Sacconi ha personalmente affermato che in caso della conversione del contratto (368/2001 e 183/2010 la conversione la prevedono), il dipendente ha in aggiunta solo un indennizzo del danno subito che va da 2.5 a 12 mensilità e che le 2 cose non sono da intendersi come opzioni: o una o l’altra ma si sommano.

    Purtroppo il ministro può dire quello che gli pare, il Parlamento è un conto e la giurisprudenza è un altro… Comunque come forse ben già saprai, la frase del ministro Sacconi è stata riportata in modo completo anche dal giudice di trani quando ha alzano la “non manifesta costituzionalità” alla Consulta.

    Di fatto, secondo me, con il ripristino, si riconosce che non cè stato licenziamento, quindi inutile il ricorso all’art. 18.

    Sembrerebbe così, eppure nel dubbio consiglio di chiedere anche il diritto al licenziamento illegittimo (ex. art.18), in quanto ci sono sentenze della Corte di Milano che in alcuni casi ha ritenuto il foglio di “cessazione per scadenza del termine” come un vero e proprio atto di licenziamento (nel dubbio meglio non rischiare).
    Come vedi di ogni caso vi è anche il perfetto contrario… Non per questo, personalmente, non ho fatto vertenza, anzi… 😀
    Salvatore


    Partecipante
    Salvatore del · in risposta a: contratti a termine nulli / reintegro in azienda #45187

    Ciao Fabri,
    il tuo ragionamento è perfetto con l’unica precisazione che proprio perchè si parla di “contratti a termine” e NON di licenziamento, l’unica persona che sancisce il ripristino del posto di lavoro è il giudice… Prima del collegato al lavoro (L.183/2010) il giudice poteva condannare il datore di lavoro che ha fatto un contratto a termine illecito, al pagamento degli stipendi DALLA DATA DI MESSA IN MORA (e non da quando ti è scaduto il contratto) al ripristino al tuo posto di lavoro e sancire la conversione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato dalla data del contratto illecito (come hai detto te).
    Il ripristino del posto di lavoro era una conseguenza della MESSA IN MORA!!!
    Era un piccolo “scappatoia” per chiedere di avere “il posto di lavoro”…
    Ora con il “collegato al lavoro” le cose sono cambiate,purtroppo…
    In caso di vittoria e conversione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, il datore di lavoro è tenuto a risarciti dalle 2,5 alle 12 mensilità… E il posto di lavoro? Beh qui le cose si fanno più problematiche in quanto la “scappatoia” della MESSA IN MORA non esiste più e solamente il giudice con la sua interpretazione della legge, decide al reintegro/ripristino del rapporto di lavoro…
    Non per caso questo “collegato a lavoro” è già al vaglio della Corte Costituzionale che dovrò decidere se è legittimo oppure no…
    Pensa quanto sono incacchiato io che mi sono ritrovato a combattere con questo maledetto “Collegato al lavoro (L.183/2010 art.32)” in modo retroattivo in quanto io sto in causa dal 2008!!!

    Ps: anche io ho la 368/2001.
    Spero di non averti creato ulteriori dubbi ma ti posso dire che solamente chi è licenziato per legge (l.18 statuto dei lavoratori) ha la matematica certezza che in caso di vittoria viene reintegrato sul posto di lavoro…
    Per altri commenti ti potrò rispondere solo da lunedì…
    Buon weekend
    Salvatore


    Partecipante
    Salvatore del · in risposta a: lavoro con contratto a termine #45210

    Salve Valentina,
    permettimi di dare la mia personale opinione dei fatti:
    – Sei stata assunta in base a quale legge? Indicativamente sembra tramite la d.lgs 368/2001… Sbaglio?
    – Sei stata assunta per “riorganizzazione aziendale”?
    La motivazione data dalla tua azienda, se è quella da te scritta è troppo soggettiva per essere ritenuta lecita!
    – Dopo di te sembrano che siano state assunte altre ragazze al posto tuo… Sbaglio?
    Quello che dici è molto importante perchè sta a significare che per non assumerti a tempo indeterminato è stata elusa la legge, lasciando te senza lavoro e prendendo altre persone al posto tuo. Purtroppo almeno per questa parte dovresti sapere chi sono le persone che ti hanno sostituito e possibilmente avere qualche testimone che confermi la tua versione dei fatti!!!

    In caso decidi di fare vertenza, sappi che in base al Collegato al lavoro hai tempo fino al 31/12 di quest’anno (2011); oltre tale termine perdi ogni diritto di farla. Il tuo NON è un licenziamento ma è una normale scadenza di contratto!!!

    Se ti posso essere d’aiuto sono a tua completa disposizione…
    Un Saluto
    Salvatore


    Partecipante
    Salvatore del · in risposta a: contratti a termine nulli / reintegro in azienda #45185

    Salve a tutti,
    mi chiamo Salvatore e sono un ex contratto precario che ora è in vertenza con l’ex azienda con la quale ho lavorato per circa 5 anni (mese più mese meno).
    Se mi permettete vorrei fare delle precisazioni che ho già letto e di cui ne ho personale esperienza:
    Per i contratti precari non vi è obbligo di riassunzione anche in caso di VITTORIA del proprio ricorso
    Non vi è nessuna norma di legge per chi è precario che sancisce che in caso di vittoria di ricorso, tu debba necessariamente essere reintegrato in azienda, in quanto non risulti essere stato licenziato ma risulti essere un ex lavoratore a cui è scaduto il contratto… Cosa diversa è per i lavoratori a tempo indeterminato (vedi Melfi) che essendo stati lincenziati ingiustamente devono essere OBBLIGATORIAMENTE REINTEGRATI sul posto di lavoro (art. 18 dello Statuto dei lavoratori).

    L’unica persona che ha la possibilità di reintegra sul posto di lavoro di ex lavoratori precari è IL GIUDICE DEL LAVORO (ripeto che la legge non prevede l’obbligo di reintegra in caso di vittoria di ricorso)

    Scusate se mi sono dilungato ma è un argomento che mi preme molto perchè mi tocca molto da vicino… Se poi volete sapere cose a riguardo il collegato a lavoro, sono qui… 😀

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